
UniCredit ha sottoscritto un accordo non vincolante per la cessione di una parte delle attività della propria controllata russa AO Bank, con l’obiettivo di rifocalizzare le attività nel Paese nel comparto dei pagamenti internazionali, in prevalenza in euro e dollari Usa, per clientela corporate occidentale e russa non soggetta a sanzioni.
Il perfezionamento dell’operazione è atteso nel primo semestre del 2027 ed è subordinato alla sottoscrizione degli accordi vincolanti, all’attuazione dello spin-off e all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni da parte delle autorità regolamentari competenti.
I termini dell’accordo
I dipendenti di AO Bank beneficeranno di una transizione accelerata che porterà alla creazione di due banche distinte con strategie e obiettivi chiaramente definiti. L’operazione prevede lo spin-off di una parte delle attività di AO Bank in una nuova entità separata (new bank), seguito dalla cessione di AO Bank con le restanti attività (remaining bank) all’acquirente.
Al completamento dell’operazione, UniCredit deterrà il 100% della new bank, mentre l’acquirente deterrà il 100% della remaining bank.
Il gruppo precisa che l’acquirente “è un investitore privato consolidato con sede negli Emirati Arabi Uniti, con relazioni di lungo corso con la comunità istituzionale e imprenditoriale locale, in relazione al quale UniCredit ha effettuato le previste verifiche di conformità” e che le parti collaboreranno “per finalizzare la struttura dell’operazione, gli accordi correlati e la comunicazione al mercato nei tempi opportuni”.
Gli impatti dell’operazione
UniCredit prevede che l’operazione genererà un beneficio complessivo sul capitale di circa 35 punti base: “un impatto negativo al closing di circa 20–25 punti base sarà più che compensato dalla riduzione della perdita residua nello scenario estremo a circa 30–40 punti base rispetto ai circa 93 punti base calcolati al primo trimestre 2026 ed escludendo le soglie regolamentari”.
Prevede inoltre che l’operazione comporterà un impatto negativo cumulato a conto economico di circa 3,0– 3,3 miliardi di euro, inclusi circa 1,6–1,8 miliardi di euro derivanti dall’effetto della riserva cambi (voce non monetaria senza impatto sul capitale) sul conto economico.
L’accordo non avrà impatti sulla distribuzione agli azionisti, “in quanto i relativi effetti saranno esclusi dalla definizione di utile netto ai fini distributivi”, né sugli obiettivi di utile netto del piano UniCredit unlimited 2028–2030, “in quanto eventuali fattori negativi aggiuntivi rispetto a quelli già incorporati nelle assunzioni saranno compensati”.























