Ubi Banca, utile di 49 milioni di euro nel terzo trimestre

Ubi Banca LogoIl consiglio di gestione di Unione di Banche Italiane Scpa (Ubi Banca) ha approvato i risultati consolidati della gestione dei primi nove mesi del 2013, che hanno evidenziato un utile netto di 101,9 milioni, conseguito anche grazie alla buona performance registrata nel terzo trimestre dell’anno, chiusosi con un utile netto di 49 milioni.

Il risultato del periodo gennaio-settembre 2013, spiega una nota, va a raffrontarsi con un utile di 222,8 milioni nell’analogo periodo del 2012, che beneficiava soprattutto di un miglior andamento del margine d’interesse grazie a maggiori volumi medi di impieghi e a tassi di mercato più elevati.

Dal punto di vista patrimoniale, il Gruppo si presenta da tempo già in linea con i requisiti di Basilea 3, e si raffronta favorevolmente con i dati pubblicati dai maggiori player internazionali. Il Common Equity Tier 1 Ratio stimato a regole Basilea 3 a regime risulta confermato sopra al 10% e in ulteriore rafforzamento, gli indicatori di liquidità, sia a breve (Liquidity Coverage Ratio) che a medio termine (Net Stable Funding Ratio) sono maggiori di 1, la leva finanziaria secondo le regole di Basilea 3 è pari a 5,07%, e ben superiore al minimo del 3% richiesto.

In base alle regole attualmente vigenti, il Core Tier 1 ammonta al 12,5%, il Tier 1 al 13,2% e il Total capital Ratio al 19,3%.

I risultati economici dei primi 9 mesi e l’andamento trimestrale congiunturale del 2013

La gestione economica dei primi nove mesi del 2013 ha visto i proventi totalizzare complessivamente 2.486,3 milioni, in riduzione rispetto ai 2.635,5 milioni dell’analogo periodo del 2012 essenzialmente per effetto del calo del margine d’interesse – che peraltro, grazie al positivo andamento trimestrale, sta riducendo il divario rispetto al 2012 – e degli altri proventi di gestione, mentre registrano una crescita sia le commissioni nette che il risultato dell’attività finanziaria e l’utile delle partecipazioni al patrimonio netto.

Più in dettaglio, il margine d’interesse, si è attestato nei 9 mesi a 1.291,4 milioni rispetto ai 1.446,1 milioni del 2012, risentendo della discesa dei tassi (l’Euribor medio a 1 mese è diminuito da 0,41% a 0,12%) e del difficile contesto economico di riferimento che ha influito sull’entità dei volumi medi di impieghi, non consentendone la ripresa altrimenti ampiamente permessa dalla solida patrimonializzazione del Gruppo.

Si confermano peraltro le positive previsioni congiunturali sul margine d’interesse, che risulta in crescita progressiva nel corso del 2013 rispetto al minimo toccato del 4°Trim2012. Il margine d’interesse, attestatosi a 446 milioni nel 3°Trim2013, ha infatti segnato un +4,2% rispetto al 2°Trim2013, dopo aver registrato un +2,6% già nel 2°Trim2013 rispetto al 1°Trim2013. A tale risultato ha contribuito soprattutto la riduzione del costo della raccolta, derivante da minori pressioni di mercato e dalla gestione attiva del funding marginale a maggior costo, effettuata a partire dal secondo trimestre, che ha determinato l’ulteriore miglioramento della forbice clientela all’1,68% nel terzo trimestre dell’anno (+7 punti base vs 2Trim13).

Nei primi 9 mesi dell’anno sono stati incassati dividendi per 9,3 milioni, essenzialmente riferiti al portafoglio titoli AFS in capo a UBI Banca, 4 dei quali dalle azioni Intesa Sanpaolo[3], dopo le parziali vendite realizzate a partire dagli ultimi mesi del 2012. Nell’analogo periodo del 2012 la voce aveva invece registrato un flusso di 13,7 milioni, dei quali 9,3 milioni rivenienti da Intesa Sanpaolo.

Gli utili delle partecipazioni valutate al patrimonio netto sono saliti da 33,7 milioni al 30 settembre 2012 a 43,7 milioni al 30 settembre 2013, grazie ai maggiori apporti di Aviva Vita (+2,4 milioni a/a), Lombarda Vita (+3,5 milioni a/a) e Aviva Assicurazioni Vita (+4,5 milioni a/a).

