Ubi Banca, utile netto in crescita a 149,8 milioni nei primi 9 mesi dell’anno

Ubi Banca LogoIl consiglio di gestione di Ubi Banca ha approvato i risultati consolidati dei primi 9 mesi del 2014, che si sono chiusi con un utile netto di 149,8 milioni di euro, in significativa crescita rispetto ai 101,9 milioni dell’analogo periodo del 2013. Al netto delle poste non ricorrenti, l’utile del periodo si è attestato a 175,5 milioni di euro, più che raddoppiato rispetto ai 74,3 milioni dei primi 9 mesi del 2013.

I primi 9 mesi del 2014, spiega una nota, hanno evidenziato, da un lato, il buon andamento dei proventi operativi, saliti di oltre 71 milioni rispetto al periodo gennaio-settembre 2013 grazie all’evoluzione dei ricavi “core”, vale a dire del margine d’interesse (+84,9 milioni) e delle commissioni nette (+20,1 milioni), mentre risulta leggermente inferiore il risultato della finanza (-18 milioni). Dal lato dei costi, prosegue la contrazione degli oneri operativi, in calo del 2,5%, circa 41 milioni, rispetto al 2013.

Per quanto riguarda la qualità del credito, i primi 9 mesi del 2014 confermano l’importante riduzione nella generazione di nuovi flussi di crediti deteriorati, già rilevata nella prima parte dell’anno: il passaggio di crediti in bonis a crediti deteriorati è diminuito del -37,2% rispetto ai primi 9 mesi del 2013, supportando l’aspettativa di un costo del credito più contenuto per i prossimi anni. Nei primi 9 mesi dell’anno, i crediti deteriorati netti risultano in via di sostanziale stabilizzazione (+136 milioni, mentre crescevano di 1,064 miliardi nei primi nove mesi del 2013), riflettendo la minor crescita dei  crediti deteriorati lordi (+415,4 milioni mentre crescevano di 1,408 miliardi nei primi nove mesi del 2013) e l’incremento delle coperture di 130 punti base rispetto a dicembre 2013.

 

I risultati economici del Gruppo nei primi 9 mesi del 2014 rispetto ai primi 9 mesi del 2013

Nel periodo gennaio-settembre 2014, la gestione economica del Gruppo ha generato un risultato della gestione operativa in crescita del 12,7% a 995 milioni di euro dai circa 883 milioni conseguiti nell’analogo periodo del  2013.

Grazie alla favorevole dinamica dei ricavi “core”, i proventi operativi hanno evidenziato un incremento del 2,9%, attestandosi a 2.557,6 milioni rispetto ai 2.486,3 milioni del 2013.

Al risultato ha infatti contribuito significativamente il margine d’interesse, pari a 1.376,3 milioni di euro, in crescita del 6,6% (+85 milioni) anno su anno, in gran parte grazie alla buona evoluzione dei risultati dell’attività di intermediazione con la clientela, saliti di 45,6 milioni a 1.086,3 milioni, a seguito dell’ulteriore miglioramento della forbice dei tassi, allargatasi di circa 20 punti base (in media dei 9 mesi all’1,83% dall’1,63% del 2013) principalmente per effetto del significativo decremento del costo della raccolta e nonostante la flessione, anno su anno, degli impieghi medi.

Anche l’andamento delle commissioni nette è stato positivo, con un incremento a 908,2 milioni di euro rispetto agli 888,1 dell’analogo periodo del 2013. Si rafforza sui nove mesi il buon andamento del comparto legato ai servizi di investimento (+7,5% o +33 milioni, a 473,1 milioni), tra cui spiccano le gestioni di portafoglio (+17 milioni), mentre rimane influenzato dai minori volumi intermediati – in relazione alla perdurante debolezza della situazione economica – il contributo dei servizi bancari generali (-6% a 453,5 milioni).

Infine, l’aggregato beneficia, in termini di minori oneri commissionali (un risparmio complessivo di circa 16 milioni), dell’effetto positivo dell’estinzione delle obbligazioni con garanzia dello Stato, completata ad agosto.

