Ubi Banca, aggiornato il piano industriale. Previsti 1.569 esuberi entro il 2020 e la chiusura di 140 filiali

Ubi Banca LogoIl consiglio di sorveglianza di Ubi Banca ha approvato il Piano Industriale di Gruppo proposto dal Consiglio di Gestione contenente le linee guida strategiche e gli obiettivi economici, finanziari e patrimoniali aggiornati per il periodo 2017-2020. Tale Piano include l’integrazione nel Gruppo Ubi delle 3 Bridge Banks (Nuova Banca Marche, Nuova Banca Etruria e Nuova Carichieti) per le quali è stato effettuato in data odierna il closing del contratto di compravendita.

Le Linee guida strategiche del Piano
Il nuovo Piano Industriale 2017-2020 conferma le linee guida strategiche del Piano Industriale 2019/2020 Stand Alone di Ubi Banca e le estende al perimetro delle Bridge Banks.

Nello specifico, il Piano si basa su 4 pilastri chiave:
1) conferma dell’approccio di “Banca Unica” previsto nel Piano Industriale 2019/2020 sull’intero perimetro della Combined Entity, in base al quale sono già state incorporate in Ubi Banca nel corso del 2016 e dei primi mesi del 2017, le 7 Banche Rete del Gruppo e verranno incorporate le 3 Bridge Banks;
2) evoluzione dell’approccio commerciale, attraverso: – la conferma dell’approccio multicanale integrato (da realizzarsi entro il 2017), da un lato per consentire al cliente di accedere alla banca con continuità ed operare indifferentemente su tutti i canali disponibili, dall’altro per consentire alla banca di raggiungere il cliente in modo mirato con la proposta commerciale; – il disegno di una strategia dedicata per singolo segmento di clientela (“Persone e Famiglie”, “Affluent e Private” e “Aziende”), in considerazione anche dei trend di mercato, come descritto nel comunicato stampa del 27 giugno 2016;
3) conferma dei punti di forza strutturali, tramite: – la conferma di una qualità degli attivi tra i migliori del settore e di coperture adeguate del credito problematico; – la prosecuzione e l’accelerazione dell’attività di razionalizzazione della base costi;
4) massimizzazione degli indicatori di redditività ed efficienza nel rispetto di una struttura patrimoniale e finanziaria equilibrata.

Focus sul perimetro Bridge Banks Nell’ambito della definizione delle linee guida complessive, sono state stabilite le logiche strategiche di integrazione, sviluppate nel piano evolutivo delle Bridge Banks, riassumibili come segue:

-completamento della migrazione IT verso il sistema Ubi entro febbraio 2018, con la prima migrazione prevista per ottobre 2017 (Nuova Banca Marche);

-estensione delle linee guida strategiche ed operative e del modello di business di UBI “stand alone” al perimetro delle Bridge Banks, facendo leva anche sulla valorizzazione del marchio e della reputazione di UBI Banca, e in particolare;
– piena integrazione delle Bridge Banks nella rete commerciale UBI Banca (-140 filiali previste nel perimetro Bridge Banks in arco Piano);
– ri-prezzamento della raccolta a breve termine, che rappresenta circa il 90% della raccolta totale delle Bridge Banks, a livelli di UBI Banca “stand alone”. Il mark down negativo rispetto all’Euribor a 1 mese è atteso ridursi, nel perimetro Bridge Banks, da 172 bps a 12 bps;
– significativa riduzione degli oneri operativi (-200 milioni circa nel 2020 rispetto al 2016 nel perimetro Bridge Banks) attraverso l’incremento della produttività complessiva che comporterà anche la riduzione dell’organico (-1.569 risorse o -32% rispetto al 2016 nel perimetro Bridge Banks) e l’ottimizzazione delle altre spese amministrative; 5
– spinta sulla riduzione del costo del credito attraverso l’adozione delle best practice e del modello organizzativo UBI, dal “giorno 1” della migrazione IT; il costo del credito delle Bridge Banks è atteso scendere a 87 punti base nel 2020
– richiesta di estensione dei modelli interni di UBI Banca relativi al rischio di credito e operativo al perimetro delle Bridge Banks entro il primo semestre del 2018.

Il Piano 2017-2020 della Combined Entity (UBI Banca+3 Bridge Banks)

Il Piano Industriale 2017-2020 stima un utile netto in crescita a 919 milioni nel 2019 e a 1.117 milioni nel 2020. L’obiettivo di creazione di valore porta il ROTE all’11% nel 2019 e al 12% nel 2020. In termini di dividendo, è prevista la distribuzione nel periodo di piano del 40% circa dell’utile netto consolidato ricorrente della Combined Entity. La crescita della redditività prevista in arco Piano è abilitata da tutte le principali componenti di conto economico (ricavi, costi e credito) e si basa sui seguenti pilastri:

(i) L’evoluzione dell’approccio commerciale per segmento di clientela e conseguentemente del modello distributivo del Gruppo in ottica di assetto multicanale integrato con una conseguente semplificazione della rete territoriale, abilitata in prima istanza dal passaggio alla Banca Unica. In particolare in arco di Piano si prevede:

