Ubi Banca, utili in aumento dell’8,1% al 30 settembre

Ubi Banca LogoIl consiglio di gestione di UbiBanca s.p.a. ha approvato i risultati consolidati dei primi nove mesi del 2015, che si è chiuso con un utile netto di 162 milioni, in crescita dell’8,1% rispetto ai 149,8 milioni dei primi 9 mesi del 2014 nonostante l’inclusione a partire dal 2015 dei nuovi contributi obbligatori al Single Resolution Fund e al Deposit Guarantee Scheme (che hanno pesato per complessivi 20,9 milioni netti sull’utile del periodo).

I risultati dei primi nove mesi dell’esercizio, si legge in una nota, confermano le tendenze man mano delineatesi in corso d’anno. Prosegue il buon andamento delle commissioni nette (+6,8% a/a) trainate dai prodotti d’investimento, e si consolida il miglioramento della qualità del credito, con minori esigenze di rettifica (-10,9%); tali andamenti hanno consentito di compensare pienamente l’andamento del margine d’interesse (-9,5%), influenzato dal minor apporto del portafoglio titoli – in progressiva riduzione e ricomposizione – e da condizioni particolarmente competitive sui mercati del nuovo credito. Grazie alla conferma del perdurante controllo dei costi (-1,3% a/a), punto di eccellenza, assieme alla qualità del credito, per il Gruppo, la redditività “core” (margine d’interesse – rettifiche su crediti + commissioni nette – oneri operativi) è risultata in crescita del 20,8% rispetto ai primi 9 mesi del 2014.

L’esame approfondito delle voci di conto economico riflette le strategie poste in essere dal Gruppo, atte a gestire una situazione di uscita dalla crisi attraverso il riposizionamento in più ambiti (ridimensionamento del portafoglio titoli, sia in termini di volumi che di durata, completamento dell’uscita da alcuni settori di attività creditizia non più strategici, propedeutico a un riposizionamento in ambito di concessione del credito più in linea con l’attesa fase di consolidamento della ripresa economica, ridimensionamento organici e rinnovo generazionale con forte componente di formazione, controllo dei costi operativi correnti e forte focalizzazione su progetti strategici sia di natura regolamentare che di supporto al business, ecc…). Tutte le azioni prese sono state consentite dalla solidità della struttura di stato patrimoniale del Gruppo, ormai ai vertici del sistema bancario italiano.

Nel dettaglio, i proventi operativi netti dei primi 9 mesi del 2015 risultano in diminuzione del 3,5% a/a, a 2.467,1 milioni di euro dai 2.557,6 dell’analogo periodo del 2014. La voce risente essenzialmente dell’evoluzione del margine d’interesse – passato a 1.245,8 milioni di euro dai 1.376,3 del 2014 – influenzato, per la componente derivante dall’intermediazione creditizia, dalla forte competizione sui volumi – soprattutto nel segmento a breve, mentre il segmento a medio-lungo si è dimostrato più resiliente – e sugli spread, nonché dal decrescente apporto del portafoglio crediti in dismissione (cd. “run off”), e, per la componente finanziaria, dal proseguimento della strategia di ricomposizione e ridimensionamento del portafoglio AFS di titoli di Stato italiani effettuata in ottica di “normalizzazione” della posizione e alla luce delle linee guida ricevute dalle Autorità di Vigilanza. La strategia in corso di implementazione ha portato ad una riduzione anno su anno di circa 3
miliardi del portafoglio AFS di titoli di stato italiani nonché al conseguimento di proventi da cessione di attivi, inclusi nel Risultato della Finanza a settembre 2015, per circa 80 milioni di euro.

Gli utili delle partecipazioni valutate al patrimonio netto hanno totalizzato 23,2 milioni di euro nei nove mesi (28,8 milioni nel 2014). Da segnalare, nel raffronto con il 2014, la forte crescita dell’apporto della società partecipata di asset management cinese Zhong Ou (9,7 milioni rispetto a 1,6 nel 2014) e di Lombarda Vita (9,8 milioni rispetto a 5,7 nel 2014) mentre va tenuto presente che il 22 dicembre 2014 UBI Banca ha ridotto dal 50% al 20% le partecipazioni detenute in Aviva Vita Spa e Aviva Assicurazioni Vita Spa e che il 30 dicembre 2014 è stata interamente ceduta la partecipazione in UBI Assicurazioni Spa, con conseguente ridimensionamento dei relativi contributi.

Continua il buon andamento e il contributo molto positivo delle commissioni nette, che rappresentano circa il 40% dei proventi operativi. La voce ha totalizzato 969,5 milioni di euro, +6,8% o 61,3 milioni rispetto ai 908,2 dell’analogo periodo del 2014, grazie al buon andamento
delle commissioni derivanti dai servizi di investimento4 (+10,6% o circa 50 milioni a 523 milioni), che hanno beneficiato soprattutto dell’evoluzione delle commissioni sulle gestioni patrimoniali, salite di 41 milioni, ma anche del collocamento di prodotti di risparmio gestito (gli stock di risparmio gestito e di prodotti assicurativi sono cresciuti rispettivamente anno su anno del +11% a 33,3 miliardi e del +13,7% a 13,9 miliardi, parzialmente a seguito della trasformazione della componente di risparmio amministrato, contrattasi del 5,8% a 31,9 miliardi). Rimane contenuto e mediamente pari al 12% circa il contributo delle commissioni “up front” al totale commissioni nette.

