Ubi Banca, nel I semestre utile netto in crescita del 38,1% su base annua

Ubi Banca, logoIl consiglio di amministrazione di Unione di banche italiane (Ubi Banca) ha approvato i risultati consolidati al 30 giugno 2020.

L’andamento economico del Gruppo

Le evidenze del secondo trimestre 2020 (rispetto al 1trim2020)
Il secondo trimestre dell’anno è stato impattato dalle conseguenze, non ancora risolte, della pandemia
che ha colpito l’Italia e il mondo. Ciononostante la Banca ha mostrato resilienza, velocità di reazione e
grande capacità di recupero, chiudendo il trimestre con un utile netto di 90,7 milioni, sostanzialmente in linea con i 93,6 milioni conseguiti nel 1trim2020.

La gestione operativa ha permesso di conseguire 882 milioni circa di proventi operativi rispetto ai
913,6 del 1trim2020, grazie alla tenuta del margine d’interesse, al recupero sostenuto delle commissioni nel corso del trimestre, al buon risultato delle partecipazioni valutate al patrimonio netto e al contributo, sebbene più contenuto, del risultato della finanza.

Nel dettaglio, il margine d’interesse si è attestato a 398,3 milioni, -1,7% o -6,9 milioni vs 1trim2020.
Tale riduzione è da attribuirsi pressoché completamente alla contrazione del contributo dell’IFRS9
derivante dai crediti deteriorati, passato a 6 milioni circa nel 2trim2020 dagli 11,3 del 1trim2020.
Le commissioni nette sono risultate superiori, nel secondo trimestre dell’anno, al margine d’interesse,
confermando una tendenza in atto dal 4trim2019.

Nonostante l’impatto del lockdown, che non ha consentito il normale svolgimento delle attività con la
clientela, il secondo trimestre dell’anno ha fatto registrare commissioni nette per 403,3 milioni,
inferiori ai 420,5 milioni del 1trim2020 ma più che soddisfacenti data la situazione operativa.

L’impatto del lockdown si è manifestato principalmente nel mese di aprile – che ha portato a un risultato commissionale fortemente inferiore al forecast di Piano Industriale -, ma anche, sebbene in misura
inferiore, in quello di maggio; nel mese di giugno si è invece assistito ad un significativo recupero, con
un +11,6% rispetto al forecast del mese, registrato grazie all’apporto di ambedue le componenti, sia dei servizi legati all’attività in titoli che dell’attività di intermediazione con la clientela.

Tale andamento ha portato il contributo dei servizi legati all’attività in titoli ad attestarsi
complessivamente a 228,5 milioni nel 2trim2020 rispetto ai 243 milioni di euro del 1trim2020; l’apporto delle commissioni relative all’attività bancaria tradizionale è stato pari a 174,8 milioni rispetto ai 177,5 milioni del 1trim2020.

Il risultato della finanza ha totalizzato +41,6 milioni nel 2trim2020 e si raffronta ai +53,6 milioni
conseguiti nel 1trim2020.

Gli utili delle partecipazioni valutate al patrimonio netto del 2trim2020 ammontano a 15 milioni di
euro rispetto ai 7,80 milioni del 1trim2020, grazie a migliori risultati riportati da tutte le joint venture
(Zhong Ou, Aviva Vita e Lombarda Vita).

Il continuo controllo dei costi si è di nuovo riflesso positivamente sugli oneri operativi.

Includendo i contributi sistemici al Fondo di Risoluzione, gli oneri operativi hanno totalizzato complessivamente 585,2 milioni nel 2trim2020, rispetto ai 593,6 del 1trim 2020 (-1,4%).

Escludendo tali contributi (17,5 milioni al Fondo di Risoluzione nel 2trim2020 rispetto ai 42 del
1trim2020), quindi in termini comparabili con le altre principali banche italiane, gli oneri operativi si
sono attestati a 567,7 milioni, in crescita del 2,9% rispetto ai 551,6 milioni del 1trim2020 per effetto
dell’inclusione di 31,2 milioni di oneri legati all’emergenza Covid19 e all’OPAS di ISP. Al netto di tali
voci, gli oneri operativi, sempre escludendo i contributi sistemici, si sono attestati a 536,5 milioni,
in calo dell’1,6% rispetto al 1trim2020.

