Un nuovo competitor per gli operatori della mediazione creditizia: il commercialista

È ben nota, infatti, la contestazione della categoria dei dottori commercialisti verso i promotori finanziari e le banche, quando nel 2010 la III Sezione del TAR Lazio respinse il ricorso presentato dai commercialisti ed esperti contabili in merito all’annullamento del DM 206/2008, che in attuazione della direttiva Mifid (2004/39/Ce) disciplina i requisiti di indipendenza e professionalità dei consulenti finanziari, perché il legislatore non li escluse dall’elenco delle figure professionali esonerate dalla prova valutativa, indispensabile a svolgere le attività riservate ai consulenti.

La loro protesta avrebbe dovuto concretizzarsi nella primavera di quest’anno, con la nascita della Banca dei Commercialisti, oggi rimandata, dal momento che non è stato raggiunto il capitale minimo di 25.100.000,00 euro.

Se Giuseppe Russo, responsabile operativo della banca, tiene a precisare che il progetto rientra nella funzione topica della categoria, “da sempre stabile e qualificata interfaccia tra piccoli imprenditori, banche e amministrazioni finanziarie”, è altrettanto opportuno rilevare che il legislatore non ha in alcun modo chiarito nel D.lgs. 141/10 quale sia la posizione dei commercialisti rispetto agli adempimenti del decreto in questione.

Anzi, stantibus rebus, il dottore commercialista può, secondo i disposti di legge oggi in vigore, offrire alla propria clientela consulenza anche sui prodotti finanziari. Quello che però preoccupa i mediatori creditizi è dato come sempre dalla consuetudine di interpretare in maniera libera i dettami di legge, allargandone gli ambiti di attuazione. Accade così che oggi un dottore commercialista iscritto al proprio albo, non si limiti a offrire consulenza finanziaria, ma accompagni il cliente anche in banca, invadendo così un territorio di competenza esclusiva del mediatore creditizio e non del commercialista. Ovvero oggi il dottore commercialista svolge l’attività nelle stesse modalità in cui la mediazione creditizia veniva svolta negli scorsi anni, vanificando così l’obiettivo del legislatore: tutelare i professionisti del settore e, in primis, il consumatore.

Il D.Lgs. 141/10 non regolamenta, purtroppo, il modus operandi dei dottori commercialisti nell’ambito della consulenza finanziaria. Pertanto, oggi spesso il dottore commercialista svolge l’attività di mediatore creditizio, bypassando tutti i disposti di legge vigenti, sanciti dal legislatore e che è costato anche il sacrificio di diversi e numerosi operatori del settore.

Occorre, poi, rilevare che si è in presenza di due categorie di professionisti (dottore commercialista e mediatore creditizio) che l’ordinamento giuridico regolamenta con strumenti e obiettivi differenti. È infatti palese che per essere dottore commercialista non è necessario essere mediatore creditizio e per essere mediatore creditizio non è indispensabile essere dottore commercialista. A questi ultimi viene infatti riconosciuta “competenza tecnica in materia finanziaria”: l’art. 53 del DPR 10/10/1994 n. 645 “tariffa professionale del dottore commercialista” disciplina espressamente gli onorari e connesse fattispecie relative alla “competenza finanziaria”, ma nessun riferimento è riportato in merito alla mediazione creditizia.

Ricordiamo che ai soli soggetti mediatori creditizi, iscritti nell’appositoelenco secondo le modalità previste dal citato D.Lgs., è riservata l’attività di “mediazione o di consulenza nella concessione di finanziamenti” da parte di banche o di intermediari finanziari, ovvero tutte quelle attività attinenti a far concludere un affare finanziario. Le attività del dottore commercialista sono e devono restare distinte e limitate a indipendenti valutazioni di ordine finanziario.

Si rende quindi indispensabile, attraverso un nuovo intervento degli organi preposti, sancire una incompatibilità e differenza di fondo e di sostanza tra le due professioni: qualora il dottore commercialista intenda svolgere anche l’attività di mediatore creditizio, dovrà adempiere ai disposti di legge vigenti in materia, quindi compiere una evidente scelta di campo.

Giovanni Sozio, presidente Assofinmed

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Un nuovo competitor per gli operatori della mediazione creditizia: il commercialista ultima modifica: 2013-05-21T16:05:12+00:00 da Flavio Meloni

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