Le commissioni nette hanno segnato anno su anno una crescita dell’1,9% a 888,1 milioni rispetto ai precedenti 871,6. Nell’ambito dei risultati conseguiti nei 9 mesi, le commissioni relative a servizi di gestione, intermediazione e consulenza hanno totalizzato 440,2 milioni (+9,7%) rispetto ai 401,3 dell’analogo periodo del 2012, registrando incrementi sia nel risultato delle gestioni patrimoniali che in quelli delle attività di consulenza, di collocamento di titoli e di distribuzione di servizi di terzi. Tale positivo andamento ha più che compensato la contrazione delle commissioni derivanti dall’attività bancaria tradizionale – attestatesi a 482,7 milioni rispetto ai 501,3 dei primi 9 mesi del 2012 essenzialmente per effetto dei minori volumi di attività determinati dalla congiuntura economica – e le maggiori commissioni pagate a fronte dell’emissione di obbligazioni con garanzia dello Stato (34,8 milioni rispetto a 31 nel 2012).

In merito all’andamento congiunturale delle commissioni, il decremento rilevato nel 3°Trim2013 rispetto al 2°Trim 2013 (285,9 milioni rispetto a 297,5) è da attribuirsi essenzialmente a minori commissioni di collocamento (33,8 milioni vs 43,8) che hanno influito sul contributo totale delle commissioni per servizi di gestione, intermediazione e consulenza (140 milioni rispetto a 150 nel 2°Trim13), mentre restano pressoché invariati l’apporto delle commissioni sull’attività bancaria tradizionale (158 milioni) e il costo delle  obbligazioni con garanzia dello Stato (11,7 milioni).

I primi nove mesi 2013 hanno visto il conseguimento di un risultato dell’attività finanziaria significativo e pari a 168,5 milioni di euro (148,3 nel 2012), ottenuto grazie ad una sequenza di trimestri positivi (59,1 milioni nel 3°Trim13, 67,4 nel 2°Trim13 e 42 nel 1°Trim13).

Il risultato sui 9 mesi è dovuto per 79 milioni all’attività di negoziazione (69,5 nell’analogo periodo del 2012), per 90 milioni alla cessione di titoli disponibili per la vendita e al riacquisto di passività finanziarie (91,3 milioni nel 2012) e per 3,2 milioni alla valutazione delle attività finanziarie al fair value (-1,7 milioni nel 2012), mentre le attività di copertura sono state negative per 3,7 milioni (-10,9 milioni nel 2012).

Gli altri proventi di gestione si sono attestati a 85,3 milioni rispetto ai 122,1 milioni dei primi 9 mesi del 2012. Tale voce ha subito anno su anno una riduzione strutturale a seguito del venir meno dell’operatività complessiva di Banca 24/7 e della dinamica della Commissione di Istruttoria Veloce che, a partire dal 1° ottobre 2012, ha sostituito la precedente penale di sconfino. L’apporto della CIV risulta infatti in contrazione (-19,2 milioni rispetto ai primi 9 mesi del 2012) soprattutto a seguito del contenimento del numero degli sconfini consentito dalle azioni di monitoraggio in essere.

L’andamento della voce “Altri proventi/oneri di gestione” si presenta invece pienamente coerente nel raffronto tra il 3°Trim13 (29 milioni), il 2°Trim 2013 (29,4 milioni) e il 1°Trim 2013 (26,8 milioni).

Si conferma per i  primi 9 mesi del 2013 l’andamento virtuoso degli oneri operativi, ridottisi del 5,3% in ragione d’anno, grazie alla contrazione di tutte le voci di costo:

– le spese per il personale, pari a 974,4 milioni di euro, risultano in significativa diminuzione (-6,1% a/a) grazie alla progressiva riduzione dell’organico medio (-889 risorse anno su anno, calcolate secondo i criteri di Banca d’Italia, di cui -646 nel primo trimestre 2013, per la maggior parte a seguito dell’attuazione degli Accordi Sindacali del Novembre 2012/Febbraio 2013).

In termini di andamento congiunturale, le spese per il personale del 3°Trim2013 (328 milioni) – che recepiscono incrementi quali l’evoluzione delle retribuzioni ordinarie principalmente correlate all’adeguamento del CCNL da luglio 2013 – risultano superiori alle spese del 2°Trim2013 – che beneficiavano di alcuni rilasci di fondi – ma si confermano significativamente inferiori alla media trimestrale del 2012 (343 milioni).

– prosegue il contenimento delle altre spese amministrative, attestatesi a 494 milioni di euro (-3,8% a/a), che ha interessato buona parte delle componenti di spesa corrente, mentre l’unico incremento di rilievo è stato rilevato alla voce pubblicità e promozione, cresciuta in relazione alla campagna istituzionale televisiva e radiofonica lanciata nel secondo trimestre dell’anno.

Le spese amministrative registrate nel 3°Trim13 ammontano a 159 milioni di euro, mostrando la consueta stagionalità rispetto ai 174 milioni del 2°Trim13, e mantenendosi sostanzialmente in linea con i 162 milioni del 1°Trim2013.