Nel dettaglio,
 le spese per il personale hanno totalizzato 342,2 milioni, in decremento del 3,6% rispetto ai 355 del 1trim2020, beneficiando anche delle uscite avvenute in periodi precedenti. Le eccedenze di accantonamenti effettuati per esodi in relazione al Piano Industriale 2017-2019 rispetto agli oneri effettivamente sostenuti per tali esodi, hanno dato luogo a riprese per 12,7 milioni, iscritte a voce separata tra gli “oneri per piano di incentivi all’esodo”, al netto di imposte e terzi;
 le altre spese amministrative, al netto dei contributi sistemici (17,5 milioni nel 2trim2020 e 42 nel
1trim2020), evidenziano un incremento a 169,8 milioni dovuto ai maggiori costi (31,2 milioni) legati
al Covid19 e all’OPAS di ISP, rispetto ai 139,4 del 1trim2020. Escludendo tali maggiori costi, le
spese amministrative risulterebbero pressoché invariate (-1 milione) trim/trim.
 le rettifiche di valore su attività materiali e immateriali ammontano a 55,7 milioni nel 2trim2020
e si raffrontano con i 57,2 milioni del 1trim2020.

Nel secondo trimestre dell’anno sono state iscritte rettifiche di valore nette per deterioramento
crediti verso la clientela per 180,8 milioni di euro, rispetto ai 155,6 del 1trim2020.

Gli accantonamenti del 2trim2020 hanno portato a un’ulteriore crescita delle coperture di tutte le
categorie di crediti deteriorati per circa 1 punto percentuale e all’incremento delle coperture dei
crediti in bonis allo 0,58% (rispetto allo 0,55% del 1trim2020). Si rammenta che gli accantonamenti
del 1trim 2020 includevano circa 50 milioni principalmente relativi a rettifiche analitiche appostate su
inadempienze probabili nei settori maggiormente impattati dall’emergenza Covid19 portando la
copertura media dell’insieme di tali settori al 35% circa.

Le rettifiche nette su crediti effettuate nel 2trim2020 configurano un costo del credito annualizzato di 85 punti base, che va a raffrontarsi con i 73 del 1trim2020.

Infine, le imposte sul reddito dell’operatività corrente per il 2trim2020 sono risultate pari a 32,1
milioni, configurando un tax rate del 26,2% (rispetto al 34% del 1trim2020).

I risultati del 1 semestre 2020 rispetto al 1 semestre 2019
Il primo semestre 2020 incorpora le evidenze immediate della terribile pandemia che ha colpito l’Italia e ha portato al lockdown di molte aree e a un nuovo modo di operare, rispettando distanziamenti e nuove norme a tutela della persona.

Ciononostante, il semestre si è chiuso per il Gruppo con un utile netto pari a 184,3 milioni, in crescita
del 38,1% rispetto ai 133,4 milioni del 1sem2019.

I proventi operativi hanno totalizzato 1.795,6 milioni, con una flessione contenuta dell’1,8% rispetto ai 1.829 milioni conseguiti nel 1sem2019. Alla tenuta dei proventi hanno contribuito la crescita delle
commissioni, che hanno superato l’apporto del margine d’interesse confermando la tendenza che si è
manifestata a partire dall’ultimo trimestre del 2019, l’incremento dell’utile delle partecipazioni valutate al patrimonio netto e il risultato della finanza, in crescita rispetto al primo semestre 2019.

Nell’ambito dei proventi operativi, il margine d’interesse si è attestato a 803,4 milioni (886,2 nel
1sem2019), principalmente condizionato da un minor contributo della componente IFRS9 per -39
milioni e da un maggiore costo del funding in conseguenza sia all’intensa attività di emissione di
raccolta istituzionale pregressa (2019), sia della crescita dei depositi da clientela ordinaria.

