Ubi Banca, approvato il progetto di bilancio d’esercizio 2012

Il consiglio di gestione, continua il documento, proporrà all’assemblea dei soci, che si terrà in prima convocazione il 19 aprile e in seconda convocazione il 20 aprile 2013, la distribuzione di un dividendo unitario di 0,05 euro alle 900.047.021 azioni in circolazione (pari al numero di azioni costituenti il capitale sociale al netto delle azioni proprie detenute in portafoglio). Il dividendo, se deliberato dall’assemblea dei soci nella misura proposta, sarà messo in pagamento con data di stacco, record date e data di pagamento rispettivamente il 20, 22 e 23 maggio 2013. Il monte dividendi  ammonterà a circa 45 milioni di euro, a valere sull’utile della capogruppo.

L’esercizio 2012 è stato un anno caratterizzato da iniziative di grande rilevanza, principalmente correlate alla riorganizzazione del gruppo. L’accordo sindacale del novembre 2012, che tra l’altro prevede l’uscita di 736 persone (di cui 600 già a gennaio di quest’anno e le rimanenti attese entro aprile 2013), è stato consentito dalla realizzazione di una imponente serie di iniziative:

– si è proceduto alla semplificazione del modello di servizio alla clientela, agendo sul numero e sull’entità delle filiali, nonché sui centri di servizio specializzati, con approccio a volte innovativo per l’Italia, ad esempio procedendo all’aggregazione tra i segmenti “Private” e “Corporate” – le 50 “PRI-CO Unity” che coinvolgono circa 1.000 persone sono diventate operative a gennaio 2013 -;

– sono stati modificati gli organigrammi e conseguentemente l’organizzazione della Capogruppo e delle Banche Rete, riducendo i livelli di riporto in modo da rendere più immediata la catena di trasmissione;

– è stata realizzata l’aggregazione di alcune entità del Gruppo in ottica di razionalizzazione e di focalizzazione del business.

L’accordo prevede altresì l’assunzione di 283 giovani che andranno ad assicurare il ricambio generazionale. Grazie a tale accordo, a fronte del quale sono stati contabilizzati oneri una tantum di 143,5 milioni nel quarto trimestre dell’anno, vi sarà un risparmio di spese per il personale che verrà in gran parte conseguito nel 2013 e che raggiungerà circa 107 milioni annui a regime nel 2014, migliorando ulteriormente la struttura dei costi.

Si rammenta che dal 2007 al 2012, in maniera progressiva, gli oneri operativi al netto delle componenti non ricorrenti, quindi rappresentativi della reale evoluzione gestionale, sono scesi complessivamente del 12,9%, ossia di circa 335 milioni, abilitati da stringenti controlli ma anche dalla razionalizzazione della struttura, che ha visto una diminuzione degli sportelli di oltre il 12% e una riduzione del personale, quando applicabile su base volontaria, del 12%. All’interno di tali sinergie, consentite dalla fusione dell’aprile 2007, risultano in discesa tutte le componenti di costo:

– spese per il personale -13,6%

– altre spese amministrative -8%

– rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali e immateriali -22,8%.

L’esercizio 2012

UBI Banca si affaccia al 2013 confermando la qualità del lavoro svolto negli anni di crisi, che ha voluto privilegiare il rafforzamento dello stato patrimoniale quale base della stabilità e dello sviluppo futuro del Gruppo:

– Gli indici patrimoniali si confermano adeguati al modello di banca tradizionale e tra i migliori a livello italiano: a fine 2012 il Core Tier 1 si attesta al 10,29% rispetto all’8,56% del 2011, il Total capital ratio al 16,01% rispetto al 13,50% di fine 2011 (quest’ultimo essenzialmente grazie all’emissione di 1,2 miliardi di Lower Tier 2 effettuata a ottobre 2012). In base all’esercizio EBA, il Core Tier 1 si attesta al 9,16% (rispetto al 9% richiesto).

