Ubi Banca riduce l’esposizione al debito sovrano, ma i conti dei primi nove mesi del 2011 sono in rosso

La trimestrale di Ubi Banca ha messo in evidenza una serie di dati informativi da cui si evince, in primo luogo, la riduzione dell’esposizione nei confronti del debito sovrano dell’Italia, portata a 7,7 miliardi di euro dagli 8,2 di fine giugno e dai 10,1 del 30 settembre 2010. Non solo, i risultati dei primi nove mesi dell’anno dicono anche che il risultano netto della banca è stato pari a 182,7 milioni, in calo del 7,6%. Al netto delle poste non ricorrenti e dell’adeguamento dell’Irap, l’utile netto ammonta a 108,7 milioni di euro, in flessione del 4,3% rispetto ai 113,6 conseguiti nei primi nove mesi del 2010.

I proventi operativi si sono attestati a 2,5 miliardi (-2%), con margine di interesse a 1,5 miliardi (-1,2%) e commissione nette a 878,6 milioni (+0,8%), mentre gli oneri operativi sono calati del 3,4% a 1,8 miliardi. Il rapporto cost/income è al 70,9%.

Il comunicato del gruppo riferisce di un “conto economico del terzo trimestre, depurato dalle poste non ricorrenti, che evidenzia un utile di periodo pari a 26,4 milioni, contro i 5,4 milioni del secondo trimestre 2011 ed i 50,1 milioni del terzo trimestre 2010, questi ultimi favoriti dal buon andamento del risultato della finanza”.

Le rettifiche di valore nette per deterioramento crediti sono scese a 398,7 milioni dai 455,7 del 2010. Il conto economico registra un rosso di 124,8 milioni alla voce “utili (perdite) della cessione di investimenti e partecipazioni e rettifiche avviamento”, che sconta 126,3 milioni di svalutazione dell’avviamento di Ubi Leasing, Centrobanca e Banca 24/7 «emerse in seguito ai periodici test di impairment eseguiti nel secondo trimestre dell’anno».

Quanto agli aggregati patrimoniali, i crediti verso la clientela si sono attestati a 102,8 miliardi (+1,6% anno su anno), con un +3,7% per la clientela privata, +3,5% sulle aziende small business e +2,8% sulle aziende core corporate delle banche rete. La raccolta diretta totale é di 103,9 miliardi, stabile rispetto a settembre 2010. L’esposizione netta interbancaria é pari a -3,3 miliardi (-3,7 miliardi a settembre 2010 e -2,3 miliardi a dicembre 2010). Nel terzo trimestre del 2011, segnala il gruppo, “vi è stato un uso opportunistico dei finanziamenti settimanali presso la Bce, che a partire da 20 luglio sono oscillati tra i 700 milioni e i 4 miliardi”.

I finanziamenti presso la Bce ammontano a 3,5 miliardi, di cui 1,5 miliardi con scadenza settimanale e, a partire da novembre 2011, un miliardo a un mese e un miliardo a un anno. Le attività rifinanziabili presso la Banca Centrale ammontano complessivamente, al netto degli haircut, a 7,6 miliardi.

Per quanto riguarda le previsioni per i prossimi mesi, Ubi sottolinea che “il contesto attuale rende estremamente complesso prevedere l’evoluzione della gestione, a causa delle forti incertezze circa la risoluzione delle tensioni sui debiti sovrani e del possibile trasferimento degli effetti della crisi finanziaria sull’economia reale e, in particolare, sulla produzione industriale”. Il gruppo, però, ritiene “ancora ipotizzabile una sostanziale tenuta del margine di interesse e delle commissioni, mentre la componente finanza sarà condizionata dall’evoluzione della situazione politica nazionale e internazionale”.

Alla fine del terzo trimestre Ubi Banca può contare su un coefficiente patrimoniale core tier 1 dell’8,26%, su un tier 1 dell’8,78% e su un total capital ratio del 13,17%. Livelli in lieve crescita rispetto a 8,2%, 8,71% e 13,02% a fine giugno.

Infine, nel terzo trimestre del 2011, Ubi Banca ha svalutato per 109,2 milioni la propria partecipazione in Intesa Sanpaolo. Si tratta della correzione più importante tra quelle complessivamente apportate al portafoglio di titoli disponibili per la vendita (il dato totale è 112,9 milioni).

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Ubi Banca riduce l’esposizione al debito sovrano, ma i conti dei primi nove mesi del 2011 sono in rosso ultima modifica: 2011-11-16T16:43:16+00:00 da Flavio Meloni

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