Nel periodo gennaio–settembre 2014, la finanza ha generato un risultato di 150,5 milioni di euro, in leggera flessione rispetto all’analogo periodo del 2013 (168,5 milioni) per effetto del conseguimento, nel terzo trimestre del 2014, di risultati più fisiologici (13,9 milioni di euro) rispetto all’andamento straordinario – in gran parte legato al progressivo realizzo degli investimenti in titoli governativi effettuati durante la crisi finanziaria – rilevato nei trimestri precedenti.

Nei nove mesi, il risultato della finanza deriva per 56,5 milioni dall’attività di negoziazione (79 milioni nel 2013); per 102 milioni (90 milioni nel 2013) dalla cessione e dal riacquisto di attivi e passivi  finanziari, in primis dalla vendita di circa 4 miliardi di titoli di Stato italiani; per 1,2 milioni dalla valutazione delle attività finanziarie al fair value (3,2 milioni nel 2013); mentre le attività di copertura sono state negative per 9,1 milioni (-3,7 milioni nel 2013).

Prosegue anche nei primi 9 mesi del 2014 la tendenza già rilevata per gli oneri operativi, che si presentano in ulteriore calo del 2,5% a 1.562,6 milioni rispetto all’analogo periodo del 2013.

 

Nel dettaglio:

– le spese per il personale, pari a 976,6 milioni, risultano sostanzialmente allineate al 2013 (974,4 milioni), assorbendo, grazie alle efficienze ottenute negli ultimi anni,  l’evoluzione ordinaria delle retribuzioni, che include gli ultimi incrementi tabellari previsti dal vigente CCNL applicati dal 1° giugno 2014;

– le altre spese amministrative, pari a 458,3 milioni, segnano una riduzione del 7,2% anno su anno, attribuibile alla contrazione delle componenti di spesa corrente;

– infine, le rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali totalizzano 127,7 milioni, registrando anch’esse una diminuzione del 5,4% rispetto al 2013, essenzialmente per effetto di minori ammortamenti sul perimetro core del Gruppo e nonostante il write off del sistema IT di Prestitalia.

Si rammenta che, a seguito della ridefinizione della rete distributiva del Gruppo, che determinerà la chiusura di 114 punti operativi entro gennaio 2015, sono in corso trattative sindacali per la definizione delle ricadute, anche in termini di efficientamenti complessivi, degli interventi da effettuare.

Nel periodo gennaio-settembre 2014 le rettifiche di valore nette per deterioramento crediti sono salite a 626,2 milioni, contro i 576,6 milioni dell’analogo periodo del 2013, definendo un costo del credito annualizzato dello 0,98% del totale impieghi netti, contro il precedente 0,86%.

Per effetto degli andamenti sopra descritti, l’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte si è attestato a 362,3 milioni, con un progresso del 34,3%  rispetto ai nove mesi del 2013.

Le imposte sul reddito del periodo dell’operatività corrente sono risultate pari a 187,5 milioni, in crescita rispetto ai 149,6 milioni del 2013, essenzialmente per effetto dell’inclusione nel 2014 di elementi non ricorrenti, in particolare la variazione dell’imposta sostitutiva retroattiva sulle quote partecipative in Banca d’Italia e l’effetto di adeguamento delle attività fiscali differite alla modificata aliquota IRAP, complessivamente pari a circa 24 milioni. In termini normalizzati, il tax rate dei primi 9 mesi del 2014 si attesta al 44,9%, rispetto ad un 62,9% del 2013.

 

I risultati economici del Gruppo nel 3° trimestre dell’anno

Il terzo trimestre del 2014 ha visto i proventi operativi del Gruppo totalizzare 821,7 milioni, rispetto a 882,5 nel 2° trim 2014 e a 834,1 del 3° trim 2013, influenzati dalla diversa evoluzione delle principali componenti:

  • il margine d’interesse è salito a 468 milioni di euro (+3% rispetto al 2° trim 2014 e +4,9% rispetto al 3° trim 2013) grazie al miglioramento della forbice clientela (1,87% rispetto a 1,82% nel 2° trim 2014 e 1,68% nel 3° trim 2013) e nonostante volumi medi di impiego in calo;
  • le commissioni nette hanno contribuito con 298,5 milioni (-3,6% rispetto al 2° trim 2014, a seguito della consueta stagionalità e +4,4% rispetto al 3° trim 2013);
  • il risultato netto della finanza ha totalizzato 13,9 milioni, attestandosi a livelli più fisiologici rispetto all’andamento straordinario (74 milioni nel 2° trim 2014 e 59,1 nel 3° trim 2013) rilevato nei precedenti trimestri, legato in gran parte al progressivo realizzo degli investimenti in titoli governativi effettuati durante la crisi finanziaria.

Al netto del risultato della finanza, i proventi operativi del 3° trimestre del 2014 risultano pari a circa 808 milioni, invariati rispetto al 2° trim 2014 e in crescita del 4,2% rispetto al 3° trim 2013.

Prosegue anche nel terzo trimestre dell’anno l’andamento virtuoso dei costi, con oneri operativi in ulteriore riduzione a 518,3 milioni, in calo dello 0,9% rispetto al 2° trim 2014 e del 2,5% rispetto al 3° trim 2013.

Le rettifiche di valore nette per deterioramento crediti si sono attestate a 197,1 milioni, risultando sostanzialmente prossime alle rettifiche effettuate nel 3° trimestre del 2013 (192,7 milioni), ma con la consueta stagionalità rispetto ai 230,5 milioni del 2° trimestre 2014.

Per effetto degli andamenti sopra descritti, l’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte si è attestato a 105 milioni, con un progresso del 3,7% rispetto al 3° trimestre del 2013 ma in calo, a seguito del minor risultato della finanza, rispetto ai 132,8 milioni del 2° trim 2014.

Le imposte sul reddito del periodo dell’operatività corrente sono risultate pari a 52,1 milioni, 76,7 milioni nel 2° trim 2014 (per effetto dell’inclusione nel 2° trimestre dell’anno di elementi non ricorrenti, in particolare la variazione dell’imposta retroattiva sulle quote partecipative in Banca d’Italia e l’effetto di adeguamento delle attività fiscali differite alla modificata aliquota IRAP, complessivamente pari a circa 24 milioni) e 46,5 nel 3° trim 2013.

Il 3° trimestre dell’anno si è quindi chiuso con un utile netto di 43,6 milioni, sostanzialmente allineato ai 48,1 del 2° trimestre 2014 e ai 49 del 3° trimestre 2013.

 

Gli aggregati patrimoniali

Al 30 settembre 2014, gli impieghi verso la clientela ammontano a 85 miliardi di euro (-2,5% rispetto agli 87,1 miliardi di fine giugno e -3,9% rispetto agli 88,4 di dicembre 2013).

La dinamica degli impieghi in corso d’anno e nel trimestre ha risentito della debole domanda di credito e della strategia di difesa dei margini posta in essere dal Gruppo, che ha contribuito ad un significativo ampliamento degli spread.

Nel terzo trimestre ha inoltre inciso sfavorevolmente il venir meno di alcune componenti volatili (operazioni di pronto contro termine con la CCG effettuate da UBI per l’impiego della liquidità in eccesso) per circa 0,4 miliardi oltre alla progressiva estinzione delle masse in dismissione (cd. “run-off”) per circa 0,2 miliardi. Al netto di tali componenti, la variazione trimestrale del totale crediti risulta del -1,9%.

Relativamente alla qualità del credito, lo stock di crediti deteriorati lordi (sofferenze, incagli, ristrutturati e scaduti/sconfinanti) conferma a settembre 2014 la tendenza alla stabilizzazione, attestandosi a 13.089 milioni, +2,4% rispetto ai 12.788 milioni di giugno 2014 e +3,3% rispetto ai 12.674 di fine dicembre 2013. Nei primi nove mesi del 2013, lo stock lordo complessivo di crediti deteriorati aveva mostrato una crescita del +12,8%.

In termini di flussi lordi, risultano in continua contrazione i passaggi da crediti in bonis a crediti deteriorati (1.923 milioni nei primi nove mesi 2014 ossia -37,2% rispetto ai 3.064 dei nove mesi 2013).