– infine, le rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali hanno totalizzato 135 milioni, registrando anch’esse una diminuzione rispetto ai 141,5 milioni dei primi 9 mesi del 2012, essenzialmente per il venir meno di alcune poste legate alla riorganizzazione del Gruppo (write off di sistemi informativi dismessi, chiusure di filiali, ecc..).

Nel periodo gennaio-settembre 2013 le rettifiche di valore nette per deterioramento crediti sono salite a 576,6 milioni, contro i 494,7 milioni dell’analogo periodo del 2012, definendo un costo del credito annualizzato dello 0,86% del totale impieghi, rispetto allo 0,70% nel 2012.

In termini congiunturali, le rettifiche di valore nette su crediti registrate nel 3°Trim 2013, pari a 192,7 milioni, si presentano più contenute di quelle del 2°Trim13, pari a 226,2 milioni, ma in aumento rispetto ai 157,7 milioni del 1° Trim 2013, e registrano una stagionalità del tutto analoga a quella manifestatasi negli anni scorsi.

Essenzialmente per effetto degli andamenti sopra descritti, l’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte si è attestato a 269,8 milioni, contro i 385,3 milioni dei primi 9 mesi del 2013.

Su base trimestrale, l’operatività corrente ha dato luogo ad un utile lordo di 101,2 milioni, in aumento rispetto ai 76,1 milioni del 2°Trim13.

Le imposte sul reddito del periodo dell’operatività corrente sono risultate pari a 149,6 milioni – contro i 138,8 milioni del 2012 che però incorporavano significative componenti non ricorrenti – definendo un tax rate del 55,43%. Le imposte del 3°Trim2013 sono risultate pari a 46,5 milioni, in linea con il prelievo del 2°Trim2013, definendo però un tax rate del 45,94%, rispetto al precedente 61,11%.

Gli aggregati patrimoniali

Al 30 settembre 2013, gli impieghi verso la clientela ammontavano a 89,8 miliardi di euro in diminuzione  dell’1,6% rispetto ai 91,3 miliardi di giugno 2013 e del 3,3% rispetto ai 92,9 miliardi di dicembre 2012, risentendo della debolezza della domanda di credito da parte sia delle famiglie che delle aziende. Ciononostante, nel 3° trimestre del 2013 sono comparsi i primi timidi segni di leggero miglioramento nelle nuove erogazioni nel settore dei mutui a privati (+40,2% rispetto al 3° trimestre 2012) e in quello dei crediti a medio lungo termine alle piccole imprese (+3,3% rispetto al 3° trimestre 2012).

Relativamente alla qualità del credito, lo stock di crediti deteriorati lordi (sofferenze, incagli, ristrutturati e scaduti/sconfinanti) a settembre 2013 è pari a 12,4 miliardi rispetto agli 11,8 miliardi di giugno 2013, e agli 11 del dicembre 2012.

I primi 9 mesi dell’anno evidenziano un significativo rallentamento della crescita degli stock lordi di crediti deteriorati a 1,4 miliardi dai precedenti 1,8: il tasso medio di crescita composto trimestrale (cd. CAGR) dello stock lordo nei primi nove mesi del 2013 si pone infatti al +4,1%, in calo rispetto al +6,4% dei primi nove mesi del 2012.

In termini netti, lo stock di crediti deteriorati è passato a 9,2 miliardi dagli 8,7 del giugno 2013 e dagli 8,1 del dicembre 2012.

In dettaglio, per quanto riguarda l’ultimo trimestre, le sofferenze nette si attestano a circa 3,4 miliardi rispetto ai 3,2 miliardi di giugno 2013, con un’incidenza sul totale crediti netti del 3,73% (4,03% il dato di sistema). La copertura delle sofferenze si attesta al 41,3% rispetto al 41,8% di giugno 2013. Il valore di settembre risente degli effetti (circa 100 bps) della cessione di oltre 107 milioni di sofferenze lorde (91 milioni nel solo terzo trimestre) rettificate al 95%; al netto di tale cessione la copertura si attesterebbe pertanto al 42,3%. Resta elevata l’incidenza delle posizioni assistite da garanzia reale (61,4% dello stock lordo); la copertura delle posizioni prive di garanzia reale si conferma su valori elevati (circa 72% inclusivo degli stralci).

Gli incagli netti si sono attestati a 4,3 miliardi dai 4 miliardi di fine giugno 2013; la copertura complessiva degli incagli risulta del 14%, sostanzialmente stabile rispetto a giugno 2013 e al di sopra dei valori di fine dicembre 2012 (12,6%). Anche per quanto riguarda gli incagli resta significativa l’incidenza delle posizioni assistite da garanzia reale (circa 66%) mentre la copertura delle posizioni prive di garanzia reale è pari al 21%.

