Unicredit: approvati i risultati del quarto trimestre 2012

Il notevole calo dei costi operativi, scesi del 2,9% a/a, è stato possibile grazie alle iniziative messe in atto dopo il lancio del Piano Strategico. Nel 2012 il rapporto costi/ricavi si e’ attestato al 61,8% al netto del riacquisto di obbligazioni. Nel IV trimestre del 2012, invece, il Gruppo ha chiuso con una perdita netta di 553 milioni, contro un utile di 114 milioni dello stesso trimestre del 2011. I ricavi sono pari a 5,7 miliardi (-5,6% a/a, -6,1% trim/trim), di cui 39 milioni da riacquisti. I costi operativi sono stati pari a 3,7 miliardi (-2,7% a/a, -1,1% trim/trim), mentre il margine operativo lordo si attesta a 2 miliardi (-12,2% a/a, -13,5% al netto dei riacquisti). Torna anche il dividendo, proposto del Cda nella misura di 0,09 euro per azione (per il 2011 non era stato distribuito e per il 2010 era stato di 0,03 euro per azione), a valere sulle riserve. 

“Oggi UniCredit è molto più forte rispetto a un anno fa dal punto di vista del capitale, dello stato patrimoniale e della liquidita’ e puo’ guardare con fiducia alle sfide del 2013”. Queste le parole utilizzate da Federico Ghizzoni, ad di UniCredit, per commentare i dati relativi al 2012. “I risultati di UniCredit hanno mostrato una buona tenuta nel 2012, nonostante le persistenti difficolta’ del contesto economico mondiale. Questi risultati sono stati ottenuti grazie all’implementazione delleiniziative manageriali previste dal Piano Strategico, tra cui misure di contenimento dei costi, un’attenzione mirata agli attivi ponderati per il rischio e all’efficientamento dell’organizzazione aziendale. In Italia abbiamo raggiunto il più elevato rapporto di copertura dei crediti deteriorati e siamo in anticipo sui tempi di riorganizzazione della nostra rete di sportelli. Nel 2013 porteremo avanti con determinazione le nostre iniziative di rilancio della redditività. La decisione del Cda di proporre all’assemblea la distribuzione di un dividendo di 9 centesimi per azione vuole sottolineare la fiducia che nutriamo nella capacità di UniCredit di creare valore ricorrente per gli azionisti”.

RISULTATO DI GESTIONE STABILE GRAZIE AL CONTENIMENTO DEI COSTI

I risultati annuali e trimestrali del Gruppo hanno risentito sia delle difficoltà del contesto macroeconomico sia dei tassi d’interesse ai minimi storici. Per il 2012 UniCredit ha realizzato un utile netto di €0,9 miliardi (€0,8 miliardi normalizzato) 2. Buona la tenuta del margine operativo lordo nel 2012, attestatosi a +5,1% a/a (-3,2% al netto dei riacquisti), grazie alla semplificazione delle attività e alle misure di riduzione dei costi. Il margine d’interesse si è attestato a €14,3 miliardi nel 2012 (-6,3% a/a) e a €3,3 miliardi nel 4trim12 (-6,2% trim/trim). Le misure di repricing dei finanziamenti e le strategie di copertura dei tassi d’interesse hanno in parte assorbito l’impatto negativo del tasso Euribor a tre mesi, ora ai minimi storici (-16 pb allo 0,2% nel 4trim12), e gli effetti derivanti dalla bassa domanda di prestiti commerciali. Nel 4trim12 è stato confermato il continuo calo dei costi operativi (-2,7% a/a e -1,1% trim/trim), con una riduzione del 2,9% nel 2012 rispetto il 2011, grazie a iniziative di contenimento dei costi che hanno più che compensato l’aumento dei salari e le spese connesse all’Information Technology. Le misure di contenimento dei costi hanno inciso in modo rilevante sia sulle spese per il personale sia sulle altre spese, nel 2012 diminuite rispettivamente del 2,8% e del 3,2% sul 2011. L’organico è calato di oltre 4.000 FTE, principalmente in Europa occidentale, con una riduzione di oltre 1.500 FTE in Italia, ed è ora sceso a 156.354 FTE a livello di Gruppo. Le altre spese, tra cui quelle relative agli immobili, consulenza e marketing, vengono monitorate rigorosamente e, ove possibile, ottimizzate.