Sempre a fine settembre 2014, la copertura dei crediti deteriorati totali sale a 27,82% (era 27,61% a giugno 2014 e 26,52% a dicembre 2013). Includendo i crediti stralciati, la copertura dei crediti deteriorati totali si pone al 37,8% (era il 37,6% a giugno 2014 e il 36,2% a dicembre 2013).

In termini di importi netti, lo stock di crediti deteriorati si attesta al 30 settembre 2014 a 9.448 milioni (9.257 milioni a giugno 2014 e 9.312 milioni registrati a dicembre 2013). Grazie alla positiva evoluzione dei flussi e delle coperture, l’ammontare complessivo dei crediti deteriorati netti si presenta quindi sostanzialmente in linea (+1,5%) con fine 2013, in netto miglioramento rispetto all’evoluzione dei nove mesi 2013 quando lo stock era cresciuto del +13,1%.

Nel dettaglio, l’ammontare delle sofferenze nette risulta pari a 3.911 milioni (3.771 a giugno 2014 e 3.437 a dicembre 2013), con un’incidenza sul totale crediti netti del 4,60%.

A seguito della cessione di 79 milioni lordi coperti circa all’80%, il grado di copertura delle sofferenze si attesta al 40,53% (40,61% a giugno 2014 e 41,60% a dicembre 2013); se la cessione non fosse avvenuta, la copertura delle sofferenze si sarebbe attestata al 40,96%. Includendo i crediti stralciati, la copertura delle sofferenze sale al 55%.

Gli incagli netti ammontano a 4.162 milioni (erano 4.117 milioni a giugno 2014 e 4.314 a dicembre 2013), con un’incidenza sul totale crediti del 4,90%.

La copertura complessiva degli incagli si pone al 16,11% rispetto al 16,23% di giugno 2014 (era 15,12% a dicembre 2013).

Le posizioni ristrutturate nette si attestano a 729 milioni di euro (717 a giugno 2014 e 751 milioni a dicembre 2013). Le relative coperture ammontano al 16,73% in significativa crescita rispetto al 14,49% di giugno 2014 e al 13,94% di dicembre 2013.

Le posizioni scadute/sconfinanti nette ammontano a 647 milioni rispetto ai 652 di giugno 2014 e agli 811 del dicembre 2013 (copertura del 4,49% rispetto al 4,78% di giugno 2014 e del 2,83% del dicembre 2013).

Infine si ricorda il brillante esito dell’esercizio di Asset Quality Review (AQR) che ha posizionato la Banca al primo posto tra le italiane in termini di CET1 post AQR, dimostrando la coerenza e la correttezza  delle politiche di copertura dei crediti deteriorati.

Al 30 settembre 2014, la raccolta diretta totale è pari a 87,9 miliardi rispetto ai 90,2 di giugno 2014 (92,6 a dicembre 2013). Al netto dei pronti contro termini con la CCG (0,7 miliardi a settembre 2014, 2,3 miliardi a giugno 2014 e 5,5 a dicembre 2013) la raccolta diretta si attesta a 87,1 miliardi, su valori quindi sostanzialmente in linea con quelli di fine semestre e fine 2013. Si segnala in particolare la buona tenuta dei conti correnti e delle obbligazioni retail, a conferma della solida base commerciale del Gruppo.

Il rapporto impieghi/raccolta diretta si attesta a 96,7% (era il 96,6% a fine giugno 2014 e il 95,5% a fine dicembre 2013).

Al 30 settembre 2014 l’esposizione del Gruppo verso la BCE consiste in un ammontare totale di 12 miliardi di euro di LTRO (invariati rispetto a giugno 2014) iscritto tra i “Debiti verso Banche” e quindi non incluso nella Raccolta diretta. Successivamente alla chiusura del terzo trimestre si precisa che è stato rimborsato anticipatamente (ad inizio ottobre) 1 miliardo di euro; ulteriori 3 miliardi saranno rimborsati con valuta 12 novembre 2014.

