Vigilanza e governance della mediazione creditizia: la parola agli esperti nella prima tappa del roadshow di SimplyBiz

All’incontro hanno partecipato in qualità di relatori Federico Luchetti, direttore generale dell’Organismo per la gestione degli elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori; Renzo Franzetti, responsabile area Vigilanza dell’Oam; Roberto Lorenzetti, amministratore delegato Siseco; Sandro Margaroli, amministratore delegato Imprendion; Marco Limoncelli, della commissione nazionale dell’Anspc (Associazione nazionale per lo studio dei problemi del credito) e Giovanni Sozio, presidente Assofinmed.

Nell’aprire i lavori il direttore di SimplyBiz, Flavio Meloni, ha fornito alla platea un quadro sintetico dell’attuale situazione del comparto, partendo dalle variazioni quantitative degli operatori determinate dall’entrata in vigore del D.Lgs 141 del 2010.

Al 15 aprile 2013, ha sottolineato Meloni, il totale delle istanze d’iscrizione agli elenchi dell’Oam era di 9.221, di cui 301 provenienti da mediatori e 8.920 da agenti. Gli iscritti erano 7.819, di cui 221 mediatori e 7.598. Il totale dei collaboratori era di 7.656, di cui 320 di persone fisiche, 3.632 di agenti società di capitali, 56 di Ip società di capitali, 618 di agenti società semplici e 3.022 di mediatori.

Gli interventi strettamente legati al tema del convegno sono stati quelli di Federico Luchetti, Renzo Franzetti e Marco Limoncelli.

Luchetti ha illustrato schematicamente la struttura organizzativa dell’Oam, indicando i singoli organi sociali: Assemblea, attualmente costituita da 12 associazioni; presidente, Maurizio Manetti; Comitato di gestione, Michele Faldella, Vittorio Francoli, Andrea Ciani e Vera Frateschi, in rappresentanza del Mef; Collegio sindacale.

Il direttore generale dell’Oam ha dunque richiamato l’attenzione sulla situazione del comparto della mediazione creditizia precedentemente all’istituzione dell’Oam, sottolineando in particolare alcune criticità dovute a un quadro normativo non particolarmente stringente, con requisiti di professionalità non elevati; a un elevato numero dei soggetti iscritti a causa del basso livello dei requisiti richiesti (oltre 180.000); alla bassa qualità delle informazioni trattate per l’alto grado di manualità nei processi di acquisizione dati; all’elevato numero di risorse umane addette alla tenuta degli elenchi; all’alto numero di domande irregolari/incomplete da gestire; alla documentazione cartacea e ai conseguenti problemi logistici e di conservazione.

La creazione dell’Organismo, ha spiegato Luchetti, ha portato a una serie di passi avanti, come la dematerializzazione dei procedimenti amministrativi e della corrispondenza tramite sito web ed area privata; l’automazione dei processi documentali legati alla gestione dei procedimenti

amministrativi con principi di flessibilità e trasparenza; un sistema informativo che permette di analizzare ed elaborare le informazioni relative ai soggetti censiti, i procedimenti che li hanno coinvolti ed i relativi documenti associati; documenti protocollati e raccolti in un unico fascicolo per soggetto; processi autorizzativi gestiti da procedimenti guidati da work-flow e l’utilizzo di firme digitali; drastica riduzione degli spazi fisici di archiviazione dei documenti; conseguente contenimento dei costi operativi e amministrativi.

La parola è stata poi ceduta a Renzo Franzetti, che ha dedicato il suo intervento all’attività di vigilanza esercitata dall’Oam. Le attività di controllo, ha sottolineato il responsabile, è articolata in una serie di funzioni: verifica dei requisiti (onorabilità e professionalità, patrimoniali) previsti per l’iscrizione negli elenchi; verifica della permanenza dei requisiti richiesti in fase di iscrizione; verifica del rispetto da parte degli iscritti delle discipline alle quali gli stessi sono sottoposti; verifica dell’assenza di cause di incompatibilità, di sospensione o di cancellazione nei confronti degli iscritti; verifica dell’effettivo svolgimento delle attività, o della cessazione delle stesse, ai fini della permanenza dell’iscrizione negli elenchi; verifica degli obblighi contributivi e informativi; verifica dell’aggiornamento professionale e degli standard dei corsi di formazione.

La vigilanza, ha continuato Franzetti, viene esercitata nei confronti di tutti gli iscritti negli elenchi dell’Oam: agenti in attività finanziaria (articolo n°128 quater) e, se iscritti, i promotori finanziari e gli agenti di assicurazione (articolo n° 17); mediatori creditizi (articolo n°128 sexies) e, se iscritti, i mediatori di assicurazione e riassicurazione e consulenti finanziari (articolo n° 17); agenti in attività finanziaria che prestano esclusivamente servizi di pagamento (articolo n° 128 quater – sezione speciale dell’elenco) per Imel e Ip comunitari; cambiavalute (articolo n° 17 bis – apposito registro).

I controlli possono avvenire su diretta iniziativa dell’Oam o su segnalazione di terzi. Nel primo caso hanno nell’efficacia preventiva la loro finalità essenziale e trasversale e dal loro esito possono scaturire rilievi e/o osservazioni. Nel secondo caso hanno valenza accertativa e istruttoria, e anche tali attività sono prodromiche all’avvio di un eventuale procedimento sanzionatorio.

Sia i controlli di iniziativa che quelli su segnalazione di terzi possono svolgersi, rispetto al soggetto:in sede, presso l’Oam (vale a dire, a distanza), con attività di vigilanza su base informatica e informativa; presso il soggetto (vale a dire, in loco), tramite un’attività ispettiva con accesso diretto presso il soggetto da parte dell’Oam o per il tramite di esponenti della Guardia di Finanza e dell’Enasarco, previo protocollo di intesa.