QUALITÀ DELL’ATTIVO E MIGLIORAMENTO DELLA COPERTURA IN ITALIA

Nel corso del 2012 la qualità dell’attivo del Gruppo ha risentito del difficile contesto macroeconomico, in particolare in Italia. Nell’ultimo trimestre si è operato trasversalmente per incidere sulla qualità dell’attivo e migliorare i rapporti di copertura, specialmente in Italia. La copertura dei crediti deteriorati del Gruppo è passata dal 42,7% a settembre 2012 al 44,8% a dicembre 2012. Nello stesso periodo, la copertura dei crediti deteriorati è passata in Italia dal 40,2% al 43,4%, portando UniCredit al livello più elevato tra i  concorrenti italiani. Di conseguenza, il rapporto crediti deteriorati netti del Gruppo è rimasto praticamente stabile nel 4trim12, fermo all’8,1% a fine esercizio.

Nel 4trim12, per migliorare i rapporti di copertura in Italia, UniCredit ha contabilizzato €2,1 miliardi di ulteriori accantonamenti su crediti, con un impatto sull’utile compensato dai €2 miliardi di rimborso di imposte su avviamento e altre attività immateriali. Tali accantonamenti hanno permesso di aumentare la copertura in alcune categorie specifiche: i mutui alle famiglie sono aumentati dal 32% al 37%, le piccole e medie imprese dal 41% al 45% e il Corporate and Investment Banking dal 34% al 42%.

Il management sta attivando azioni per minimizzare i flussi futuri di crediti deteriorati e il loro impatto sul conto economico, in particolare in Italia. Tra queste iniziative si annoverano: più rigorosi criteri per la concessione di nuovi prestiti, riduzione dei tassi di default sulle nuove operazioni, gestione attiva dell’attuale portafoglio in bonis, riduzione delle categorie di attivi a maggior rischio, gestione dell’attuale portafoglio dei crediti deteriorati, attraverso la ridefinizione della struttura organizzativa per una più sollecita gestione delle inadempienze (work-out).

NUOVA ORGANIZZAZIONE DEL BUSINESS E MISURE DI RIDUZIONE DEI COSTI

UniCredit sta lavorando su importanti iniziative di riduzione dei costi attraverso vari progetti, per un valore attuale netto totale di €1,8 miliardi. La nuova organizzazione strutturata su base nazionale (Project Gold) è ora operativa con lo scopo di efficientare ruoli e responsabilità, promuovendo processi decisionali più celeri, migliorare l’operatività e avvicinarsi ulteriormente alla clientela. In Italia la riorganizzazione ha condotto a una riduzione dei livelli gerarchici tra la filiale e l’Amministratore Delegato.

Procede la riorganizzazione della rete di sportelli italiana (Hub & Spoke)

È in corso la razionalizzazione della rete di sportelli italiana. A dicembre 2012, dei 3.611 sportelli interessati dal progetto Hub & Spoke, oltre 1000 sono ora di tipo Cash Light e Cash Less (erano 288 a gennaio 2011). È inoltre prevista la chiusura di altri 350 sportelli entro il 2015, con il parallelo rafforzamento dei canali alternativi.

Azioni di riduzione dei costi in Germania e in Austria

Le controllate tedesche e austriache stanno implementando attivamente le iniziative di contenimento dei costi del Gruppo con progetti specifici mirati a innovare i canali di vendita e riorganizzare le reti di sportelli. A seguito della crescente importanza dei canali alternativi, significativi sforzi sono stati attuati per la creazione di sportelli virtuali con consulenti dedicati (in Germania) e il rafforzamento dei servizi di multicanalità (in Austria). Queste iniziative porteranno alla riduzione di quasi 800 FTE in Germania e di circa 200 in Austria.

Progetto Newton

Il progetto Newton ha come scopo il conseguimento di elevati livelli di efficienza interna attraverso la valorizzazione del know-how di processo e degli asset tecnologici del Gruppo. Si prevede di realizzare risparmi complessivi di oltre €1,3 miliardi in dieci anni.