Infine le posizioni ristrutturate nette si attestano a 580 milioni di euro, in leggera flessione rispetto a giugno 2013 (591 milioni), mentre le posizioni scadute/sconfinanti ammontano a 926 milioni (891 milioni a giugno 2013) e risentono di maggiori flussi in entrata nel 2013 essenzialmente a seguito dell’internalizzazione in UBI delle pratiche di Banca 24/7 dopo la fusione.

Al 30 settembre 2013, la raccolta diretta totale ammonta a 92,8 miliardi di euro, in calo del 3,7% rispetto ai 96,3 miliardi di giugno 2013 (98,8 miliardi al 31 dicembre 2012) principalmente a seguito delle manovre di ottimizzazione delle forme di provvista a maggior costo effettuate in corso d’anno. Tali manovre sono  consentite dalla solida posizione di liquidità del Gruppo e supportano la favorevole dinamica del margine di interesse. Questi nel dettaglio gli andamenti all’interno dell’aggregato:

  • la raccolta diretta da clientela ordinaria (incluse le emissioni obbligazionarie e al netto della raccolta istituzionale e delle operazioni pronti contro termine con la CCG), risulta pari a 75,3 miliardi (77,9 a giugno 2013). L’evoluzione dell’aggregato segue la contrazione dei comparti relativi ai “conti correnti e depositi” e ai “depositi vincolati” iniziata nel secondo trimestre dell’anno e proseguita nel terzo, con la riduzione dei conti istituzionali e large corporate più volatili e a maggior costo e l’ottimizzazione dei depositi vincolati che hanno permesso un miglioramento del costo complessivo della raccolta.
  • i prestiti obbligazionari collocati sulla clientela ordinaria del Gruppo si attestano a 23,8 miliardi sostanzialmente stabili rispetto a giugno 2013 (24,4 miliardi) in considerazione del rimborso del prestito convertibile (circa 640 milioni di euro) effettuato a luglio 2013, a conferma della capacità del Gruppo di coprire pienamente le scadenze;
  • le operazioni di pronti contro termine con la Cassa di Compensazione e Garanzia, utilizzate per il finanziamento di posizioni in titoli risultano pari a 5,5 miliardi (5,4 miliardi a giugno 2013);
  • la restante raccolta istituzionale ammonta a 12 miliardi (13,1 miliardi a fine giugno 2013). La riduzione è dovuta principalmente alla scadenza di obbligazioni emesse sui mercati internazionali sotto programma EMTN. Si ricorda peraltro che nel mese di ottobre sono state effettuate due importanti emissioni pubbliche istituzionali: un’emissione bond senior (EMTN) di 750 milioni a 3,5 anni e un’emissione covered bond (OBG) di 1.250 milioni a 7 anni.

Conseguentemente il rapporto impieghi/raccolta diretta a fine settembre 2013 si attesta al 96,9%. Considerando le emissioni istituzionali di 2 miliardi precedentemente citate, il rapporto si attesterebbe al 94,8%.

Al 30 settembre 2013 l’esposizione del Gruppo verso la BCE rimane invariata e consiste in un ammontare totale di 12 miliardi di euro nominali, derivante dalla partecipazione del Gruppo alle aste LTRO a tre anni promosse dalla BCE a dicembre 2011 e febbraio 2012, iscritta tra i “Debiti verso Banche” e quindi non inclusa nella Raccolta diretta.

La solida posizione di liquidità del Gruppo è ulteriormente assicurata dall’ammontare delle attività stanziabili che alla data del 31 ottobre 2013 ammontano complessivamente, al netto degli haircut, a circa 29 miliardi di euro (17 miliardi di attivi stanziabili disponibili e 12 dati a collaterale per l’LTRO).

Le attività finanziarie del Gruppo al 30 settembre 2013 si attestano a 21,6 miliardi di euro, di cui 19,4 miliardi relativi a titoli di stato italiani: quest’ultimo aggregato risulta stabile rispetto al dato del 30 giugno 2013.

Infine, la raccolta indiretta da clientela ordinaria risulta in crescita a 70,1 miliardi rispetto ai 68,9 miliardi di fine giugno 2013 (70,2 a dicembre 2012). Si conferma positiva l’evoluzione del risparmio gestito in senso stretto portatosi a 27,8 miliardi (circa 27,3 a giugno 2013) grazie anche al successo del collocamento di SICAV UBI Pramerica. Si mostrano in crescita sia la raccolta assicurativa  a 11,6 miliardi (11,4 miliardi a giugno 2013) che la raccolta amministrata, pari a 30,7 miliardi (30,2 miliardi a giugno 2013).

Al 30 settembre 2013, il patrimonio netto consolidato del Gruppo UBI Banca, escluso il risultato di periodo, si attesta a 9,907 miliardi di euro (9,809 a giugno 2013 e 9,655 miliardi di euro a fine dicembre 2012).

Ubi Banca, utile di 49 milioni di euro nel terzo trimestre ultima modifica: 2013-11-13T20:40:04+00:00 da Redazione

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