Vincenzo Barba presidente di Assoprofessional: “Al nuovo board dell’Oam chiediamo di adottare una logica di maggior condivisione delle scelte con le associate”

Vincenzo BarbaNominato a gennaio scorso dal consiglio direttivo, Vincenzo Barba, 38 anni, è da pochi mesi il nuovo presidente di Assoprofessional, associata Oam nata nel 2009 “con l’intento – si legge sul sito dell’associazione – di rappresentare i vari profili di professionisti del credito, con particolare riferimento ai mediatori creditizi e agli agenti in attività finanziaria. L’obiettivo è di affiancarsi ad essi coadiuvando la crescita professionale e quindi aumentandone l’attendibilità e l’affidabilità nei confronti dei clienti e degli istituti di credito e finanziari”. Abbiamo incontrato Barba per parlare con lui dei risultati raggiunti dall’’Organismo nel primo triennio di attività e delle aspettative per il prossimo mandato.

Come si è comportato l’Oam nei primi tre anni di attività? È riuscito a svolgere i compiti che gli erano stati assegnati?
Questi primi anni di vita sono stati per l’Organismo un periodo di rodaggio della struttura e dell’organizzazione, nate da poco e bisognose di trovare un proprio modus operandi in un contesto che si è rapidamente e radicalmente trasformato rispetto al passato dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo 141. Ora questa fase,che possiamo definire di assestamento e messa a punto, è terminata ed è arrivato il momento che l’Oam inizia a svolgere a pieno le sue funzioni, con particolare riferimento alla lotta nei confronti degli abusivi.

Dunque fino ad oggi l’Organismo non ha fatto abbastanza su questo fronte?
L’Oam in questo momento può essere paragonato a un agente di polizia che ha il compito di vigilare ma che di fatto è privo del potere di erogare sanzioni. Di conseguenza la sua attività ha dei forti limiti, che devono quanto prima essere superati. Questo perché l’attività dell’Organismo deve servire anche a garantire a quanti hanno scelto di seguire la strada della legalità e del rispetto delle regole una tutela e una protezione da quanti operano invece in totale dispregio della disciplina, ponendo in essere una concorrenza sleale e nociva per l’intero comparto e anche per i consumatori. In questo senso quello che noi da tempo auspichiamo è un maggiore coinvolgimento della Banca d’Italia e del ministero dell’Economia e delle Finanze nell’attività di contrasto all’esercizio abusivo della professione. In questo contesto anche l’Abi è chiamata a fornire un importante contributo, visto che ancora oggi alcune le banche continuano a offrire “ospitalità” a soggetti che non sono iscritti negli elenchi dell’Oam e che dunque non sono professionisti abilitati a operare.

Su cosa si dovrà concentrare l’Organismo nel prossimo triennio?
Al nuovo board chiediamo soprattutto una maggiore condivisione con le associate in merito a tutte le scelte relative a investimenti e spese preventivate, ad esempio per quanto riguarda le consulenze di cui l’Organismo si avvale. I prossimi vertici dell’Oam dovranno intraprendere uno sforzo di razionalizzazione dei costi e sottoporre a noi associate dei preventivi con un’indicazione dettagliata dei costi previsti. Solo adottando una logica e una prassi basate sul confronto l’Organismo potrà diventare a tutti gli effetti quello che dovrebbe essere: uno strumento utile agli operatori della filiera del credito e ai consumatori.

Vincenzo Barba presidente di Assoprofessional: “Al nuovo board dell’Oam chiediamo di adottare una logica di maggior condivisione delle scelte con le associate” ultima modifica: 2015-06-20T11:54:44+00:00 da Paolo Tosatti

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