Per quanto riguarda le commissioni relative ai servizi bancari generali, esse risultano in leggera crescita del 2,5% a 446 milioni rispetto ai 435 nel 2014, che includevano commissioni pagate a fronte dell’emissione di obbligazioni con Garanzia dello Stato, non più presenti nel 2015.

Il risultato della finanza si è attestato a 138,9 milioni di euro rispetto ai 150,5 nei primi 9 mesi del 2014.
Al risultato hanno contribuito:
– per 57,3 milioni l’attività di negoziazione (56,4 milioni nel 2014);
– per 70,6 milioni la cessione di attività finanziarie (102 milioni nel 2014), principalmente riconducibili, come nel periodo precedente, alla cessione di titoli di Stato italiani (79,6 milioni);
– per 3,8 milioni la valutazione delle attività finanziarie al fair value (1,2 milioni nel 2014);
– per 7,3 milioni le attività di copertura (-9,1 milioni nel 2014).

Anche nei primi 9 mesi del 2015, confermando la tendenza ormai in atto dalla costituzione del Gruppo, gli oneri operativi hanno registrato un calo, attestandosi a 1.542,1 milioni di euro, con un risparmio di circa 21 milioni rispetto al 2014, nonostante l’inclusione di voci non ricorrenti per 7,7 milioni. Al netto di tali voci, il calo risulta pari a circa 28 milioni di euro o dell’1,8% a/a.

Nel dettaglio:
– le spese per il personale, pari a 972,7 milioni, registrano una diminuzione dello 0,4% rispetto ai 976,6 milioni dell’analogo periodo del 2014 grazie all’evoluzione degli organici (-726 risorse medie, pari a circa -29 milioni) che ha compensato sia gli incrementi salariali, sia il minor ricorso a riduzione e sospensione dell’orario di lavoro verificatosi nel 2015.
– le altre spese amministrative, pari a 454,6 milioni, sono scese di 3,7 milioni rispetto al 2014 nonostante la contabilizzazione degli oneri di integrazione (7,7 milioni di euro) relativi alla fusione, a fine maggio 2015, tra IW Bank e UBI Private Investment. Al netto di tali oneri, le altre spese amministrative risultano in calo del 2,5% anno su anno a riprova del proseguimento dello sforzo di contenimento di lungo termine, che continua a interessare molte delle componenti di spesa corrente.

– infine, le rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali (inclusive di PPA) hanno totalizzato 114,7 milioni, registrando una diminuzione di circa 13 milioni rispetto al 2014, in parte attribuibile alla riduzione della PPA (4,9 milioni) conseguente agli impairment effettuati a fine 2014. Per quanto riguarda le rettifiche di valore esclusive di PPA, il rallentamento riguarda la combinazione tra il progressivo esaurirsi degli ammortamenti dei forti investimenti effettuati in sede di fusione tra BPU e BL, e l’implementazione dei nuovi piani d’investimento regolamentare e di business, pari a circa 129 milioni nel 2015 (in crescita di oltre 11 milioni sul 2014).

Nel periodo gennaio-settembre 2015 le rettifiche di valore nette per deterioramento crediti sono scese a 557,6 milioni, contro i 626,2 milioni del 2014, definendo un costo del credito annualizzato dello 0,89% del totale impieghi netti, contro il precedente 0,98% e a fronte dell’1,08% registrato per l’intero esercizio 2014.

Le rettifiche di valore effettuate hanno mantenuto le coperture complessive dei crediti deteriorati al 27,7%, sostanzialmente invariato rispetto a giugno 2015 (27,8%) ma in crescita rispetto a fine 2014 (27,1%), nonostante la vendita nel corso del 2015 di 131 milioni di crediti coperti al 66%. Infine, gli accantonamenti netti ai fondi rischi e oneri del periodo sono saliti a 47,8 milioni (erano circa 4 nel 2014) principalmente per effetto della contabilizzazione della contribuzione annua stimata al Single Resolution Fund prevista dalla Direttiva BRRD – Bank Recovery and Resolution Directive – 2014/59/EU, che ha inciso per 22,8 milioni, e, nel terzo trimestre, della contribuzione stimata al Deposit Guarantee Scheme (Direttiva 2014/49/EU) per 11,3 milioni. Per effetto degli andamenti sopra descritti, l’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte si è attestato a 313,6 milioni, rispetto ai 362,3 milioni dello stesso periodo del 2014. Le imposte sul reddito del periodo dell’operatività corrente sono risultate pari a 127,8 milioni, rispetto ai 187,5 milioni del 2014, definendo un tax rate del 40,75%, rispetto al precedente 51,75%. L’evoluzione risente principalmente della disposizione emanata dalla Legge di stabilità per il 2015 (Legge 23 dicembre 2014, n. 190) di cui all’art. 1, commi 20-25, che ha introdotto a decorrere dal 1° gennaio 2015 l’integrale deduzione, nella determinazione della base imponibile IRAP, dei costi del personale dipendente a tempo indeterminato.

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Ubi Banca, utili in aumento dell’8,1% al 30 settembre ultima modifica: 2015-11-12T15:32:13+00:00 da Redazione

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