– In tema di indici patrimoniali, si rammenta che nel mese di maggio 2012 la Banca d’Italia ha autorizzato l’utilizzo dei modelli avanzati per il calcolo del rischio di credito Corporate e dei rischi operativi, con vantaggi in termini di m inor assorbimento di capitale. Ci si attende un ulteriore vantaggio dall’autorizzazione all’utilizzo dei modelli avanzati per il calcolo del rischio di credito Retail, che si ritiene, in base alle proiezioni attuali, di richiedere entro il primo semestre 2013.

– La liquidità del Gruppo è tale da consentire già da adesso il rispetto dei requisiti richiesti da Basilea 3 in termini di Net Stable Funding Ratio e di Liquidity Coverage Ratio6, che risultano ambedue superiori al 100%.

– Il Gruppo dispone inoltre di un significativo portafoglio di attività stanziabili presso la BCE: al 1 marzo 2013, le attività stanziabili totali, già al netto di haircut, ammontavano a 31,4 miliardi, di cui 19,4 disponibili (pari al 43% dei depositi a breve).

– L’esposizione totale verso la Bce è di 12 miliardi in Ltro, invariata da fine febbraio 2012.

Gli indici strutturali del Gruppo:

– la leva finanziaria è bassa e pari a 17x (era 18,5x a dicembre 2011)

– il rapporto impieghi/raccolta ammonta al 94% (era 97% a dicembre 2011)

– il rapporto impieghi/raccolta da clientela ordinaria ammonta al 116% (era al 125% a dicembre 2011)

– la raccolta proviene per l’81,3% da clientela ordinaria e solo per il rimanente è dipendente dai mercati internazionali

– gli impieghi rappresentano oltre il 70% del totale attivo, ed al loro interno è cresciuta la quota destinata alla clientela “core” dal 74% al 75%.

– Le caratteristiche di capitalizzazione, liquidità e qualità del credito hanno consentito al Gruppo,

anche in momenti difficili, l’accesso ai mercati internazionali. Tale accesso è stato peraltro utilizzato con cautela per non pesare sul conto economico, ed è stata effettuata un’unica emissione pubblica per 0,75 miliardi a ottobre, con esiti più che soddisfacenti in termini di adesioni, cui sono seguiti 3 “private placement” a richiesta di investitori istituzionali (2 nel 2012 per 0,5 miliardi).

Nonostante la complessità del contesto di riferimento, l’esercizio 2012 si è chiuso con un utile netto di 82,7 milioni di euro rispetto ad un risultato netto per il 2011 negativo per 1,8 miliardi per effetto della contabilizzazione di rettifiche su avviamenti ed altre attività immateriali. In termini normalizzati, vale a dire escludendo le componenti non ricorrenti, l’utile d’esercizio si è attestato a 97,3 milioni rispetto ai 111,6 milioni del 2011. Il risultato è stato conseguito in un contesto economico e finanziario segnato da recessione e volatilità, grazie al controllo dei costi scesi a 2.266,7 milioni (-5,1% anno su anno al netto degli oneri relativi al piano di incentivi all’esodo, iscritti a voce separata) ma anche alla difesa dei proventi saliti a 3.526,3 milioni (+2,6% anno su anno) principalmente con il contributo dell’Area Finanza. L’andamento di proventi ed oneri operativi ha consentito un miglioramento di tutti i margini intermedi: il risultato della gestione operativa si è infatti attestato a 1.259,7 milioni (+20,1% anno su anno) e l’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte a 323,1 milioni (+14,6% anno su anno) nonostante le maggiori rettifiche su crediti.

Nell’ambito dei proventi operativi, il margine d’interesse (inclusivo di PPA) ha totalizzato 1.863,6 milioni di euro, segnando una flessione del 7,7% rispetto ai 2.019 milioni registrati nel 2011, quale conseguenza principalmente del crollo dei tassi di mercato (l’Euribor 1 mese è sceso in media annua dall’1,19% del 2011 allo 0,34% del 2012) che ha influenzato negativamente i margini sulla raccolta, ma anche a seguito della riduzione degli impieghi – proseguita a causa della debolezza della domanda anche dopo la conclusione delle azioni di deleveraging e derisking poste in essere dal settembre 2011 al giugno 2012 –, e nonostante il successo delle azioni di riprezzamento degli attivi poste in essere e il maggior apporto del portafoglio titoli.

