Uif: online il piano strategico per il triennio 2023-2025

Uif LogoL’Unione di informazione finanziaria per l’Italia (Uif) ha presentato oggi il piano strategico per il triennio 2023-2025, che contiene 5 obiettivi strategici e i relativi obiettivi intermedi, che concorrono alla loro realizzazione.

Il riassetto organizzativo approvato nel 2022 consente un ulteriore sviluppo delle specializzazioni interne e la razionalizzazione e l’ottimizzazione dei processi dell’Unità. Il servizio valorizzazione delle informazioni e innovazione tecnologica previsto dalla riorganizzazione supporterà le attività operative dei servizi normativa e collaborazioni istituzionali e operazioni sospette e assicurerà la realizzazione di metodologie evolute per la classificazione e la selezione delle informazioni; la costituenda Divisione deputata agli scambi informativi con le Fiu, anche mutuando metodiche in uso per l’analisi delle segnalazioni sospette, potrà ulteriormente valorizzare il patrimonio di informazioni acquisite dall’estero; una nuova divisione sos consentirà una più equilibrata distribuzione dei carichi gestionali e operativi.

I 5 obiettivi del piano strategico 2023-2025

Nel piano strategico per il triennio 2023-2025 l’Uif si è data 5 obiettivi:

  • Aumentare l’efficacia dell’attività di analisi finanziaria dell’Unità a fronte dell’ampliamento del patrimonio informativo, delle innovazioni tecniche, dell’integrazione internazionale.
  • Favorire la collaborazione dei destinatari degli obblighi antiriciclaggio al fine di contribuire al miglioramento della qualità delle segnalazioni.
  • Estendere il perimetro e il contenuto della collaborazione con altre autorità competenti per supportare le analisi della Uif e contribuire all’azione preventiva e repressiva degli altri organi.
  • Potenziare la comunicazione su attività, risultati, rischi e proposte, attraverso iniziative informative e pubblicazioni, per aumentare il grado di accountability dell’Unità.
  • Partecipare alla definizione di policy, standard e regole internazionali ed europee e sviluppare la collaborazione operativa internazionale, anche nella prospettiva dell’avvio dell’Amla.

Il supporto alle attività di policy e regolamentari

La Uif ha sviluppato un’elevata capacità di partecipare e supportare attività di policy e regolamentari, a livello nazionale ed europeo; si pone come riferimento per la definizione di forme più ampie di collaborazione e per l’impulso a un sistema sovranazionale di analisi e controlli. “La reputazione acquisita in questi anni rende l’unità un partner di riconosciuta rilevanza da parte di numerose autorità, anche esterne al sistema di prevenzione (Anac, segreteria Pnrr, cabina di regia per il monitoraggio dell’attuazione delle disposizioni in materia di bonus edilizi, agenzie di informazione per sicurezza dello Stato, reparti operativi speciali dei Carabinieri, scuola nazionale dell’Amministrazione). L’autorevolezza nelle sedi internazionali contribuisce a rafforzare il ruolo della Uif nella progettazione del futuro sistema incentrato sull’Amla”, si legge nel piano strategico dell’Unione di informazione finanziaria per l’Italia.

Come sono cambiate le segnalazioni di operazioni sospette

Negli anni è mutato il profilo delle segnalazioni sospette. “Da una parte esse contengono una rappresentazione molto più articolata e dettagliata delle operatività (anche in ambiti nuovi e specializzati), dall’altra risentono del maggior ricorso dei soggetti obbligati a sistemi automatici di identificazione delle anomalie, spesso non supportati da successive valutazioni di significatività; tale fenomeno assume rilevanza sistemica negli ambiti in cui il rapporto fra intermediari e cliente è particolarmente debole (es. giochi on-line e carte prepagate) per cui il confine fra anomalia e sospetto è spesso incerto”, si precisa nel piano strategico dell’Uif. La crescente ricchezza del patrimonio informativo comporta l’intensificarsi dei rapporti con gli organi investigativi; altrettanto intensa è la collaborazione con l’autorità giudiziaria e, in particolare, con la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, spesso attinente a vicende di elevatissimo spessore criminale. “Ambiti finora caratterizzati da minore impatto operativo, quale quello dei congelamenti e delle altre misure di contrasto all’attività di Paesi che minacciano la pace e la sicurezza internazionale, hanno assunto un rilievo molto significativo e continuano a espandersi in relazione al conflitto avviato dalla Russia in Ucraina; assume rilievo, anche alla luce delle deleghe attribuite all’unità dal Comitato di sicurezza finanziaria, il ruolo della Uif nell’azione di individuazione e blocco di ingenti patrimoni detenuti da persone e imprese vicine alla oligarchia russa. A livello internazionale si va delineando in tale ambito un potenziamento del ruolo delle fiu, con effetti di cui tenere conto nell’immediato”, prosegue.

Rischio di riciclaggio resta significativo

In Italia il rischio di riciclaggio permane molto significativo, con un’elevata incidenza delle condotte illecite riconducibili a corruzione, estorsione, evasione e reati tributari, usura, narcotraffico, reati fallimentari e societari. “Il campo di azione criminale si è ampliato anche perché la pandemia e la conseguente crisi economica hanno aperto occasioni di sfruttamento delle ingenti risorse pubbliche messe in campo, a sostegno dell’economia, sia dall’Italia che dall’Europa. Le ulteriori ingenti disponibilità previste dal Pnrr e i negativi impatti economici conseguenti all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia accrescono il rischio di illeciti a danno di cittadini e imprese. Resta centrale, in questo quadro, il ruolo delle organizzazioni criminali italiane e straniere, in grado di assicurare la continua evoluzione di tecniche e processi funzionali all’occultamento di risorse anche in danno dell’erario e la movimentazione e il reinvestimento di capitali di provenienza illecita; l’accesso ad ampissime reti relazionali, interconnesse anche con ambienti non strettamente criminali, consente inoltre di incidere spesso anche su processi decisionali pubblici”, chiarisce l’ Unione di informazione finanziaria per l’Italia.