Unifidi Emilia Romagna, nel 2013 erogati 577 milioni

 

Unifidi LogoUnifidi Emilia Romagna ha presentato nei giorni scorsi il bilancio 2013, dal quale emerge che ben il 98% delle garanzie erogate sono state offerte a imprese del territorio, con particolare attenzione alle province colpite dalle calamità naturali degli ultimi 2 anni.

Il numero soci in continuo aumento (+ 2% nell’ultimo anno e ben + 15% negli ultimi 5) confermano, spiega una nota, la fiducia nello strumento rinfrancato dagli accordi con le banche del territorio, come mezzo ormai indispensabile a numerose imprese che rischierebbero di non trovare soluzione alle necessità di credito, in questo momento, dove la ripresa per alcuni settori sembra vedere una piccola luce. Unifidi Emilia Romagna, si conferma Il più grande confidi emiliano romagnolo, e tra i primi cinque in Italia per soci con ben 77.000 imprese aderenti e per garanzie su finanziamenti.

Settemila e 500 aziende hanno trovato risposta alle loro esigenze attraverso lo strumento di Unifidi, richiedendo e trovando risposta a 577 milioni di finanziamenti erogati nel 2013.

La fase emergenziale non è terminata, tutt’altro, non si assiste all’attesa inversione di tendenza sul fronte degli investimenti, ed inoltre il forte deterioramento del portafoglio in essere, costringe Unifidi ad accantonare prudenzialmente ingenti somme che pregiudicano i risultati di conto economico (perdita di 7,2mln€). Nonostante ciò Unifidi mantiene saldi i propri fondamentali patrimoniali con un patrimonio di vigilanza pari al 7,73% ben al di sopra dei requisiti richiesti da Bankitalia.

L’impegno di Unifidi è anche rivolto per la gestione di nuovi fondi assegnata dalla Regione Emilia Romagna assessorato alle Attività Produttive: Fondo Energia e Fondo StarER, nello specifico, i quali offrono la possibilità ad aziende impegnate nel settore green economy e della creazione di nuove imprese le quali beneficiano di forti incentivi sul fronte delle garanzie e del costo del denaro.

“Da una parte dobbiamo rispondere alle regole Bankitalia che costringono ad avere rischiosità basse – ha spiegato il presidente Sergio Capatti – e dall’altra le aziende peggiorano i loro valori a causa della crisi e noi dobbiamo continuare ad assisterle. Come fare? C’è una sola strada. Il pubblico deve sostenerci per poterci permettere perdite di bilancio di questi valori senza interrompere il credito alle imprese. L’unica cosa che non vogliamo fare è alzare l’asticella e metterci dalla parte di coloro che non si sporcano le mani. Chiediamo fondi utili a sostenere il nostro piano industriale che ha un solo obbiettivo, garantire le imprese senza intaccare il patrimonio. Se i tassi d’insolvenza continueranno con questo ritmo non sono ottimista per il futuro. Mancano pochi giorni alle elezioni europee, i fondi strutturali saranno la chiave per il prossimo futuro. I programmi europei devono sostenere il credito alle piccole imprese senza se e senza ma. La ripresa passa soprattutto da quella porta e noi sappiamo di poter essere la chiave giusta per aprirla”.

Il direttore generale Unifidi Domenico Menozzi, ha presentato i numeri del 2013, dove si evidenzia in particolare come la base sociale sia ormai eterogenea e riguardi le piccole e medie imprese artigianali e industriali ma vi siano ottimi numeri nei settori del commercio e dell’agricoltura. Un patrimonio di settanta milioni in crescita nonostante il momento di difficoltà generale. Il 2013 è stato un anno particolarmente difficile per Unifidi e già nei primi mesi dell’anno, in sede di verifiche trimestrali, si è evidenziato il progressivo deterioramento del portafoglio delle garanzie in essere, tale da pregiudicare i risultati economici e patrimoniali come definiti nel budget. Esso già conteneva obiettivi di razionalizzazione dei costi e di efficientamento della struttura, così come anticipato in occasione dell’assemblea dei soci dell’anno scorso. Le azioni correttive in corso d’anno sono riuscite a preservare il patrimonio di vigilanza.

Per quanto riguarda il 2014 Menozzi si sofferma sulle principali scelte strategiche, evidenziando come l’operatività futura dovrà impegnare una quantità di capitale significativamente inferiore.

L’obiettivo del budget 2014 è quindi quello di generare un rafforzamento del coefficiente di vigilanza prudenziale che potrà generare per gli esercizi futuri anche benefici di tipo economico e patrimoniale.

