Visco, Banca d’Italia: “L’Unione bancaria deve essere completata con gli elementi che erano previsti nel disegno originario”

Banca d'Italia Logo 2“L’Unione bancaria deve essere completata con gli elementi che erano previsti nel disegno originario. Il fondo unico di risoluzione è stato costituito, ma i contributi versati dalle banche, inizialmente suddivisi in comparti nazionali, verranno messi in comune in tempi lunghi; non traspare una chiara determinazione a farne effettivamente uso. Il sistema unico di garanzia dei depositi non è ancora stato definito; la Commissione europea ha recentemente presentato una proposta, anch’essa caratterizzata da un lungo periodo di transizione. Manca in entrambi i casi un sostegno finanziario pubblico europeo, previsto fin dal Rapporto del 2012 e indispensabile per garantire la capacità dell’Unione bancaria di assicurare la stabilità sistemica”. Queste le parole pronunciate oggi dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nel corso della presentazione del relazione annuale sull’attività di Palazzo Koch nel 2015.

“Il tema dei requisiti prudenziali sulle esposizioni verso debitori sovrani – ha aggiunto Visco – viene spesso collegato nel dibattito, anche politico, al completamento dell’Unione bancaria, argomentando che bisogna ridurre i rischi prima di poterli condividere. Esso va affrontato senza posizioni preconcette, evitando di prendere decisioni affrettate che potrebbero aggravare i rischi anziché ridurli. Non vi è consenso sulla convenienza complessiva delle diverse opzioni di riforma; per di più, l’esperienza insegna che transizioni originariamente pensate come graduali spesso finiscono per subire repentine accelerazioni imposte dal mercato. In ogni caso, la questione va risolta in modo coordinato a livello globale, nelle sedi istituzionali appropriate. Lo scarso rispetto delle regole di finanza pubblica nel periodo precedente la crisi ha giustificato il loro rafforzamento, ma questi ultimi anni ci hanno mostrato come sia importante applicarle tenendo conto, come previsto, della presenza di circostanze eccezionali e della concomitante attuazione di interventi di più lungo periodo. All’inizio dello scorso anno la Commissione europea ha definito le condizioni per l’applicazione delle clausole di flessibilità previste dal Patto di stabilità e crescita, che possono consentire ai bilanci nazionali di esercitare almeno in parte, quando necessario, una funzione di stabilizzazione macroeconomica”.

Ma non è possibile, ha continuato il numero uno di Palazzo Koch, “pensare di prevedere tutte le contingenze; la Commissione si trova a dover interpretare, in maniera inevitabilmente discrezionale, i margini di flessibilità presenti nelle regole. Un bilancio condiviso, che non può che passare attraverso ulteriori cessioni di sovranità nazionale e un adeguato rafforzamento della funzione legislativa europea, garantirebbe la possibilità di attuare politiche coerenti con le condizioni cicliche delle diverse economie e dell’area nel suo complesso, tempestivamente e senza incertezze sulla loro legittimità. La moneta unica ha bisogno di confrontarsi con una politica di bilancio unica. L’efficacia di un’Unione di bilancio richiede l’introduzione di strumenti di debito comuni e contestuali decisioni sul trattamento dei debiti nazionali preesistenti, nella prospettiva di un debito unico dell’area. In questa direzione sono state avanzate, anche di recente, diverse proposte concrete. In presenza di gravissime tensioni sui debiti sovrani, già quattro anni fa sottolineavo in questa stessa sede la necessità di accrescere le risorse comuni; ciò anche attraverso l’istituzione di un fondo in cui far confluire parte dei debiti sovrani, da redimere nel tempo con modalità ben definite e senza trasferimenti di risorse tra paesi, sostanziando una forma di unione di bilancio non disgiunta da regole cogenti, da poteri di controllo e intervento”.

Consulta il testo integrale della relazione del governatore Visco

Visco, Banca d’Italia: “L’Unione bancaria deve essere completata con gli elementi che erano previsti nel disegno originario” ultima modifica: 2016-05-31T15:27:23+00:00 da Redazione

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