UMCI, Zaccheo: “Le nostre chiavi di lettura del mercato sono qualità e trasparenza”

L’Unione Mediatori Creditizi Italiani nasce nel 2004 con l’obiettivo di aggregare mediatori, di medio e piccole dimensioni, fornendo loro i servizi necessari per lo svolgimento della propria attività. Oggi è una delle principali realtà indipendenti nel mondo della Mediazione del Credito, riconosciuta dal mercato e dalle banche come qualificato punto di riferimento.
L’UMCI, costituendo un polo di grande forza contrattuale, offre ai propri aderenti non solo prodotti creditizi e assicurativi di elevato standard, ma anche strumenti telematici e procedure all’avanguardia.
Il motto è “qualità e trasparenza”, ma anche innovazione, sia tecnologica sia culturale.
Per saperne di più ci siamo rivolti a Stefano Zaccheo, direttore commerciale della società, al quale abbiamo anche voluto chiedere come si sta evolvendo il mercato della mediazione creditizia.

“Che il mercato stava cambiando ce ne siamo accorti ben oltre un anno fa – ha spiegato Zaccheo –. Per questo, nel settembre 2008, convinti che era iniziata una metamorfosi di straordinaria portata, abbiamo deciso di riconsiderare la nostra posizione e la nostra funzione come rete nazionale di supporto ai mediatori creditizi. La sfida del cambiamento si sostanziava, e si sostanzia, nel coniugare le legittime esigenze di trasparenza bancaria verso il mercato, con la rivisitata figura professionale del mediatore creditizio, in virtù della legge 88 del 2009. In termini pratici significa che la Banca D’Italia sta assumendo il controllo di tutta la filiera e le banche sono considerate direttamente responsabili dell’operato dei mediatori che distribuiscono i loro prodotti sul mercato. Dobbiamo poi considerare che questa riforma è andata a coincidere con la profonda crisi del settore finanziario internazionale che ha fatto lievitare i livelli d’insolvenza di tutte le banche, anche sul nostro mercato. Ne consegue che le grandi reti di distribuzione, come la UMCI, non sono più viste come un moltiplicatore di contatti distributivi che genera volumi di produzione, ma attentamente valutate in funzione della loro capacità di monitoraggio, controllo e filtraggio dei flussi operativi, per garantire, in primo luogo, qualità della produzione”.

 

E quindi, come è orientata oggi la UMCI sul mercato?
Le nostre chiavi di lettura del mercato sono “qualità” e “trasparenza”. La prima è il risultato di un processo di acquisizione e di lavorazione delle operazioni da parte della rete UMCI che deve garantire alle banche partner gli standard di produzione attesi; la seconda deve esprimere un corretto processo di comunicazione verso la clientela finale, in linea con quanto richiesto dalla Banca D’Italia e, aggiungerei, dall’osservanza di una corretta e condivisa etica professionale. Il modello che stiamo adottando sul mercato ha come obiettivo prioritario quello di accorciare la filiera distributiva e si sostanzia nell’apertura di Centri Consulenza Creditizia, dislocati sull’intero territorio nazionale con logica provinciale o comunale, attraverso i quali esercitare le funzioni di controllo e sviluppo.

Che cosa sono esattamente i Centri Consulenza Creditizia?
Sono dei centri operativi autorizzati a utilizzare il brand UMCI per essere facilmente identificabili sul territorio. Sono strutture autonome da un punto di vista giuridico, che stiamo selezionando e implementando rapidamente sul territorio, delle quali rispondiamo direttamente per trasparenza e correttezza dell’operato. Veri punti di riferimento della nostra organizzazione sui quali stiamo concentrando tutte le nostre attenzioni per garantire un sano sviluppo della rete. Non solo vengono supportati in termini di continua assistenza e formazione, ma sono posti al centro di una serie di attività innovative volte ad acquisire clientela prime sul mercato.

Che intende per attività innovative?
Tutti vogliono acquisire la clientela prime, a cominciare dalle banche. Dunque stiamo parlando di un target di mercato molto ambito e popolato di concorrenza, dove i canali tradizionali, sempre più affollati, danno sempre minori risultati. Quindi si rende necessario adottare nuove strategie di contatto volte ad anticipare la domanda nella fase incipiente. Il canale web ad esempio, con una platea che ha raggiunto in Italia i 28 milioni di utenti, offre ottime opportunità d’intercettare clientela di elevato standing. Ma l’utente italiano è molto esigente e desidera forme di assistenza personalizzata. Ciò è reso possibile nella nostra strategia, proprio grazie all’intervento qualificato sul territorio dei Centri Consulenza Creditizia della UMCI, pronti ad intervenire in modo diretto sul potenziale cliente intercettato su internet.

Innovazione e tradizione?
Si, ha colto nel segno. Crediamo molto in questa formula. Un mix fatto d’innovazione e selezione preventiva dei canali di contatto, attraverso un’importante funzione di marketing commerciale messo a disposizione dalla direzione della UMCI, e una forte presenza tradizionale sul territorio grazie ai Centri Consulenza Creditizia. Anche sul versante dell’offerta bancaria bilanciamo sistemi innovativi e tradizionali, facendo convivere sistemi di gestione accentrata sul nostro back-office, e sistemi di gestione locale in cui le operazioni vengono istruite direttamente dai Centri Consulenza Creditizia, dalle direzioni territoriali o le filiali delle banche partner.

È un modello complesso, come riuscite a gestirlo?
In primo luogo con una forte componente informatica. Tutti i processi sono governati da un sistema gestionale, di cui vengono dotati tutti i Centri Consulenza Creditizia, che ci consente di tenere sotto controllo tutti i prodotti e tutte i flussi di lavoro quotidiano proposti alla clientela e canalizzati alle banche. In secondo luogo con un contatto continuo della nostra rete commerciale, fatto direttamente dai responsabili delle aree (nord, centro e sud Italia, ndr). Se vuole, ancora una volta, innovazione tecnologica e una sana tradizionale componente umana!

Quali sono i prodotti offerti al mercato attraverso la vostra rete?
In primo luogo quelli finanziari destinati alla famiglia, con un mix composto da mutui, prestiti e cessioni del quinto, e una ricca offerta di prodotti assicurativi complementari. Inoltre, attraverso il supporto di un’altra società del nostro gruppo, la Union Corporate Spa, è disponibile anche un canale di qualificata consulenza per la finanza aziendale.

Un’ultima domanda, quali sono i programmi di sviluppo della UMCI?
Ad oggi sono circa 40 i Centri che hanno riconosciuto questo accreditamento e saranno 60 entro la fine del corrente anno. A regime abbiamo pianificato un tetto massimo di 150 Centri, che stimiamo di definire entro il primo semestre del 2011. Non vogliamo correre eccessivamente poiché il modello che stiamo implementando non ha precedenti in Italia. Quindi la selezione e la scelta delle strutture partner sul territorio è strategica, ne va della nostra immagine e della credibilità di tutto il progetto. Inoltre abbiamo esigenza di testare altre nuove iniziative che stiamo mettendo in campo, per poi estenderle in modo progressivo alle nuove strutture che si uniranno a noi. Da ultimo, a testimonianza del nostro impegno, stiamo avviando il processo di certificazione della qualità ISO 9001. Non a caso il nostro pay-off è “trasparenti per natura”.

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UMCI, Zaccheo: “Le nostre chiavi di lettura del mercato sono qualità e trasparenza” ultima modifica: 2009-10-11T14:48:12+00:00 da Flavio Meloni

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