STRUTTURA PATRIMONIALE: STABILITÀ DEGLI INDICI E ULTERIORI AZIONI

Il Core Tier 1 del Gruppo a fine dicembre 2012 è pari al 10,84%, migliorato di 17 pb rispetto a settembre 2012, in particolare grazie alla riduzione degli RWA. Il CET 1 (Common Equity Tier 1), anticipando pienamente gli effetti di Basilea 3, è pari al 9,2%. La cessione della quota del 9,1% di Pekao perfezionata nel gennaio 2013 ha determinato un aumento di 13 pb secondo Basilea 3, mentre la cessione di ATF porterebbe a un potenziale incremento di ulteriori 8 pb. La riduzione degli RWA totali nella divisione CIB ha è stata pari a €32 miliardi a/a, mentre dal 2010 gli RWA sono stati ridotti di €53 miliardi prima dell’impatto di Basilea 2,5.

La vendita del 9,1% di Pekao ha avuto un impatto positivo sui coefficienti patrimoniali

A fine gennaio 2013, UniCredit ha ceduto il 9,1% circa di Pekao. UniCredit conferma il proprio pieno supporto a Pekao, che rimane centrale per il franchise e la strategia del Gruppo, mantenendo una partecipazione di maggioranza nella società, del 50,1%. Il collocamento permette a UniCredit di ottimizzare la ripartizione del capitale all’interno del Gruppo sostenendo la crescita organica in area CEE. Il corrispettivo è stato pari a circa €0,9 miliardi e ha comportato la realizzazione di una plusvalenza di circa €135 milioni interamente allocata a riserve di capitale essendo Pekao una società interamente consolidata da UniCredit, nonché un aumento del CT1 ratio pro-forma del Gruppo al dicembre 2012 pari a 20 pb secondo Basilea 2,5 e a 13 pb secondo Basilea 3.

Distribuzione di un dividendo straordinario di UniCredit Bank AG a UniCredit SpA

Dalla fusione con UniCredit, UniCredit Bank AG ha mantenuto un Core Tier 1 Ratio straordinariamente elevato (18,3% a dicembre 2012 prima della distribuzione di dividendi) rispetto ai concorrenti tedeschi e ai requisiti regolamentari. UniCredit Bank AG ha pertanto proposto all’assemblea degli azionisti la distribuzione di riserve di profitto per un corrispettivo totale di €1,0 miliardi oltre al dividendo 2012 di €1,5 miliardi. Anche dopo la distribuzione del dividendo, il Core Tier 1 Ratio di UniCredit Bank AG resterà a un alto livello del 17,4%, mentre il Core Tier 1 Ratio di UniCredit SpA migliorerà di 146 pb nel 2013.

Proposta di riorganizzazione del patrimonio netto di UniCredit SpA

Oggi, nell’ambito dell’approvazione del progetto di bilancio 2012, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato la riclassificazione e la riesposizione di alcune riserve positive e negative e ha definito, inter alia, una proposta di riallocazione della perdita 2011 da sottoporre all’assemblea dei soci 2013. In particolare, il Consiglio di Amministrazione ha approvato la riclassificazione di alcune riserve di capitale in riserve di utili, per un ammontare totale di circa €4,4 miliardi, sulla base di un approccio sostanziale che considera la natura e l’origine delle stesse, nonché la riesposizione di alcune componenti negative del patrimonio netto di UniCredit SpA, il cui valore totale rimarrebbe comunque invariato. Inoltre, all’assemblea dei soci verrà proposta la riallocazione a riserva sovrapprezzo dell’intera perdita registrata nel 2011, ripianata l’anno scorso mediante utilizzo di riserve statutarie, riserve di utili e, solo in parte, con la riserva sovrapprezzo. Questa riallocazione garantirebbe un’organizzazione più dinamica e lineare delle informazioni concernenti le riserve patrimoniali distribuibili della Società, permettendo a UniCredit SpA di perseguire la propria politica di remunerazione del capitale in modo più coerente e trasparente, mantenendo al tempo stesso un’elevata solidità patrimoniale, su base sia consolidata che individuale. Infatti, sia la riclassificazione delle riserve sia la riallocazione della perdita registrata nel 2011 non avrebbero alcun impatto sull’ammontare complessivo del patrimonio di UniCredit SpA, che resterebbe invariato.

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Unicredit: approvati i risultati del quarto trimestre 2012 ultima modifica: 2013-03-18T10:17:04+00:00 da Flavio Meloni

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