In questo contesto, ha aggiunto Franzetti, le attività su base informatica sono esercitate tramite controlli eseguiti da risorse dedicate, mediante adeguati strumenti informatici e con la collaborazione delle risorse del back office. Si tratta di attività, a campione, per singole fattispecie, o di massa, per categorie individuate sulla base di estrattori di dati e di indicatori di possibili anomalie, con elaborazione di informazioni presenti negli archivi dell’Oam e di altri database, reperibili fonti pubbliche (Cerved, Casellari giudiziali, Crif, etc.), volta a rilevare specifiche criticità, irregolarità e/o violazioni.

A queste si affiancano le attività su base informativa, Effettuate mediante richiesta di comunicazione di dati e notizie e richiesta di atti e documenti, con contestuale fissazione di termini per l’evasione. Queste attività prevedono interventi, in via occasionale, periodica o sistematica, a campione, per singole fattispecie, o di massa, su iscritti che presentano criticità o con evidenze risultanti dagli indicatori di possibili anomalie.

Infine vi sono le attività di verifica, che iniziano con l’iscrizione dei soggetti negli elenchi gestiti dall’Oam e continuano nel tempo mediante monitoraggio delle informazioni rivenienti dal sistema informativo interno, da banche dati esterne, da specifiche richieste, da segnalazioni ricevute.

L’obiettivo, ha concluso Franzetti, è di dotare la struttura di controllo di specifiche procedure, adeguati strumenti e risorse dedicate; nel medio e lungo periodo sarà quello di svolgere con la massima efficienza ed efficacia i compiti demandati, contribuendo al servizio che l’Oam fornisce a tutti i propri iscritti di garantire, tra l’altro, qualità e selezione degli operatori.

Nel successivo intervento Marco Limoncelli ha preso le mosse dal nuovo sistema di regole che si è delineato tramite il D.Lgs. 141/2010 e l’istituzione dell’Oam, sottolineando la necessità di un’attività di vigilanza che tenga conto della rapida evoluzione dei mercati, dei comportamenti degli attori finanziari e delle caratteristiche strutturali del sistema finanziario domestico, in modo che possa essere innescato un intervento di rettificazione più radicale e rivoluzionario rispetto allo status quo.

L’obiettivo finale, ha spiegato il rappresentante della commissione nazionale dell’Anspc, è ottenere spillover positivi che possono rendere conveniente la legalità anche per evitare, come purtroppo è già accaduto, infiltrazioni mafiose nel settore che accrescono il fenomeno dilagante dell’usura. In questo senso il primo passo deve essere compiuto dagli intermediari bancari e finanziari affinché abbandonino il concetto del massimo profitto immediato a vantaggio del perseguibile ricavo proteso al futuro in una logica di customer satisfaction.

È necessario inoltre prevenire le sanzioni imponendo la “cultura necessaria della governance”, anche per evitare di ricadere negli errori del passato; se la promozione finanziaria dell’investimento deve essere professionale altrettanto deve esserlo il credito. Non a caso, ha continuato Limoncelli, l’Anspc ha varato, insieme alla Fondazione RomaMediterraneo e al Miur il progetto di promozione dell’educazione finanziaria, sviluppato negli istituti medi superiori, affinché si possa diffondere la cultura finanziaria e il legame che essa ha con la collettività per l’accrescimento economico-produttivo. Per questo il focus dell’azione di vigilanza delle autorità deve spostarsi dagli interventi sanzionatori ex post, che vanno resi sempre più tempestivi, verso azioni di tipo preventivo, anche attraverso iniziative di indirizzo e moral suasion.

Chiaramente la qualità delle informazioni e la loro tempestività costituiscono variabili critiche per l’efficacia dell’azione di vigilanza. In questa prospettiva, un contributo fondamentale potrebbe essere fornito istituendo un apposito tavolo di consultazione per un costante confronto tra gli organi di vigilanza e le varie associazioni con l’obiettivo principale di definire un “Codice operativo” a cui uniformarsi.

Centralità dell’attività ispettiva, robustezza della metodologia di analisi, confronto costante con le associazioni di categoria e gli organi direttivi delle banche e degli intermediari finanziari, ha concluso Limoncelli, possono far sperare nell’ambita tutela della clientela, nel contrasto al riciclaggio e all’usura per la ripresa economica delle imprese produttive e commerciali. Dal loro canto, le imprese sono chiamate a uno sforzo eccezionale per garantire il successo della trasformazione, investendo risorse proprie, aprendosi alle opportunità di crescita, adeguando la struttura societaria e i modelli organizzativi, puntando sull’innovazione, sulla capacità di essere presenti sui mercati più dinamici. La capacità di innovare i prodotti e i processi, di esportare sui mercati emergenti, di internazionalizzare l’attività, anche guidando o partecipando a catene produttive globali, demarca il confine tra le imprese che continuano a espandere il fatturato e il valore aggiunto e quelle che, invece, faticano a rimanere sul mercato.

In conclusione dei lavori Roberto Lorenzetti, amministratore delegato di Siseco, società sponsor dell’iniziativa, ha presentato al pubblico la piattaforma HiCredito, una soluzione Crm web 2.0 per la gestione delle pratiche di richiesta mutuo e finanziamenti ideale per le società di intermediazione creditizia, mediatori creditizi, banche, e società finanziarie, comprensiva di un preventivatore intelligente per individuare le migliori opportunità di finanziamento in base ai dati del richiedente e delle politiche di credito disponibili.

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Vigilanza e governance della mediazione creditizia: la parola agli esperti nella prima tappa del roadshow di SimplyBiz ultima modifica: 2013-06-18T08:36:39+00:00 da Flavio Meloni

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