Si rammenta inoltre che, nel rispetto delle precisazioni emesse dall’Autorità di Vigilanza in merito alla corretta classificazione della Commissione di Istruttoria Veloce (CIV) ad “altri proventi di gestione”, si è provveduto a iscrivere tutti i ricavi relativi all’attività creditizia precedentemente inclusi nel margine d’interesse negli “altri proventi di gestione” per tutti i trimestri del 2012 e del 2011, onde consentire un raffronto omogeneo. Gli importi totali inclusi nella voce “altri proventi di gestione” ammontano quindi a circa 89 milioni per il 2012 e a circa 101 milioni nel 2011.

Nel confronto tra il quarto e il terzo trimestre dell’anno, il margine d’interesse segna un decremento di circa49 milioni, soprattutto a seguito dell’ulteriore contrazione degli impieghi (-2% sul terzo trimestre 2012) e del maggiore costo (circa 7 milioni) di emissioni effettuate nel corso del trimestre (0,75 miliardi di EMTN a fronte di scadenze per 1 miliardo, e 1,2 miliardi di Lower Tier 2).

I dividendi incassati nell’anno sono scesi a 15,6 milioni dai precedenti 20 milioni, a fronte di una minore distribuzione di utili da parte di tutte le società, tra cui Intesa Sanpaolo (-2,3 milioni di euro).

Nell’esercizio si è assistito ad una ripresa degli utili delle partecipazioni valutate al patrimonio netto, saliti a 44,4 milioni nel 2012 rispetto a 9,9 milioni nel 2011, grazie principalmente alla rivalutazione delle riserve tecniche delle società assicurative, ma anche al buon andamento della gestione caratteristica. Le commssioni nette sono rimaste pressoché invariate a 1.182,3 milioni (-0,96% anno su anno) nonostante l’inclusione di 42,8 milioni di commissioni pagate a fronte dell’emissione di obbligazioni con garanzia dello Stato, non presenti nel 2011. A parità di perimetro, vale a dire escludendo tale ultima voce, le commissioni nette nel 2012 mostrerebbero un incremento del 2,6% anno su anno. Risulta in crescita il contributo dei servizi di gestione,  intermediazione e consulenza, pari a 558,1 milioni (+3,4% rispetto ai 539,9 milioni del 2011), sostenuti dall’incremento delle commissioni sul collocamento titoli (+58,6 milioni), riferibili al successo della nuova gamma di prodotti Sicav di UBI Pramerica, e dalle commissioni relative a ricezione, trasmissione ordini e consulenza (+10,2 milioni), mentre permangono gli effetti dell’instabilità dei mercati finanziari e della congiuntura economica (gestioni patrimoniali e servizi di custodia e amministrazione titoli -30,2 milioni, distribuzione servizi di terzi -11,9 milioni).

Escludendo le commissioni pagate a fronte dell’emissione di obbligazioni con garanzia dello stato, l’attività bancaria tradizionale ha assicurato un apporto commissionale di 673 milioni, in crescita del 2,9% rispetto al 2011. Le commissioni conseguite nel quarto trimestre del 2012 (310,7 milioni) mostrano una crescita rispetto a quelle del terzo trimestre (+25,1 milioni) principalmente per effetto dell’inclusione delle commissioni di performance, contabilizzate a fine anno (19,7 milioni).

Nel 2012 è stato particolarmente favorevole il risultato netto dell’attività finanziaria, pari a 257,3 milioni di euro – di cui ben 109 realizzati nel 4° trimestre dell’anno -, da correlarsi essenzialmente alla corretta gestione delle opportunità offerte dalla volatilità del mercato.

