Uif Banca d’Italia: in aumento le segnalazioni di operazioni sospette. Si riduce il contributo degli intermediari finanziari

Banca d'Italia Logo 2Nel corso del 2015 sono state in tutto 82.428 le segnalazioni di operazioni sospette pervenute all’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia, 10.000 in più rispetto al 2014, per un incremento del 14,9%. Lo si apprende dalla relazione annuale dell’Uif.

Nel primo semestre del 2016 il flusso ha già superato le 50.000 unità.

Questo trend, sottolinea il rapporto, testimonia la maggiore consapevolezza degli operatori sui rischi di compromissione e la loro intenzione di elevare i presidi. La maggiore collaborazione con l’Unita’ rende più facile individuare gli operatori ancora poco attenti o inadempienti.

Nel 2015 la crescita è risultata significativamente influenzata, specie per quanto riguarda i professionisti, dagli effetti dei provvedimenti in materia di regolarizzazione dei capitali detenuti all’estero (cd. voluntary disclosure); nell’anno sono pervenute 6.782 segnalazioni connesse a operazioni di voluntary, pari all’8,2% del totale. L’adesione alla regolarizzazione non determina il venir meno degli obblighi segnaletici di cui al d.lgs. 231/2007, in quanto presìdi strumentali a prevenire l’utilizzo di capitali di provenienza illecita.

La crescita complessiva delle segnalazioni è in buona parte ascrivibile al combinato effetto dell’aumento delle segnalazioni di operazioni sospette trasmesse da banche e Poste e di quelle provenienti dai professionisti. Le prime hanno registrato un incremento di oltre 6.800 unità, confermandosi la categoria che fornisce il maggiore contributo alla crescita pur facendo registrare una flessione in termini relativi. I professionisti, che rappresentano una quota di poco superiore al 7% del totale, hanno segnato un aumento del 150% rispetto al 2014, con un incremento in termini assoluti di oltre 3.500 unità. Continua a crescere il flusso di segnalazioni provenienti dagli operatori non finanziari, aumentate di oltre il 60% rispetto all’anno precedente.

Il contributo fornito dagli intermediari finanziari si è ridotto rispetto al 2014 di circa il 5%, pur continuando a rappresentare una quota significativa (superiore al 10%) del totale delle segnalazioni. La riduzione ha riguardato principalmente gli intermediari finanziari iscritti negli elenchi di cui agli artt. 106 e 107 del T.u.b., gli istituti di pagamento e gli istituti di moneta elettronica, il cui flusso segnaletico proviene da un numero ristretto di 125 soggetti attivi nel 2015 (118 nel 2014): sono 9, in particolare, quelli che hanno inviato più di 100 segnalazioni. Ciò espone il dato complessivo della categoria a una forte volatilità. La contrazione trova spiegazione, oltre che in situazioni specifiche (indagini giudiziarie che hanno anche comportato la sospensione dell’attività e la cancellazione dall’albo di alcuni intermediari), nello spostamento di ingenti flussi finanziari riferibili alle rimesse di etnie radicate in Italia su Ip comunitari che presentano un grado di collaborazione attiva spesso insufficiente.

Consulta il rapporto della Banca d’Italia

Uif Banca d’Italia: in aumento le segnalazioni di operazioni sospette. Si riduce il contributo degli intermediari finanziari ultima modifica: 2016-07-07T15:54:51+00:00 da Redazione

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