Ubi Banca pronta per l’open banking

62

Ubi Banca, logoDal 1° giugno il gruppo Ubi Banca ha aggiornato i propri sistemi per consentire a terze parti di sviluppare servizi basati sull’accesso ai conti online dei propri clienti, coerentemente con i requisiti definiti dalla Psd2 (Direttiva europea 2015/2366 sui servizi di pagamento).

Lo ha reso noto oggi l’istituto di credito, precisando di aver scelto di avvalersi della soluzione di Cbi Globe (Global open banking ecosystem), sviluppata da Cbi S.c.p.a. e a cui aderisce già l’80% dell’industria bancaria italiana, al fine di rispondere al meglio agli obiettivi posti dalla Psd2, che mira alla creazione di un ecosistema aperto tra banche, aziende e clienti che abiliti la realizzazione di servizi integrati a valore aggiunto.

Tale soluzione, secondo quanto comunicato da Ubi Banca, semplifica per le terze parti lo sviluppo di servizi open banking in quanto consente loro di interfacciarsi agevolmente con i sistemi di tutte le banche aderenti al Cbi Globe, utilizzando le stesse modalità tecniche di colloquio (in gergo tecnico, le api, application programming interface) e mediante l’impiego delle medesime specifiche tecniche.

In linea con le indicazioni di Banca d’Italia, il gruppo Ubi Banca anticipa di oltre tre mesi l’avvio in produzione delle proprie interfacce di comunicazione verso le terze parti, grazie alla piattaforma Cbi Globe.

“L’evoluzione regolamentare e tecnologica che caratterizza il settore finanziario ha un impatto sempre più determinante sul modello dei servizi richiesti dai clienti e offerti anche dai più tradizionali protagonisti del mondo del credito – ha dichiarato Natascia Noveri, responsabile marketing di UBI Banca -. La scelta di utilizzare la piattaforma di Cbi Globe ci consente di rispondere alla sfida lanciata da Psd2 con soluzioni che garantiscono massima efficienza e trasparenza, nell’innovazione, a beneficio dei nostri clienti”.

“L’esperienza che Ubi Banca e gli altri prestatori di servizi di pagamento stanno vivendo con Cbi Globe dimostra come la strada collaborativa sia la migliore per realizzare economie di scala nella condivisione dei costi di compliance e, allo stesso tempo, per stimolare creatività innovativa contando su un rilevante numero di attori del mercato – aggiunge Liliana Fratini Passi, direttore generale di CBI -. Occorre sottolineare che questa esperienza conduce l’ecosistema verso l’economia delle informazioni, e quindi al passaggio dall’open banking all’open data”.