  • la chiusura di circa 370 sportelli di cui circa 140 nel perimetro Bridge Banks;
  • La ristrutturazione di circa 700 Filiali e l’implementazione di precisi formati (Filiali Flagship, Full, Light) con specifici moduli mirati a migliorare il presidio del territorio e la migrazione verso i canali digitali.
  • crescita degli impieghi netti (escluso PcT attivi con Cassa Compensazione e Garanzia), da 94,2 miliardi nel 2016 a circa 97,3 miliardi nel 2019 e a circa 100,1 miliardi nel 2020, con un CAGR rispettivamente dell’1,1% e dell’1,5% che riflette una stima di crescita del PIL inferiore all’1% in arco Piano;
  • in termini di finanziamento della crescita, essa sarà sostenuta in particolare dalla raccolta istituzionale, prevista crescere in arco piano da 14,8 miliardi di fine 2016 a circa 23,7 miliardi nel 2019 ed 27,8 miliardi a fine 2020;
  • la raccolta totale (diretta e indiretta) da clientela ordinaria è attesa in aumento da 174,8 miliardi a fine 2016 a circa 189,9 miliardi nel 2019 ed 198,6 miliardi nel 2020. Al suo interno, la raccolta gestita e assicurativa è attesa segnare un significativo incremento, da 58,8 miliardi nel 2016 a circa 88,3 miliardi nel 2019 e a circa 97,7 miliardi nel 2020, abilitato anche da: ─ parziale trasformazione della raccolta diretta (prestiti obbligazionari bancari) in risparmio gestito, anche in ottica di tutela del cliente coerentemente con le regole sul bail-in, e dalla conversione della raccolta amministrata in gestita; ─ incremento della capacità distributiva nel segmento “Affluent & Private” anche grazie all’inserimento di nuovi Private Bankers; ─ leva sulla rete IW Bank Private Investments che verrà potenziata; ─ focalizzazione sulla componente assicurativa/previdenziale nei segmenti “Persone e Famiglie” e “Affluent & Private”; ─ accelerazione dell’utilizzo delle nuove tecnologie (Big Data e Advanced analytics) per la determinazione di un’offerta mirata.

La maggior redditività del Gruppo sarà raggiunta con il contributo delle tre componenti di conto economico, ricavi, costi e costo del credito, dove questi ultimi sono attesi fornir complessivamente il maggior contributo al miglioramento del RoTE:

– I proventi operativi sono attesi in crescita; in particolare, la crescita del margine d’interesse è attesa derivare totalmente dalla diminuzione del costo del funding, mentre l’apporto delle commissioni è da leggersi principalmente in relazione alla crescita della raccolta indiretta

– anche grazie al passaggio alla Banca Unica e all’estensione di tale modello alle 3 Bridge Banks, gli oneri operativi sono previsti in ulteriore riduzione a circa 2,35 miliardi a fine piano, nonostante l’inclusione di un forte programma di investimenti (multicanalità integrata, nuove piattaforme per il Corporate e strumenti per i Private Banker, rifacimento di circa 700 filiali, ecc..) in gran parte già presente nel Piano Ubi Banca stand alone. Al netto delle componenti non ricorrenti, gli oneri operativi beneficeranno di sinergie per oltre 300 milioni, passando da 2,64 miliardi nel 2016 a 2,34 miliardi nel 2020.

In particolare:

a) le spese per il personale sono attese in costante diminuzione per posizionarsi a circa 1,4 miliardi a fine piano. E’ previsto un forte ricambio generazionale, con la riduzione di circa 3.000 risorse, per effetto di:  uscita di circa 4.000 risorse, di cui 600 circa liberate dal progetto Banca Unica  ingresso di circa 900 persone, in aggiunta alle circa 200 risorse assunte nella seconda metà del 2016, garantendo l’inserimento di nuove professionalità a sostegno dell’evoluzione dell’approccio commerciale. Il costo del personale include peraltro importanti interventi di valorizzazione e sviluppo delle risorse, tra cui, ma non solo, la spinta sulla formazione (sono previste quasi mezzo milione di gg/uomo in arco piano), l’aumento della flessibilità già sperimentata con successo in anni recenti (smart working e misure di work-life balance) e il rafforzamento della retribuzione variabile in relazione all’incremento della redditività del Gruppo.

b) Le altre spese amministrative, anch’esse attese in riduzione in arco di Piano, beneficeranno dei risparmi derivanti dall’assetto di Banca Unica, inclusi quelli legati alla riduzione del numero di filiali. A questi si aggiungeranno i risparmi collegati soprattutto all’ottimizzazione dei processi operativi e la rinegoziazione dei contratti di fornitura, che potranno contrastare la crescita inerziale dei costi in arco Piano.

Consulta il comunicato di Ubi Banca

Ubi Banca, aggiornato il piano industriale. Previsti 1.569 esuberi entro il 2020 e la chiusura di 140 filiali ultima modifica: 2017-05-11T10:53:36+00:00 da Redazione

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