
Per andare incontro ai cambiamenti di mercato, ai nuovi equilibri interni del settore ed all’evoluzione della normativa che vede la nascita di nuovi intermediari vigilati da Banca d’Italia, l’Unirec, associazione dedicata alle aziende di gestione del credito, ha approvato il progetto di rinnovamento della governance associativa.
“Grazie a questo adeguamento l’associazione è ancor più in grado di accogliere ed interpretare in modo equilibrato gli interessi e le esigenze di tutti coloro che operano nel comparto della gestione del credito. Con l’approvazione di questo progetto sfidante, la cui attuazione ha richiesto un intenso lavoro di confronto con la base associativa, Unirec dimostra la propria capacità di evolversi e così rappresentare un mercato in continua trasformazione nella sua interezza. L’obiettivo è quello di rappresentare in modo compatto ed unito il settore in tutta la sua complessità innanzi alle Istituzioni”, ha dichiarato il presidente Marcello Grimaldi .
Cosa prevede la riforma: classi di fatturato più ampie e semplificazione della governance
La riforma prevede in modo ancor più chiaro rispetto alla previgente assetto statutario, che possono essere soci ordinari tutte le imprese o i consorzi di imprese operanti nel settore della gestione e tutela del credito, in possesso di regolare titolo autorizzativo per svolgere attività di gestione e recupero dei crediti, anche in sofferenza, informazioni commerciali.
In particolare, al fine di favorire la rappresentatività di tutti gli associati alla luce delle nuove regole statutarie, è stata prevista la ricalibrazione delle tre fasce in cui sono suddivisi gli associati ai fini dell’esercizio del diritto di voto in assemblea, prevedendo:
- classi di fatturato più ampie (fascia A dedicata alle aziende che fatturano fino a 3 mln, la fascia B per le aziende da 3 mln a 35mln e la fascia C da 35 mln a +50mln),
- un più ampio range di ponderazione dei voti, che tiene conto, in modo più aderente all’attuale contesto di mercato, delle diverse classi di fatturato.
Questo cambiamento associativo è accompagnato da una semplificazione della governance, con il consiglio direttivo che passa da 11 membri, incluso il presidente, a 9 membri, espressi dalle singole fasce di fatturato in modo più proporzionale rispetto al passato.
Valorizzare la numerosità delle aziende in rapporto alla singola fascia
La riforma disegna così un nuovo equilibrio che valorizza, da un lato, la numerosità delle aziende in rapporto alla singola fascia, dall’altro, il fatturato della singola impresa.
La rimodulazione delle fasce, precisa l’Unirec in un comunicato stampa, garantisce “una più adeguata rappresentanza degli interessi delle associate, sia in assemblea che in seno al consiglio direttivo. La revisione è infatti volta a meglio riflettere la diversificazione ed anche in definitiva le specializzazioni presenti nella base associativa. Al tempo stesso, il sistema garantisce comunque che nessuna fascia possa da sola esercitare potere decisionale”.
Rafforzare il ruolo dell’associazione
Lo scopo del nuovo sistema è quello di rafforzare il ruolo di Unirec “sia come punto di riferimento delle aziende del settore con un assetto organizzativo coerente con le esigenze di un mercato in continua evoluzione, che come attore in grado di rappresentare le istanze del settore sui tavoli istituzionali”.
L’associazione si impegna infatti ad essere il punto di collegamento tra aziende e istituzioni a livello nazionale ed europeo, grazie all’adesione a Fenca (la federazione europea del settore) e a seguire e monitorare lo sviluppo normativo ed economico del settore della gestione e tutela del credito. È inoltre attiva sul piano sociale tramite la Fondazione Unirec – Consumatori che ha adottato l’unico codice di condotta esistente in Europa per la gestione del credito.






