Tale risultato comprende:

– l’utile dell’attività di negoziazione, pari a 91,8 milioni (di cui 22,3 nel quarto trimestre dell’anno), pressoché interamente riconducibile al trading di titoli di Stato quotati;

– l’utile della cessione/riacquisto di attività e passività finanziarie per 163,5 milioni (72,2 conseguiti nel quarto trimestre) di cui:

– 124,6 milioni (65 conseguiti nel quarto trimestre) relativi alla manovra di cessione di 6,4 miliardi di titoli di stato italiani classificati in AFS;

– 20,7 milioni inerenti al parziale riacquisto, nei mesi di febbraio-marzo 2012, di strumenti innovativi di capitale in circolazione;

– e 13,5 milioni rivenienti dalla vendita di una quota (72,3 milioni di azioni di cui 65,3 nel quarto

trimestre) della partecipazione in IntesaSanPaolo, effettuata a partire dal terzo trimestre dell’anno;

9 Risultato netto dell’attività finanziaria: risultato netto dell’attività di negoziazione, di copertura, di cessione/riacquisto di attività/passività finanziarie e delle attività/passività valutate al fair value.

– il risultato delle attività di copertura e della valutazione di fondi al fair value complessivamente positivo per circa 2 milioni.

Per effetto della riclassifica dei ricavi relativi all’attività creditizia precedentemente inclusi nel margine d’interesse di cui sopra, che ne ha segnato l’evoluzione, risulta adesso più significativa la voce “altri proventi di gestione”, attestatasi a 163,2 milioni rispetto ai 188,4 del 2011.

Seguendo una tendenza comune agli ultimi quattro anni, è proseguito il contenimento degli oneri operativi, attestatisi a 2.266,7 milioni di euro nel 2012 rispetto ai 2.389,6 del 2011 (-5,1% anno su anno o -6,2% al netto delle componenti non ricorrenti).

In sintesi:

– le spese per il personale3, pari a 1.373,7 milioni di euro, risultano in diminuzione di 49,5 milioni di euro o del 3,5%, essenzialmente grazie alla progressiva riduzione dell’organico medio (-338 unità in termini di forza lavoro media) e alla minor incidenza della parte variabile degli stipendi. In termini normalizzati, al netto quindi di un rilascio avvenuto nel 2011 di 27,9 milioni contabilizzati in esercizi precedenti, le spese per il personale registrano un decremento di 77,4 milioni, risultando così in contrazione del 5,3% anno su anno. Si rammenta come, a seguito dell’Accordo sindacale del novembre 2012, le spese del personale siano attese in ulteriore flessione anche nel 2013. Nel raffronto con le spese per il personale del terzo trimestre dell’anno (348,6 milioni), le spese per il personale del quarto trimestre dell’anno (336,3 milioni) hanno beneficiato anche dei processi di efficientamento in corso.

– l’azione di contenimento è stata efficace anche sulle altre spese amministrative, che risultano pari a 701,8 milioni e in decremento di 16,2 milioni o del 2,3% rispetto al 2011, nonostante l’impatto della maggior tassazione (IVA e IMU principalmente) e dei maggiori oneri sostenuti a fronte della

razionalizzazione della rete distributiva e dell’assetto di Gruppo. Le altre spese amministrative registrate nel quarto trimestre dell’anno (188,1 milioni) mostrano il solito andamento stagionale rispetto a quelle del terzo trimestre 2012 (161,4 milioni), ma risultano inferiori aldato del quarto trimestre 2011 (195,8 milioni).

– le rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali (inclusive di PPA), pari a 191,1 milioni, segnano una riduzione di 57,3 milioni anno su anno, andamento spiegato per la quasi totalità (-49,7 milioni) dalla riduzione dell’ammortamento della differenza di fusione (c.d. PPA), conseguente all’impairment di alcune immobilizzazioni immateriali, contabilizzato a fine 2011.

Il deterioramento del contesto economico ha condizionato la dinamica delle rettifiche di valore nette su crediti, salite a 847,2 milioni, contro i 607,1 milioni del 2011, definendo un costo del credito dello 0,91% del totale impieghi (anche a seguito della riduzione degli stessi), rispetto allo 0,61% rilevato nel 2011. Le rettifiche di valore per deterioramento di altre attività finanziarie (54,8 milioni nel 2012 rispetto a 135,1 nel 2011) si riferiscono alle svalutazioni di titoli detenuti nel portafoglio AFS e sono principalmente riconducibili alla svalutazione della partecipazione in Intesa Sanpaolo. Tale partecipazione ha registrato nella seconda metà del 2012 una ripresa di valore (21,6 milioni) che, in base alla normativa vigente, è andata ad alimentare la riserva patrimoniale senza modificare l’impairment iscritto nel precedente semestre.

