Usura Sopravvenuta

Le decisioni in esame affermano infatti in generale che i tassi di interesse dei finanziamenti non possono superare in ciascun trimestre il limite del tasso usuraio previsto nel trimestre stesso per la specifica categoria in cui il finanziamento risulta compreso. In caso di superamento il tasso applicato per l’intero trimestre deve venire ridotto al tasso soglia calcolato sulla base delle rilevazioni della Banca d’Italia.

Non intendo avventurarmi nelle complesse considerazioni giuridiche che la questione presenta sia per la mia modesta qualificazione in tale ambito che per l’autorevolezza dei citati pronunciamenti sull’argomento. Ritengo però necessario esporre brevi considerazioni sugli aspetti logici ed economici del problema.

Il tasso soglia viene infatti determinato trimestralmente dal MEF maggiorando il tasso medio rilevato dalla Banca d’Italia per i finanziamenti concessi nel penultimo trimestre precedente con riferimento ad ogni categoria di finanziamenti.

Nel caso dell’usura sopravvenuta emerge quindi evidente un problema di disomogeneità dei dati posti a confronto. E’ infatti contraddittorio, facendo un semplice esempio, voler stabilire se un contemporaneo di Giulio Cesare fosse morto prematuramente o meno sulla base delle statistiche sulla vita media degli attuali abitanti del nostro paese.

Pertanto per applicare il giusto principio affermato dalla Suprema Corte secondo un percorso corretto, non solo dal punto di vista giuridico, ma anche da quello economico e logico vi sono solo due strade.

La prima è quella di una modifica da parte della Banca d’Italia delle istruzioni in materia di rilevazione dei tassi in materia d’usura (la legge parla genericamente di “tassi praticati nel trimestre precedente”) che, alla luce del principio espresso dalla Suprema Corte secondo cui il limite del tasso soglia deve essere applicato anche ai rapporti erogati in passato ma ancora in corso, preveda di includere, per tutte le tipologie di finanziamento, nel calcolo della media non solo i finanziamenti concessi nel penultimo trimestre precedente ma tutti quelli ancora in corso nello stesso come attualmente già previsto per i finanziamenti a utilizzo flessibile.

La seconda richiede invece un sollecito riesame della decisione assunta da parte della Suprema Corte, eventualmente a Sezioni Unite, che alla luce delle diversità del campione utilizzato per il calcolo del tasso soglia in materia di usura stabilisca che l’usura sopravvenuta vien determinata, per i finanziamenti con piano di ammortamento predefinito, non dal superamento del tasso soglia vigente nel trimestre ma dalla media – ove reperibile – dei tassi applicati ai finanziamenti in corso di ammortamento in tale periodo maggiorata di un quarto e con l’aggiunta di un ulteriore 4%. Bisogna al riguardo rammentare che la Banca d’Italia svolge, tra l’altro, una indagine campionaria mensile, nell’ambito delle statistiche dell’eurosistema, in cui rileva, per alcune categorie di impieghi, i tassi medi ponderati sulle consistenze dei finanziamenti in essere a fine periodo.

Questa seconda strada potrebbe forse essere racchiusa nell’enigmatico Avviso pubblicato in argomento dalla Banca d’Italia il 29.5.2013 e nel più ampio Comunicato di chiarimenti del 3.7.2013.

Aurelio de Gennaro
Presidente della FIDE SpA

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Usura Sopravvenuta ultima modifica: 2013-07-19T15:13:06+00:00 da Flavio Meloni

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