Umbria: la Cna propone la costituzione di un unico confidi regionale

Il tema evidenziato, spiega una nota della Cna, è stato sviluppato partendo da un incrocio dei dati più recenti sull’andamento del credito in Umbria con quelli presentati in una affollatissima assemblea sul tema medesimo tenutasi a Perugia un anno fa.

La relazione di Giannangeli ha tracciato i contorni di un quadro ancora negativo nel quale si trovano ad operare le micro piccole imprese e l’artigianato, partendo da riflessioni generali di scenario.

Il direttore si è posto 2 domande, partendo da alcuni dati di fatto. “Cosa è possibile fare perché le banche tornino a ridare liquidità alle imprese? E al riguardo, possono ancora avere ruolo e funzione i sistemi di garanzia?”.

I due quesiti ovviamente ne sottintendono altri tra cui come tutti possiamo cambiare atteggiamento e strumentazione per dare quelle risposte che le imprese si attendono pere ottenere il credito necessario alla tenuta ed allo sviluppo delle loro attività.

La relazione ha lanciato una sfida al riguardo: la CNA è disposta a mettersi in discussione, facendo un passo indietro rispetto al proprio particolarismo lanciando una proposta su cui è già impegnata a confrontarsi con le altre organizzazioni di impresa, per semplificare la strumentazione di garanzia esistente, andando a creare un polo di garanzia intersettoriale, assumendo come assodato che per il segmento delle micro piccole imprese di ogni settore e comparto ancora lo strumento ha una sua forte validità per le finalità ricordate, in grado anche di fornire un servizio al mondo bancario, attraverso la conoscenza profonda dei settori e le competenze accumulate in quasi 40 anni di esperienza.

La novità rispetto a percorsi rimasti incompiuti sarà quella che si dovrà mettere da parte di tutti sul tavolo non solo la disponibilità politica ma anche disponibilità finanziarie riconoscibili, con la destinazione esclusiva di fornire garanzie agli affidamenti bancari per le piccole imprese.

I motivi per lanciare questo sasso in piccionaia stanno tutti nella accelerazione subita dal processo di avvitamento su se stesso del sistema economico, specialmente riferito alle piccole imprese che sta perdendo pezzi anche importanti, anche con buone possibilità di sviluppo.

La tavola rotonda, alla quale ha partecipato anche il presidente di Fidimpresa Giancarlo Cardinali ha dato risposte varie ai quesisti, dando comunque atto a CNA di aver rimesso l’accento su di un problema importante e riconoscendo a Fidimpresa Umbria un reting alto, in professionalità e competenza.

Illustrando ciascuno il proprio angolo di visuale tutti si sono dichiarati disponibili a esaminare a fondo la proposta una volta che sarà sostanziata dando anche modo di illustrare alcuni interventi di particolare qualità per le imprese esportatrici (Unicredit) o rivendicando la capillare presenza sul territorio in cui operano, in modo quasi esclusivo (Cariorvieto) ricordando anche come le banche locali all’inizio della crisi abbiano fatto fronte al disimpegno delle maggiori banche nei confronti della piccola impresa (Crediumbria).

L’Assessore Regionale Riommi nel suo intervento, ha brevemente ricordato come quello della garanzia sia un problema da anni all’attenzione.

Alcuni progetti di costruzione di un sistema regionale di garanzia per svariati motivi si sono arenati o hanno perso di intensità, ben venga dunque il rilancio della CNA perché sicuramente è condivisa la necessità di una semplificazione radicale dei confidi, come del resto la messa in campo della volontà di mettersi in gioco anche con risorse proprie.

Riommi ha tenuto a ricordare come il panorama umbro degli istituti di credito sia in qualche modo problematico per le imprese del territorio brevemente accennando anche ad una auspicata soluzione rispetto al problema dell’unica banca regionale veramente dimensionata che sarebbe un delitto perdere.

L’assessore ha anche condiviso come la banca resti l’unico strumento a misura delle piccole imprese e si è dichiarato disponibile a ragionare  seriamente su proposte concrete per vedere quale possa essere il ruolo del pubblico e dei suoi strumenti nei confronti del polo ipotizzato.

L’intervento conclusivo è stato quello del direttore generale delle Casse dell’Umbria Bovi che ha dato atto alla CNA di aver già concretizzato alcune risposte rispetto al problema della sopravvivenza delle piccole imprese, citando due casi eccellenti che la sua banca ha portato a modello a livello nazionale: uno nel settore della meccanica fine, citando sia NCM e il Polo Areonautico dell’Umbria di cui è Presidente Renato Cesca, Presidente della CNA, e l’altro nel settore arredo casa più tradizionalmente legato all’artigianato in cui oltre venti imprese, facendo rete, hanno iniziato un percorso originale di promozione delle loro produzioni sotto la presidenza di Roberta Datteri.

Il Direttore ha voluto dunque riconoscere il ruolo insostituibile svolto dall’organizzazione di sensibilizzazione e di promozione di iniziative tra le piccole imprese, nel contempo dando piena disponibilità ad esaminare un progetto serio di polarizzazione del sistema di garanzia rispetto al quale ha annunciato la ridefinizione ormai pressoché ultimata di convenzioni che riconoscono ancora importante per la banca e per le imprese il ruolo della garanzia.

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Umbria: la Cna propone la costituzione di un unico confidi regionale ultima modifica: 2013-07-01T17:37:58+00:00 da Flavio Meloni

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