Gli accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri hanno totalizzato 49,2 milioni rispetto a 31,6 nel 2011, in crescita essenzialmente per effetto dell’inclusione nel 2012 di 12 milioni appostati a margine del processo di ristrutturazione delle reti distributive terze e di 10 milioni riferiti a Prestitalia con riguardo al processo di internalizzazione informatica della gestione pratiche, in precedenza affidata a Società terze. La cessione di investimenti e partecipazioni ha generato un utile di 14,7 milioni (7,1 nel 2011), riveniente per 8,1 milioni dalla plusvalenza sulla liquidazione della partecipazione in ARCA SGR e per 5,8 milioni (al netto di rettifiche di consolidamento ed esclusi i dividendi incassati) dalla vendita di UBI Insurance Broker.

Per effetto degli andamenti sopra descritti, l’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte mostra un miglioramento del 14,6%, a 323,1 milioni dai 282 milioni del 2011. Le imposte sul reddito del periodo dell’operatività corrente sono pari a 121,2 milioni, rispetto ad un dato

positivo per 95,9 milioni nel 2011. Ambedue i periodi includono poste non ricorrenti positive, pari a 99,4 milioni nel 2012 e a 346,6 nel 2011. In termini normalizzati, le imposte scendono nel 2012 a 224 milioni, dai precedenti 247,8 milioni, definendo un tax rate normalizzato del 67%, rispetto al precedente 64%.

Gli aggregati patrimoniali

A fine dicembre 2012 gli impieghi verso la clientela ammontavano a 92,9 miliardi di euro, in diminuzione del 6,8% nei dodici mesi e del 2,1% rispetto a settembre 2012. L’evoluzione dell’aggregato nell’anno ha risentito delle azioni di de-risking (uscita da settori a maggiore rischiosità e da reti distributive terze) e di deleveraging (riduzione degli impieghi verso le Large Corporate), che hanno in particolare caratterizzato la prima parte del 2012 e del persistere della debolezza della domanda di credito legata alla recessione economica.

A livello di segmentazione commerciale, cresce l’incidenza della componente “core”, passata al 75% di fine 2012 dal 74% di fine 2011 (era il 70,5% a fine 2010), a conferma delle azioni intraprese di dismissione/riduzione dei business legati alla clientela “non core” e della vicinanza della banca alle economie di riferimento. Gli impieghi verso la clientela rappresentano il 70% del totale attivo del Gruppo, una delle percentuali più elevate a livello dei maggiori gruppi europei.

Al 31 dicembre 2012, lo stock di crediti deteriorati netti (sofferenze, incagli, ristrutturati e

scaduti/sconfinanti) è pari a 8,1 miliardi – in crescita rispetto ai 6,3 miliardi del 31 dicembre 2011, mostrando un’incidenza dell’8,73% sul totale crediti netti per effetto del deterioramento del contesto economico e anche a seguito della riorganizzazione del comparto credito al consumo10 e del leasing.

Nel dettaglio, le sofferenze nette sono cresciute a 2,95 miliardi dai 2,48 del 31 dicembre 2011, con

un’incidenza sul totale crediti netti del 3,18% rispetto ad un dato di sistema per il settore privato pari al 3,35%. La copertura delle sofferenze si attesta al 42,6% rispetto al 43,3% di dicembre 2011 e in crescita rispetto al 41,5% di settembre 2012. La riduzione evidenziata rispetto a fine 2011 deve essere letta con l’accresciuta incidenza delle posizioni garantite in via reale (che rappresentano il 63,6% delle posizioni lorde a sofferenza rispetto al 60,6% di dicembre 2011), che richiedono minori rettifiche e con l’incremento delle pratiche spesate a conto economico (cosiddetti “stralci”) cresciute di circa 140 milioni di euro nell’anno. La copertura delle posizioni prive di garanzia reale risulta del 77,2%. Al 31 dicembre 2012, gli incagli netti rappresentano il 3,88% del totale crediti netti e ammontano a 3,6 miliardi (erano 2,53 miliardi a fine 2011): la crescita è principalmente  riconducibile a UBI Leasing, all’impatto della riorganizzazione del comparto credito al consumo10 e all’inclusione di due posizioni rilevanti per circa 270 milioni di euro contabilizzate nel quarto trimestre dell’anno, precedentemente incluse tra i crediti ristrutturati.

