Usura, estorsione e truffa: a Roma la Guardia di Finanza sequestra beni per 5 milioni

Gdf, Guardia di Finanza Usura Frode Fiscale Abusivismo finanziarioAmmonta complessivamente a 5 milioni di euro il valore dei beni sequestrati dai militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma su ordine del Tribunale, Sezione Specializzata Misure di Prevenzione su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia capitolina.

Destinatari della misura sono tre uomini di 73, 39 e 43 anni tutti residenti a San Cesareo. Sono arrestati dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma nel luglio 2018 “per fatti di usura, estorsione, esercizio abusivo dell’attività finanziaria, truffa aggravata ai danni dello Stato e intestazione fittizia di beni”, spiega un comunicato della Guardia di Finanza.

L’indagine, denominata ‘Terza età’, aveva consentito di ricostruire una serie di prestiti a tassi usurari, tra il 90% e il 180% annuo, con punte del 570%, erogati, per lo più, a imprenditori in gravi difficoltà economiche. L’attività veniva svolta in modo continuativo e professionale.

“Quando le vittime non effettuavano i pagamenti alle scadenze imposte scattavano le minacce. I proventi venivano poi reinvestiti in imprese operanti nei settori alberghiero, della ristorazione e del commercio di autoveicoli, intestate a familiari o compiacenti ‘prestanome’ – continua il comunicato -. Una società, in particolare, era stata costituita per gestire una casa di riposo per anziani ad Artena. Il business si era rivelato talmente redditizio che uno dei tre si stava organizzando per aprire un’altra analoga struttura a San Cesareo. Partendo dalle risultanze dell’operazione ‘Terza età’, gli specialisti del Gico hanno eseguito meticolosi accertamenti economico-patrimoniali, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia, con l’obiettivo di aggredire, attraverso gli strumenti della normativa antimafia, le ricchezze illecitamente accumulate dal gruppo criminale”.

Gli indagati presentavano redditi “dichiarati modesti o addirittura nulli, ma mantenevano un tenore di vita particolarmente agiato, fatto di ville di pregio, auto di lusso, frequenti vacanze e beni voluttuari di particolare valore economico”.

Sussistendo i presupposti soggettivi “pericolosità sociale dei 3 proposti, e oggettivi, disponibilità di beni in misura sproporzionata rispetto ai redditi dichiarati il Tribunale di Roma ha emesso il decreto di sequestro in corso di esecuzione, che ha ad oggetto il patrimonio milionario accumulato in pochi anni, così composto: quote societarie di maggioranza di un’impresa che gestisce una casa di riposo per anziani ad Artena, ora affidata ad un amministratore giudiziario; 19 immobili ubicati nei comuni di San Cesareo, Palestrina e Anzio; 4 automezzi, tra cui una Porsche; 11 rapporti finanziari per circa 180.000 euro e denaro contante per quasi 230.000 euro; 5 polizze assicurative vita per circa 150.000 euro; 11 orologi di pregio, tra cui numerosi Rolex, nonchè un lingotto d’oro e preziosi del valore complessivo di oltre 170.000 euro”.