Anche se il momento è di grande difficoltà si guarda al futuro con ottimismo grazie alla consapevolezza della esperienza e della professionalità che è in grado di esprimere la struttura Unifidi.

Le associazioni di riferimento hanno lanciato forte il loro messaggio nelle parole prima di Enrico Amadei neo-segretario di Cna Emilia Romagna, il quale ha rimarcato il valore che Unifidi ha rappresentato e rappresenta per le Pmi nell’accesso al credito, affermando che la garanzia non è un business e come tale deve essere sostenuta dal “pubblico”, cosa che avviene in maniera sistematica in Europa. Una peculiarità di Unifidi è la partecipazione massiccia dei soci alla sua patrimonializzazione. Riconoscendo il ruolo di sostegno svolto in questi anni dalla regione Emilia Romagna e dal sistema delle Camere di Commercio chiede nel contempo di rinnovare ed intensificare gli sforzi anche per l’anno in corso e per i prossimi.

Sempre sul versante associativo,Tino Vaccari di Confartigianato Emilia Romagna, illustra i dati provenienti dalla Banca d’Italia dai quali si evince una riduzione del credito concesso alle piccole imprese in controtendenza rispetto alle grandi imprese che ottengono più credito ma anche maggiori agevolazioni ed incentivi.

Il neo presidente di Unioncamere, Maurizio Torreggiani, ha evidenziato l’importanza del ruolo di Unifidi come protagonista di un percorso di ristrutturazione del sistema dei confidi, accompagnato dal sistema camerale regionale che ha apportato importanti risorse a sostegno del ruolo dei confidi e per limitare i danni di questa crisi. “Proprio per il ruolo positivo svolto dai consorzi di garanzia in questi anni – ha spiegato Torreggiani – auspica quale prospettiva su cui lavorare, la possibile creazione in regione di un network fra i confidi maggiori/vigilati, che può significare ulteriori accorpamenti o solo nuove modalità di lavorare assieme. Per il prossimo futuro necessitano azioni straordinarie per la patrimonializzazione dei confidi, il ripensamento della filiera della garanzia e la semplificazione del Fondo Centrale di Garanzia”.

Particolarmente apprezzato l’intervento di Fabio Petri, presidente di Fedart Fidi, che raggruppa 130 confidi d’emanazione artigiana in tutta Italia, ha evidenziato le peculiarità eccellenti di Unifidi rispetto ad un panorama nazionale più preoccupante. La situazione attuale dei confidi appare molto complicata anche per effetto della crisi economica in atto. Il modello di confidi che ha sostenuto in questi anni le imprese nell’accesso al credito non solo è da rilanciare ma forse anche da ripensare. La legge di stabilità prevede finalmente risorse dirette per la patrimonializzazione dei confidi, sulle quali vigileremo per una tempestiva e corretta allocazione. Per quanto riguarda invece il fondo centrale di garanzia occorre migliorare le modalità di accesso con il superamento della valutazione pratica per pratica. Il ruolo dei nostri confidi rispetto al fondo centrale di garanzia deve diventare sempre più importante in quanto alle banche non conviene l’accesso diretto.

In chiusura l’atteso intervento del direttore dell’Assessorato Attività Produttive Morena Diazzi, la quale ha affermato che la regione ha rinunciato alla creazione di una propria finanziaria regionale scegliendo consapevolmente di favorire i consorzi fidi esistenti stimolandone la aggregazione. “Dal 2008 al 2013 le risorse messe a disposizione per il sostegno dei confidi sono state pari a 160 milioni di euro – ha sottolineato Diazzi -. Per quanto riguarda l’anno in corso, sono stati stanziati 10 milioni a favore dei confidi, ritenendo lo strumento idoneo di supporto alla Regione Emilia Romagna per affrontare le sfide importanti del territorio, su tutte il sisma, che ha costretto ad un notevole impegno finanziario per la ricostruzione. La Regione intende continuare a sostenere le imprese in una nuova stagione di investimenti fondamentale per la nostra economia. Le nostre imprese stanno facendo uno sforzo straordinario mostrando grossa capacità di innovazione che si concretizza con buone performance sull’export. Concludendo noi sosteniamo i confidi e attendiamo fiduciosi gli Istituti di Credito affinché non rinuncino al loro ruolo a fianco delle imprese che hanno prospettive e progettualità per il futuro”.

 

Unifidi Emilia Romagna, nel 2013 erogati 577 milioni ultima modifica: 2014-05-21T10:42:18+00:00 da Redazione

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