Gli indici di liquidità calcolati con le regole di Basilea 3 (NSFR e LCR) risultano superiori ad 1, anche in presenza di una struttura di funding ordinaria non basata sul supporto dell’LTRO. Le attività stanziabili alla data del 31 ottobre 2014 risultano complessivamente pari, al netto degli haircut, a 30,1 miliardi di euro.

Il Gruppo stima di aderire al TLTRO con circa 3 miliardi a dicembre 2014.

A fine settembre 2014, le attività finanziarie del Gruppo mostrano una consistenza di 22,6 miliardi di euro, di cui 20,7 miliardi relativi a titoli di stato italiani (20,3 a giugno 2014 e 19,7 miliardi a dicembre 2013). Il Gruppo, in ottica di supporto al margine d’interesse e in relazione all’andamento della domanda di impieghi, provvederà a sostituire in maniera opportunistica i titoli di stato in scadenza nel quarto trimestre (circa 4,9 miliardi) con titoli dello stesso tipo da contabilizzare nel portafoglio AFS.

Sempre a fine settembre 2014, la raccolta indiretta da clientela ordinaria risulta in crescita a 76,1 miliardi rispetto ai 73,7 miliardi di giugno 2014 e ai 71,7 di dicembre 2013. Positiva l’evoluzione sia del risparmio gestito in senso stretto che si è portato a 30 miliardi (+4,7% rispetto a giugno 2014) che della raccolta assicurativa salita a 12,2 miliardi (+1,2% rispetto a giugno 2014). La raccolta amministrata risulta infine pari a 33,9 miliardi (era 32,9 miliardi a giugno 2014).

Al 30 settembre 2014, il patrimonio netto consolidato del Gruppo UBI Banca, incluso il risultato di periodo, si attesta a 10.801 milioni di euro (era 10.709 milioni a giugno 2014 e 10.339 milioni a fine dicembre 2013).

Al 30 settembre 2014, le risorse umane del Gruppo UBI Banca totalizzavano 18.188 unità (erano 18.438 unità a giugno 2014 e 18.338 a dicembre 2013). L’articolazione territoriale a fine periodo constava di 1.670 sportelli in Italia (1.673 a giugno 2014) e 6 all’estero (invariati).

Dichiarazione del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari

Elisabetta Stegher, quale dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Unione di Banche Italiane Scpa attesta, in conformità a quanto previsto dal secondo comma dell’articolo 154 bis del “Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria”, che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.

 

Prevedibile evoluzione della gestione

Il margine di interesse sarà influenzato dall’andamento dei volumi medi intermediati, dalla scadenza di titoli governativi nel 4° trimestre – che verranno sostituiti in maniera opportunistica -, dai benefici degli interventi di repricing già attivati sul lato del passivo e dalla tenuta del rendimento degli impieghi a medio-lungo termine.

Si prevede che le commissioni nette beneficino della consueta e positiva stagionalità che caratterizza l’ultima parte dell’esercizio.

Si conferma l’attesa di una riduzione degli oneri operativi ricorrenti su base annua.

Il rallentamento del flusso di nuovi crediti in default registrato nei primi 9 mesi dell’anno e le risultanze dell’AQR consentono di confermare, su base annua, le attese di un leggero miglioramento complessivo del costo del credito in termini di valore assoluto rispetto al 2013.

Integrazione tra IW Bank e UBI Private Investment

Il Consiglio di Gestione nella seduta odierna ha approvato il piano di fusione di IW Bank in UBI Banca Private Investment. Il soggetto bancario risultante dall’operazione di fusione assumerà la denominazione di “IW Bank S.p.A.” consentendo il mantenimento di un marchio favorevolmente conosciuto sul mercato e avrà la propria sede sociale a Milano. La data di efficacia giuridica della fusione è prevista per il 18 maggio 2015, mentre i profili contabili e fiscali avranno effetto a partire dal 1 gennaio 2015.

Leggi il comunicato

Ubi Banca, utile netto in crescita a 149,8 milioni nei primi 9 mesi dell’anno ultima modifica: 2014-11-13T10:37:26+00:00 da Redazione

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