Usa: green card a chi investe nel real estate

Mortgage 6Milleduecento stranieri hanno investito nel mattone newyorkese  600 milioni di dollari nel progetto di costruzione Hudson Yards; altri 1,154 investitori d’oltreoceano hanno versato 577 milioni nel Pacific Park di Brooklyn, conosciuto come “Atlantic Yards”; in 500 hanno impiegato 250 milioni di dollari nell’hotel-condo Four Season nel Financial District. La lista degli investitori è lunga, ma un particolare fa di loro una categoria a sé: per tutti si tratta di investimenti finalizzati a ottenere la famigerata Green Card statunitense.

Negli Stai Uniti, infatti, esiste un programma federale, chiamato EB-5, che permette agli stranieri che investono in progetti immobiliari americani di ottenere la Green Card con modalità e tempistiche vantaggiose rispetto alle procedura standard.  Uno strumento che esiste dal 1990 ma che ha riscosso successo soprattutto negli ultimi anni: nel 2010 furono concesse 1.885 Green Card, nel 2013 ben 8.564, il 354% in più e nel 2014 i dati del governo, aggiornati ad agosto, parlavano di oltre 10mila. Per il 2015, sembra sia già stato raggiunto il limite massimo! Numeri elevati che si spiegano facilmente: tutta la famiglia di chi investe, anche i figli minorenni, ha diritto al visto.

Il successo del programma EB-5 è presto spiegato: da un lato, porta considerevoli vantaggi all’investitore, che ottiene, nell’arco di poco più di due anni, Green Card per tutta la sua famiglia (figli minorenni inclusi); dall’altro, i costruttori a capo di progetti immobiliari hanno un canale aggiuntivo (soprattutto da quando molte banche hanno “chiuso i rubinetti”) per recuperare i fondi necessari ai lavori.

Come funziona il programma? “Il principio che guida il progetto è semplice – spiega David Finkelstein, ceo dell’American Immigration Group -. La ditta costruttrice ottiene 500.000 dollari da un investitore straniero e assume 10 lavoratori; se ottiene altri 500.000 dollari da un altro investitore, deve assumerne altri 10. Usiamo i costi di costruzione e altri costi variabili per determinare quanti posti di lavoro possiamo creare e, quindi, anche quanto possiamo raccogliere dagli investitori”. I numeri non sono precisi, ma nel 2013 solo nello stato di New York sono stati investiti 379 milioni di dollari attraverso il programma EB-5, il 19% del totale realizzato.

E sul fronte degli investitori? “Sono numerosi i clienti che assistiamo durante l’iter di acquisto di una proprietà a scopo di investimento – sottolinea l’avvocato Bruno Cilio della società di consulenza immobiliare internazionale Philip Mark International Realty -. Li guidiamo anche nella procedura volta all’ottenimento della Green Card, tramite avvocati specializzati proprio in questa branca e grazie ai contatti con i Regional Centers che si occupano dell’iter burocratico del programma EB-5. Quello che emerge e che contraddistingue questa tipologia di investitori, è la volontà sottesa all’investimento stesso: la priorità non è tanto il rendimento immobiliare, quanto la possibilità di dare ai figli un’opportunità”. 

Non a caso, la maggioranza degli investitori che sceglie di utilizzare il programma EB-5 proviene dall’Asia, dalla Cina in particolare. Si tratta per lo più di famiglie appartenenti alla classe medio-alta, che restano a vivere nel Paese d’origine, ma spesso hanno uno o più figli già negli Stati Uniti con un permesso di studio o in procinto di iniziare il college; l’investimento immobiliare diventa così una rendita, ma, soprattutto, un modo per dare ai loro figli la possibilità di rimanere a lavorare  negli Stati Uniti una volta terminati gli studi.

“Il programma è vantaggioso anche per i costruttori – continua l’avvocato Cilio – perché è uno strumento più economico, semplice, ma soprattutto trasparente, di raccogliere i fondi necessari per avviare un progetto di costruzione”. La strada principale per accedere al programma è costituita dai Regional Centers, organizzazioni regolamentate dagli uffici dell’Immigrazione statunitense (Uscis) che “individuano i progetti in grado di creare posti di lavoro, li sponsorizzano nei confronti degli investitori internazionali e ridistribuiscono i fondi raccolti attraverso l’EB-5, garantendo il rispetto delle leggi e delle regolamentazioni Sec – aggiunge Cilio –. La  difficoltà principale, per i developers, è avere la certezza che i soldi siano legittimi, e identificare gli investitori non è sempre cosa facile, può essere necessario ricorrere all’aiuto dell’immigrazione cinese”.

Infatti il programma EB-5 è sotto la lente di ingrandimento sulle questioni di trasparenza e controllo, e, sostiene  Peter D. Joseph, ceo di Invest in the Usa, “c’è la volontà di aumentare la collaborazione tra le parti, il ramo del Dipartimento Casa e Sicurezza Unites Staes Citizenship and Immigration Services, alla guida del progetto EB-5, e le altre commissioni del governo, per armonizzare e aumentare gli accertamenti”.

Con un unico strumento gli Usa attirano investimenti stranieri, danno sostegno al settore immobiliare, creano posti di lavoro e controllano i flussi migratori.

Usa: green card a chi investe nel real estate ultima modifica: 2015-07-07T11:13:46+00:00 da Redazione

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