Ubs: utile netto 1,4 mld di dollari. Miglior II trimestre dal 2010

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Ubs LogoIl gruppo bancario Ubs ha attribuito agli azionisti un utile netto di 1,392 miliardi di dollari nel secondo semestre del 2019, pari a un rialzo dell’1% su base annua. Lo annuncia l’istituto di credito, precisando che si tratta del risultato più alto dal secondo trimestre del 2010.

Nel dettaglio tra aprile e giugno di quest’anno l’utile ante imposte pubblicato è salito del 3% su base annua, arrivando a 1759 milioni di dollari statunitensi, e quello rettificato è diminuito del 2% a 1787 milioni di dollari. Il rapporto costi/ricavi rettificato del gruppo si è attestato al 76,1%. L’utile netto attribuibile agli azionisti è stato, appunto, di 1392 milioni di dolari, con un aumento dell’1% su base annua. Il rendimento del capitale CET13 (Rocet1) pubblicato è stato del 16,0%.

Global wealth management (Gwm) ha registrato un utile ante imposte rettificato pari a 886 milioni di dollari; il patrimonio investito ha raggiunto un nuovo picco attestandosi a 2486 miliardi di dollari; i proventi netti ricorrenti da commissioni sono aumentati rispetto al trimestre precedente e gli utili della regione Americhe sono stati da record. In personal & corporate banking (p&c) l’utile ante imposte rettificato è salito del 10% a 392 milioni di dollari (+11% su base annua in chf) sulla scia dell’incremento dei proventi da negoziazione e delle rettifiche di valore per perdite più basse; la crescita del volume netto di nuove operazioni nel personal banking è stata vigorosa (4,4%). in asset management (am) l’utile ante imposte rettificato è aumentato del 10% a 135 milioni di dollari grazie all’incremento del risultato operativo; il patrimonio investito è arrivato alla cifra record di 831 miliardi di dollari. Investment bank (ib) ha messo a segno un utile ante imposte rettificato pari a 440 milioni di dollari, con un’eccellente crescita dei ricavi ottenuta in advisory malgrado la diminuzione del volume globale delle commissioni su base annua, i ricavi da m&a più alti dal 2012, e un rendimento rettificato del patrimonio attribuito del 14,2%. Corporate center ha registrato una perdita ante imposte rettificata di 65 milioni di dollari.

Ubs vanta tuttora una solida posizione patrimoniale, con un coefficiente patrimoniale CET1 del 13,3%, un indice di leva finanziaria Cet1 del 3,8%, un Tier 1 leverage ratio4 ad applicazione integrale pari al 5,5% e una capacità totale di assorbimento delle perdite pari a 87 miliardi di dollari – precisa una nota del gruppo -. Nel secondo trimestre 2019 UBS ha riacquistato azioni proprie per 297 milioni di dollari”.

Secondo l’istituto di credito, dopo la generale flessione sincronizzata registrata nei trimestri precedenti, il ritmo di crescita globale si è stabilizzato su livelli più contenuti, ma persistono notevoli rischi di ribasso date le incertezze politiche e le tensioni geopolitiche. Le banche centrali stanno vagliando la possibilità di invertire la normalizzazione della politica monetaria, a favore di nuove misure di stimolo economico. “Una forte caduta e ulteriori tagli dei tassi di interesse continueranno a incidere sui proventi netti da interessi rispetto all’anno precedente – conclude il comunicato -. La nostra diversificazione a livello di attività e regioni, insieme al patrimonio investito più elevato che beneficia di ricavi ricorrenti, dovrebbe aiutare a mitigare questi effetti sfavorevoli. Un miglioramento del sentiment degli investitori e un’accresciuta volatilità del mercato dovrebbero controbilanciare la tipica flessione di terzo trimestre. Attuiamo la nostra strategia con disciplina, focalizzandoci sull’equilibrio tra efficienza e investimenti per la crescita, al fine di poter raggiungere gli obiettivi di rendimento sul capitale creando allo stesso tempo valore sostenibile a lungo termine per i nostri azionisti”.