Unirec, nel 2018 crediti affidati a imprese associate in crescita del 15%

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Unirec LogoProsegue il trend di crescita del settore che vede i crediti affidati alle imprese associate a Unirec salire nel 2018 a 82,3 miliardi di euro con un aumento del 15% circa rispetto ai 71,4 miliardi del 2017. In parallelo, il totale dei crediti recuperati si stabilizza a 7,8 miliardi, con un ritmo di crescita più moderato che sfiora il 5% influenzato dai Non Performing Loans, la cui gestione diviene progressivamente più difficoltosa nel tempo.

Nel quinquennio 2014-2018 si evidenzia un aumento di quasi il 70% degli importi affidati all’esterno che rispecchia la particolare congiuntura economica del Paese.

Questa una delle principali tendenze che emerge dal IX Rapporto annuale di Unirec – l’Unione Nazionale Imprese a Tutela del Credito, aderente a Confindustria Sit, che riunisce oltre 200 aziende di servizi a tutela del credito, pari a oltre l’80% del settore in Italia- presentato oggi a Roma nel corso del convegno annuale “La gestione del credito 4.0: nuovi scenari normativi e innovazione tecnologica”.

Più nel dettaglio, per la prima volta, il report analizza le tre macroaree di business distinte in base alla committenza: Conto Terzi (C/III) Originator in cui il mandatario è il detentore originario del credito (ad es. società telefonica, utility, banca), Conto Terzi (C/III) Cessionario in cui il committente è un soggetto terzo che ha acquisito il credito da altri (ad es. un Fondo) e, infine, il Conto Proprio, nel caso in cui l’attività è finalizzata al realizzo del proprio portafoglio crediti.

Gli 82,3 miliardi di euro affidati nel 2018 si ripartiscono in maniera quasi simile tra Conto Terzi Originator (52%) e Conto Terzi Cessionario (48%), valore questo che rappresenta la quota di crediti deteriorati.Analizzando gli importi recuperati emerge che prevale nettamente il C/III Originator, con una performance media del 15%, rispetto al 3% del C/III Cessionario.

Tale differenza è da imputarsi al minor taglio medio e alla minore età delle pratiche affidate dagli originator (ticket medio di 1.346 euro) rispetto ai crediti affidati da un cessionario (ticket medio 5.673 euro), che spesso sono già stati lavorati precedentemente all’affidamento.

Anche nel 2018 la Pubblica Amministrazione si conferma essere il committente che a livello di importi affidati in Conto Terzi presenta il miglior tasso di recupero (44%), seguita dal settore commerciale (27%), dalle utilities e telecomunicazioni (16%) e dal settore assicurativo (15%). Il settore Bancario e quello Finanziario presentano, invece, una performance che si attesta rispettivamente a il 9% e il 7%.

Il rapporto illustra anche l’esistenza di un portafoglio complessivo di quasi 20 miliardi di euro (in crescita di circa 4 miliardi rispetto al 2017), gestito in Conto Proprio dagli operatori, con una performance media del 10%. La principale componente del portafogli è relativa ai crediti acquistati direttamente dal sistema bancario: 50% del totale con un ticket medio molto elevato e pari a 8.619 euro. D’altro lato, emerge che iltaglio medio più alto, pari a 53.000 euro, appartiene alla categoria dei crediti acquistati da altri Fondi di investimento (introdotta per la prima volta in questa edizione del rapporto) che identifica i portafogli acquisiti sul mercato secondario. Un altro aspetto di rilievo è che la quasi totalità dei crediti gestiti dalle imprese Unirec in Conto Proprio è unsecured, ossia priva di garanzie specifiche. Per il 2019 si prevede un aumento di queste posizioni, tra cui anche quelle secured.

A livello territoriale, e considerando solo il Conto Terzi, in continuità con gli anni precedenti, la maggior parte dei crediti affidati (36%) si concentra in quattro regioni: Lombardia (14%), Lazio (12%), Campania (10%) e Sicilia (9%). Le performance con riferimento agli importi recuperati vedono Lombardia e Lazio attestarsi al 12% (-2% la prima e +1% il secondo rispetto all’anno passato), la Campania al 10% e la Sicilia al 9%. Il primato delle regioni virtuose tocca al Molise (15%), seguito con il 13% dal Friuli. La perfomance peggiore si è registrata ancora una volta nelle Marche, che riportano un tasso di recupero medio pari al 6%. Tale distribuzione è sostanzialmente sovrapponibile a quella del portafoglio in Conto Proprio.

In linea con il biennio precedente gli importi affidati in Conto Terzi sono relativi per il 67% alle famiglie (B2C), per il 31% alle imprese (B2B) e per il 2% alla PA. Più in particolare l’81% di questi è stato gestito con operazioni di Phone Collection. Anche nel portafoglio Conto Proprio oltre la metà delle pratiche è gestita telefonicamente, mentre il Master Legal è utilizzato solo per operazioni con ticket più importanti e che superano mediamente i 22 mila euro.

Con riferimento alla suddivisione degli addetti del settore per tipologia di attività, viene rilevatol’incremento di oltre il 50% rispetto al 2017 del numero di impiegati nell’attività di Back-office amministrativo e la progressiva affermazione degli operatori Master Legal che seguono gli aspetti legali (circa 1.000 addetti pari al 6% del totale degli operatori). Tale trend evidenzia la necessità di competenze trasversali e specialistiche nella delicata attività del recupero crediti.

Per quanto attiene alle imprese associate a Unirec per la prima volta nel 2018 i ricavi delle aziende del settore superano il miliardo di euro; tuttavia la redditività operativa media sul fatturato è abbastanza contenuta e pari a circa l’8% dovuta ad un mercato fortemente concorrenziale. La curva di concentrazione del fatturato evidenzia, tuttavia, come circa l’83% di questo sia prodotto da un centinaio di impese, equivalenti a livello numerico solo al 20% del totale delle imprese registrate.

“Le nostre associate hanno gestito crediti nel 2018 per un valore pari ad oltre due volte il Pil di un Paese come la Giordania. Abbiamo assistito in questi anni a diverse dismissioni di portafogli e alla nascita di un mercato secondario dei npl. Ciò deriva dalla necessità delle banche di avere ratio di rischio più appropriati e in linea con quelli del sistema bancario europeo. Nel futuro vediamo un peso sempre più preponderante della tecnologia che potrebbe rivoluzionare il sistema di scoring del credito e delle attività operative e richiedere importanti investimenti nelle strutture ma anche nuove e articolate competenze degli addetti alla gestione del credito”, ha dichiarato Francesco Vovk, presidente di Unirec.