La copertura complessiva degli incagli risulta del 12,6%, in aumento di 172 punti base rispetto al 10,9% di settembre 2012 (10,9% anche il dato di dicembre 2011). Anche su questa categoria incide la forte presenza delle posizioni garantite in via ipotecaria (63,3% del totale incagli lordi – al netto dell’effetto della riorganizzazione del credito al consumo sarebbe il 67,3% – rispetto al 65% a dicembre 2011), che richiedono minori rettifiche. La copertura delle posizioni prive di garanzia reale è pari al 20,2%, in rilevante crescita rispetto al 17,9% di settembre 2012 e al 19% di fine dicembre 2011.

Le posizioni ristrutturate nette si attestano a 659 milioni di euro (0,7% del totale crediti netti), in diminuzione  rispetto agli 841 milioni di dicembre 2011 a seguito della classificazione ad incaglio di due posizioni rilevanti, come citato in precedenza. Le posizioni scadute/sconfinanti ammontano a 892 milioni dai 424 del 31 dicembre 2011 (952 milioni a settembre 2012), con un’incidenza dell’1% rispetto al totale dei crediti netti; l’incremento è da attribuirsi essenzialmente alle modifiche normative dei criteri di classificazione (oltre i 90 giorni rispetto al criterio di oltre 180 giorni in essere fino al 31 dicembre 2011) e alla riorganizzazione del comparto credito al consumo di cui sopra.

Al 31 dicembre 2012, la raccolta diretta totale ammonta a 98,8 miliardi di euro rispetto a 102,8 miliardi di dicembre 2011. All’interno dell’aggregato, si distinguono i seguenti andamenti:

la raccolta diretta da clientela ordinaria (incluse le emissioni obbligazionarie e al netto della

raccolta istituzionale e delle operazioni di pronti contro termine con la Cassa Compensazione e

Garanzia), risulta in crescita a 80,3 miliardi, segnando un +1% anno su anno. Si segnala in

particolare la crescita delle emissioni obbligazionarie collocate sulla clientela ordinaria del Gruppo, a seguito delle emissioni effettuate sia da UBI Banca (1,2 miliardi di Lower Tier II e 600 milioni di

obbligazioni senior) che dalle Banche Rete (5,5 miliardi di euro).

Si rammenta infine che l’aggregato comprende anche depositi diretti della Cassa di Compensazione e Garanzia per circa 0,4 miliardi (1,3 miliardi a dicembre 2011 e 1,5 miliardi a settembre 2012).

le operazioni di pronti contro termine con la Cassa di Compensazione e Garanzia, utilizzate per il finanziamento di posizioni in titoli risultano pari a 3,9 miliardi, in diminuzione sia rispetto ai 4,6 di dicembre 2011 che ai 4,4 miliardi di settembre 2012; la restante raccolta istituzionale ammonta a 14,5 miliardi (invariata rispetto a settembre 2012 e in diminuzione rispetto ai 18,7 miliardi a dicembre 2011).

La riduzione è dovuta principalmente alla scadenza di obbligazioni emesse sui mercati internazionali sotto programma EMTN (-4,1 miliardi anno su anno) solo parzialmente controbilanciate dalle emissioni avvenute solo nell’ultima parte dell’anno (emissione istituzionale per un ammontare di 0,75 miliardi di euro di Obbligazioni Senior e 0,5 miliardi di “private placement” sotto programma EMTN) quando le condizioni di mercato in termini di pricing sono migliorate.