Prosegue il buon andamento delle commissioni nette, cresciute dell’1,3% a 823,7 milioni dagli
812,9 del 1sem2019, nonostante il lockdown che ha caratterizzato il 2020 dovuto all’emergenza
Covid19.

L’incremento delle commissioni nette è da attribuirsi ai seguenti andamenti:
– il contributo dei servizi legati all’attività in titoli è in crescita del 3,3% a 471,4 milioni rispetto ai
456,3 del 2019.
– le commissioni relative all’attività bancaria tradizionale sono pari a 352,3 milioni, in diminuzione dell’1,2% rispetto ai 356,6 milioni del 1sem2019.

Il risultato della finanza ha totalizzato +95,2 milioni, in crescita rispetto ai +55,1 del 1sem2019 quale
sintesi degli andamenti seguenti:
– il risultato da cessione/riacquisto di attività e passività finanziarie si è attestato a +70 milioni (+20,7
nel 1sem2019);
– il risultato netto dell’attività di negoziazione ha totalizzato +23,2 milioni (+1,1 milioni nel
1sem2019)
– il risultato netto dell’attività di copertura è pari a -14,6 milioni (-8 milioni nel 1sem2019)
– il risultato netto delle attività/passività valutate al fair value è stato positivo per +16,6 milioni
(+41,4 nel 1sem2019).

Il continuo controllo dei costi si è di nuovo riflesso positivamente sugli oneri operativi (che includono i
contributi al Fondo di Risoluzione pari a 59,5 milioni nel periodo considerato rispetto ai 60,1 del
1sem2019).

Gli oneri operativi hanno infatti registrato una diminuzione dello 0,8% totalizzando 1.178,7 milioni
rispetto ai 1.188,5 del 1sem2019, nonostante maggiori spese legate all’emergenza Covid19 e all’OPAS di ISP. Al netto di tali componenti, gli oneri operativi scendono del 4%.

Nel dettaglio,
 le spese per il personale ammontano nel 1sem2020 a 697,2 milioni, in riduzione del 3,2% rispetto
al 1sem2019. Il miglioramento è da attribuirsi principalmente alla riduzione di organico – pari a 694
risorse rispetto a fine giugno 2019 – derivante soprattutto dalle adesioni volontarie ai piani di esodo.
Le eccedenze di accantonamenti effettuati per esodi in relazione al Piano Industriale 2017-2019
rispetto agli oneri effettivamente sostenuti per tali esodi, hanno dato luogo a riprese per 12,7 milioni,
iscritte a voce separata tra gli “oneri per piano di incentivi all’esodo”, al netto di imposte e terzi;
 le altre spese amministrative si sono attestate a 368,7 milioni rispetto ai 361,2 del 1sem2019 e
includono 59,5 milioni di contributo al Fondo di Risoluzione (60,1 milioni nel 1sem2019). Nel raffronto, si evidenzia la contabilizzazione nel 1sem2020 di maggiori spese legate all’emergenza
Covid19 e all’OPAS di ISP per complessivi 37,3 milioni. Al netto di tali componenti e dei contributi sistemici, le altre spese amministrative scendono significativamente del 9,7%.
 le rettifiche di valore su attività materiali e immateriali ammontano a 112,9 milioni nel
1sem2020, rispetto ai 106,8 milioni del 1sem2019.

Nel primo semestre dell’anno sono state iscritte rettifiche di valore nette per deterioramento crediti
verso la clientela per 336,4 milioni di euro, rispetto ai 391,6 milioni del 1sem2019 che erano impattati
dalla contabilizzazione di 112,1 milioni in relazione alla vendita di posizioni leasing e factoring in
sofferenza.

Il costo del credito nel primo semestre dell’anno, si è attestato a 79 punti base annualizzati (78 pb
annualizzati7 del 1sem2019 che, rettificato per escludere l’impatto delle cessioni di periodo, si attestava a 65 pb annualizzati).

Infine, le imposte sul reddito dell’operatività corrente per il 1sem2020 sono risultate pari a 84,4 milioni, definendo un tax rate del 30,5%.