Valerio Angeletti, presidente Fimaa: “Nonostante la crisi continuiamo a crescere”

Valerio Angeletti

Valerio Angeletti, presidente nazionale della Fimaa

“Non si può pensare che un regolamento modifichi da un giorno all’altro un’associazione. L’approvazione del nuovo statuto è servita piuttosto a raccogliere tutti i cambiamenti che si erano venuti a determinare all’interno della nostra federazione nel corso degli anni passati e che non erano stati codificati. Una delle cose più importanti che emergono dalla nuova carta è la sempre più stretta sinergia tra la Fimaa e Confcommercio e tra la struttura nazionale e le divisioni provinciali. L’obiettivo di questa collaborazione è quello di migliorare l’utilizzo delle risorse e aumentare la rete di assistenza, supporto e protezione a tutela degli iscritti”. Così Valerio Angeletti, presidente nazionale della Fimaa, commenta al telefono gli esiti dell’assemblea nazionale di sabato scorso.

Che anno è stato per la Fimaa il 2014?

Nonostante la crisi economica generale e dei settori immobiliare e creditizio in particolare, abbiamo continuato a crescere e oggi sono oltre 11.000 le aziende nostre associate. È un numero importante, specie considerata la fase estremamente delicata che stiamo attraversando. Questo risultato ci consente da un lato di consolidare la nostra posizione di associazione di riferimento del settore e ci spenge dall’altro a continuare sulla strada che abbiamo intrapreso a suo tempo.

Nei giorni scorsi lei ha richiamato l’attenzione sui rischi connessi all’attività delle società di intermediazione immobiliare gestite dalle banche. Temete la loro concorrenza?

La nostra federazione non considera nessun tipo di attività posta in essere dalla concorrenza come un elemento di rischio. Questo però è vero nell’ipotesi in cui i giocatori si confrontino tra loro nel pieno rispetto delle regole stabilite. Nel momento in cui uno o più d’uno dei concorrenti dovessero porre in essere condotte non rispondenti alla normativa vigente, allora la situazione sarebbe diversa e dovrebbe essere tenuta sotto controllo. È certo che se un istituto di credito ha una propria agenzia immobiliare, esistono rischi concreti per il cliente, che non sa più se si sta interfacciando con una banca o con un’agenzia immobiliare e non ha più la possibilità di capire con chiarezza quali tipi di interessi vi sono dietro il tipo di servizio che gli viene offerto. Per questo, senza alcun allarmismo, sarà necessario vigilare attentamente sul modo in cui verrà data concreta attuazione a tutto questo.

Cosa può dirci sui nodi ancora da sciogliere in merito alla contribuzione Enasarco?

Sulla questione Enasarco è stato sollevato un gran polverone, senza però mai sottolineare adeguatamente che la Fondazione ha posto in essere una serie di attività ispettive che hanno portato a comminare sanzioni nei confronti di alcuni soggetti, tra cui agenti immobiliari regolarmente iscritti. A questo proposito la nostra associazione ha ritenuto opportuno sottoscrivere un interpello insieme all’Anama che è stato inviato al ministero del Lavoro, evidenziando con forza l’incompatibilità tra l’inquadramento dell’agente immobiliare e la contribuzione Enasarco. Grazie al protocollo d’intesa firmato a giugno 2013 abbiamo “sterilizzato” per due anni l’attività ispettiva della fondazione e oggi, visto che il ministero non ha ancora fornito una risposta all’interpello, l’Enasarco non può intervenire nei confronti di agenti iscritti al Rea delle Camere di commercio.

Il 2014 era stato annunciato come l’anno della ripresa, che però non c’è stata. La si deve attendere nel 2015?

Le nostre proiezioni per l’anno prossimo sono orientate all’estrema prudenza. Parlare di ripresa in questo momento è certamente eccessivo. Anche se negli ultimi mesi si è vista una leggera inversione di tendenza nel settore immobiliare, si tratta sempre di piccoli numeri, che non ci consentono certo di considerare superata la crisi. È evidente che, seppure il mattone ricomincerà a crescere, non lo farà in modo omogeneo in tutte le aree del Paese e in tutti i settori. Probabilmente i flussi economici miglioreranno a Milano, Roma e in altre grandi città, ma sarà necessario aspettare ancora a lungo per quanto riguarda il mercato delle seconde case e gli immobili ad uso commerciale.

Valerio Angeletti, presidente Fimaa: “Nonostante la crisi continuiamo a crescere” ultima modifica: 2014-12-19T16:55:47+00:00 da Paolo Tosatti

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