Uif: segnalazioni operazioni sospette +23% nel 2021. Il 33% da intermediari finanziari non bancari

Uif LogoLe segnalazioni di informazioni sospette sono salite del 23,3% nel 2021. Lo scorso anno la Uif (Unità di informazione finanziaria per l’Italia) ha ricevuto dagli operatori 139.524 segnalazioni di operazioni per le quali “sanno, sospettano o hanno motivi ragionevoli per sospettare che siano in corso o che siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo o che comunque i fondi, indipendentemente dalla loro entità, provengano da attività criminosa“.

Nel dettaglio, dopo l’aumento del 32,4% registrato nel primo semestre, le 69.401 segnalazioni di informazioni sospette (sos) ricevute nei mesi da luglio a dicembre confermano il perdurare di una dinamica importante, con un aumento del 15,2% nel confronto con i corrispondenti mesi del precedente anno.

L’incremento semestrale ha interessato sia le segnalazioni di riciclaggio (68.954, +15,4%) sia quelle di voluntary disclosure, che sono tornate ad aumentare (da 178 unità a 201); la componente relativa al finanziamento del terrorismo ha registrato una lieve riduzione (da 267 a 243 sos).

Importi superiori a 47 mld

Gli importi delle operazioni segnalate hanno superato i 47 miliardi di euro (circa 44 miliardi quelli relativi alle operazioni effettivamente eseguite), contro gli oltre 49 miliardi nel secondo semestre del 2020.

Nel periodo considerato l’unità ha analizzato e trasmesso agli organi investigativi 69.659 segnalazioni (60.457 nell’analogo periodo del 2020; +15,2%), registrando il risultato più elevato ottenuto in un semestre, e ha adottato 11 provvedimenti di sospensione di operazioni sospette per un valore di 5,7 milioni di euro.

Milano e Roma tra le città con più segnalazioni

I maggiori incrementi in termini assoluti si rilevano per le segnalazioni di informazioni sospette riferite a operazioni effettuate in Lombardia, nel Veneto, nel Lazio, in Piemonte, Toscana e Trentino-Alto Adige; si registra una contenuta diminuzione in Campania. A livello provinciale, Milano, Prato, Roma, Trieste e Imperia si collocano ai primi cinque posti per numero di segnalazioni di operazioni sospette in rapporto alla popolazione.

Dagli intermediari finanziari non bancari il 33% delle segnalazioni

Rispetto al secondo semestre 2020 il contributo alla crescita delle sos è principalmente imputabile al comparto degli intermediari finanziari non bancari, a cui è ora ascrivibile il 33,4% delle segnalazioni (26,0% nel 2020). Banche e Poste hanno effettuato minori segnalazioni (- 1,7%), riducendo la loro incidenza dal 63,9% al 54,5%. Il contributo del comparto non finanziario si è portato dal 10,1 al 12,0%.

Sul totale delle segnalazioni non riconducibili a banche e Poste, la componente maggiore è ascrivibile agli Ip (33,8%) e agli Imel (29,8%), seguiti dai prestatori di servizi di gioco (13,8%) e dai professionisti (7,6%). La notevole crescita degli Ip (da circa 5.100 a quasi 10.700 segnalazioni) è determinata dalle sos inoltrate dai money transfer, che sono più che raddoppiate rispetto al secondo semestre del 2020 (da 4.738 a 9.900) e che riportano complessivamente 303.234 operazioni sospette principalmente effettuate con controparti ubicate in Senegal, Romania, Albania e Marocco (complessivamente il 41,3% degli importi sospetti trasferiti).

Nel 2021 oltre 500 richieste dall’autorità giudiziaria

L’attività di collaborazione della Uif con l’autorità giudiziaria si è mantenuta elevata: nel 2021 l’Unità ha ricevuto complessivamente 510 richieste dall’A.G. e ha trasmesso 1.463 informative, dato quest’ultimo che segna un notevole incremento rispetto allo scorso anno.

Nel secondo semestre del 2021 sono pervenute alla Uif  910 richieste o informative spontanee da omologhe autorità estere, in aumento rispetto al semestre precedente, e oltre 11.000 segnalazioni cross-border da Fiu della Ue. Le richieste inoltrate ad altre Fiu sono state 310. Il graduale allentamento delle restrizioni dovute alla pandemia ha consentito l’avvio di sette verifiche ispettive, anche nei confronti di tipologie di operatori non finanziari sinora mai ispezionati. Sono stati avviati altresì quattro controlli cartolari nei confronti di intermediari attivi nel settore dei finanziamenti “covid-19”.