L’esposizione del Gruppo verso la BCE rimane quella di fine febbraio 2012, e consiste in un ammontare totale di 12 miliardi di euro nominali, derivante dalla partecipazione del Gruppo alle aste LTRO a tre anni promosse dalla BCE a dicembre 2011 e febbraio 2012, iscritta tra i “Debiti verso Banche” e quindi non inclusa nella Raccolta diretta.

La solida posizione di liquidità del Gruppo è ulteriormente assicurata dall’ammontare delle attività

stanziabili che alla data del 1 marzo 2013 ammontano complessivamente, al netto degli haircut, a 31,5 miliardi di euro (19,4 miliardi di attivi stanziabili disponibili e 12 dati a collaterale per l’LTRO) rispetto a 11,6 al 31 dicembre 2011. Al 31 dicembre 2012, le attività finanziarie del Gruppo rappresentano il 16% circa del totale attivo e totalizzano 21,4 miliardi, rispetto agli 11 miliardi del 31 dicembre 2011. La crescita è attribuibile all’acquisto di titoli di stato italiani, passati a 18 miliardi dai 7,8 miliardi del 2011. Nel corso del 2012, la gestione del portafoglio ha consentito di fornire un contribuito positivo al margine d’interesse e di ottenere un importante risultato della finanza

Infine, la raccolta indiretta da clientela ordinaria, attestatasi a 70,2 miliardi, risulta in riduzione del 2,6% rispetto ai 72,1 miliardi del dicembre 2011, registrando andamenti divergenti delle componenti: il risparmio gestito in senso stretto mostra una crescita del 6,7% (+3,3% includendo la raccolta assicurativa) a 26,8 miliardi (38,1 miliardi includendo la raccolta assicurativa) che comprende le sottoscrizioni della nuova gamma di prodotti di UBI Pramerica, mentre la raccolta amministrata risulta in flessione dell’8,9% a 32,1 miliardi.

Al 31 dicembre 2012, il patrimonio netto consolidato del Gruppo UBI Banca, comprensivo del risultato di periodo, si attesta a 9,7 miliardi di euro (8,9 miliardi di euro a fine dicembre 2011), principalmente per la rivalutazione della riserva riferita ai titoli AFS.

Al 31 dicembre 2012, le risorse umane del Gruppo UBI Banca totalizzavano 19.086 unità, in diminuzione rispetto a dicembre 2011 (19.407). L’articolazione territoriale a fine periodo constava di 1.727 sportelli in Italia e 8 all’estero.

Prevedibile evoluzione della gestione Il contesto di riferimento italiano è previsto essere ancora caratterizzato da un’assenza di crescita, con conseguente impatto negativo sul complesso dei fattori economici di riferimento. Si ritiene pertanto di confermare le linee guida gestionali finora adottate dal Gruppo, che consentono di attraversare la crisi con ragionevole prudenza. Il basso livello dei tassi di mercato, che ha penalizzato il margine di interesse nel 4° trimestre del 2012 in misura ancor più marcata rispetto ai trimestri precedenti, continuerà a condizionare il 2013 soprattutto nella prima metà, mentre è prevista un’attenuazione della pressione nella seconda parte dell’esercizio anche in relazione al riprezzamento del roll-over degli impieghi a medio lungo termine. La buona tenuta della componente commissionale, che ha caratterizzato il 2012, è prevista proseguire anche per il 2013. La persistente incertezza sull’evoluzione del rischio sovrano non rende possibile ipotizzare anche per l’anno 2013 l’ottima performance dell’area finanza che ha caratterizzato il passato esercizio. Il piano di “razionalizzazione del Gruppo“ consentirà di proseguire ulteriormente nel cammino di riduzione strutturale degli oneri operativi. Considerato l’attuale contesto, il costo del credito è sotto controllo, anche grazie al potenziamento delle strutture di gestione delle partite anomale, e si prevede nell’esercizio corrente di contenerne l’ammontare assoluto entro un livello inferiore al 2012.

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Ubi Banca, approvato il progetto di bilancio d’esercizio 2012 ultima modifica: 2013-03-14T09:38:36+00:00 da Flavio Meloni

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