Vittorio Francoli, comitato di gestione dell’Oam: “È la vigilanza la grande sfida del 2013”

 

L’avanzo è stato determinato da un gettito di contributi pari a oltre 4,7 milioni collegati alle nuove iscrizioni. Vi aspettavate numeri così elevati?
Per quanto riguarda il risultato economico il budget che l’Organismo aveva predisposto per il 2012 aveva altri presupposti. Si pensava infatti che gli elenchi potessero essere aperti molto prima di quanto poi effettivamente avvenuto. Dunque, buona parte degli investimenti relativi all’organico e all’apparato informatico sarebbero dovuti essere effettuati nel corso del 2012. La serie di slittamenti che ha portato a posticipare l’apertura degli elenchi a ottobre ha fatto sì che tutto sia stato rimandato al 2013. Per quanto riguarda il gettito dei contributi c’è da dire che noi avevamo fatto delle proiezioni, che però erano state effettuate sulla base di dati forniti dalla Banca d’Italia e dal ministero dell’Economia e delle Finanze e che non erano adeguati allo scenario su cui avrebbe dovuto operare l’Organismo . Possiamo dire che avevamo centrato più o meno la quantità degli iscritti, mentre eravamo fuori strada per quanto riguarda la composizione: ci siamo trovati molte più società di capitali e collaboratori di queste società di quelle che erano le nostre ipotesi. Per tali ragioni ci attendevamo circa un milione di ricavi in meno di quelli ottenuti.

Le disponibilità liquide che si sono venute a generare sono state gestite tramite conti correnti. Pensate in futuro di poter fare ricorso anche ad altri strumenti, magari più redditizi dal punto di vista degli interessi?
La gestione finanziaria attuale dell’Organismo ha dovuto necessariamente fare i conti con le grandi incertezze collegate al numero di iscrizioni e all’effettiva entrata in funzione del nostro apparato. È chiaro che nel momento in cui tali incertezze dovessero venire meno e ci fosse la sicurezza di determinate entrate, si potrebbe pensare di gestire gli avanzi anche con strumenti diversi dai conti correnti anche se, al momento , tali liquidità sono remunerate alle migliori condizioni possibili.

A bilancio risulta anche un debito di 300.000 euro nei confronti di Unicredit, pensate di estinguerlo?
A giugno dello scorso anno ci siamo trovati con investimenti che dovevamo obbligatoriamente finanziare e che superavano le nostre disponibilità. Avendo poi il correttivo al D. Lgs. 141/10 rinviato le iscrizioni al 31 ottobre, ma secondo alcune interpretazioni si parlava addirittura del 31 dicembre, il rischio era quello di non riuscire a incassare il denaro necessario a coprire i costi. Per questo avevamo previsto ad aprile un sistema di sicurezza, richiedendo un finanziamento di 300.000 euro a 18 mesi a Unicredit. Logicamente tale prestito non ha più ragion d’essere e dunque verrà fatta un’estinzione anticipata a giugno.

Tra le voci del bilancio ci sono anche 150.000 euro che costituivano la vostra dotazione iniziale. Si tratta di fondi che dovrete restituire?
Noi abbiamo messo a bilancio quello che era il fondo di dotazione iniziale. Chiaramente trattandosi di somme erogate a fondo perduto, come pure i 140.000 euro messi a disposizione dalla Banca d’Italia, non devono essere considerate come debiti.

Il comitato di gestione è costato all’Organismo un po’ più di 600.000 euro. I consulenti e i collaboratori circa 400.000. In questo quadro 23.000 euro di trasferte dei collaboratori non sono un po’ elevati?
Si tratta di spese relative a tre professionisti assunti poi, nel corso del 2012 , con contratto di collaborazione e relativi  alla gestione elenchi, al settore It e alla predisposizione del progetto vigilanza.

Molti operatori vogliono sapere se a fronte delle quote associative versate per il 2012 saranno rilasciate dei documenti.
Non è prevista una ricevuta in termini tradizionale, perché il sistema di dialogo tra iscritto e Organismo è gestito esclusivamente a livello informatico tramite Pec. In ogni caso da un punto di vista fiscale c’è una tracciabilità bancaria di tutti i versamenti fatti e la comunicazione via Pec ha pieno valore legale. Vorrei sottolineare a questo proposito che se emettessimo delle ricevute tradizionali dovremmo poi spedirle a ogni singolo iscritto, con costi che, sommati, non sarebbero indifferenti e che ricadrebbero sugli iscritti stessi.

Parliamo del vostro organigramma. Avete già assegnato i ruoli di responsabile degli elenchi, responsabile vigilanza e responsabile controlli interni?
Il responsabile degli elenchi è attualmente Franco Fico. Il responsabile vigilanza è Renzo Franzetti. Abbiamo aggiunto la figura di responsabile dei sistemi It, Lia Avella. Manca ancora il responsabile amministrazione.

Le risorse umane dell’OAM sono attualmente 17, di cui il 60 per cento sono donne, con un età media di 33 anni. Abbastanza insolito…
Abbiamo cercato delle risorse con professionalità molto flessibili e che fossero molto disponibili al mutamento delle loro mansioni e dei loro ruoli. Il nostro organigramma al momento si può considerare sperimentale; quello definitivo sarà stabilito dopo due anni di attività.

Ci parla brevemente del vostro comitato best practices?
Il comitato è nato nella fase di avvio delle iscrizioni, con il compito precipuo di individuare tutte le criticità che emergevano e sottoporle all’attenzione degli organi competenti, indicando anche possibili soluzioni. È venuto meno con la fine di questa fase.

Nel 2012 avete ricevuto segnalazioni di anomalie nel mercato?
No, le prime cominciano hanno cominciato ad arrivare in questo periodo. Chiaramente a questo proposito saranno necessarie delle valutazione sul modo in cui l’Organismo dovrà applicare concretamente il principio di vigilanza.

Nel bilancio 2012 è prevista per l’anno in corso la migrazione della piattaforma su nuovi server esterni. Ci può indicare una data?
La migrazione è in corso da un mese circa. Richiederà un po’ di tempo, ma stiamo procedendo speditamente. Speriamo che sia tutto pronto a giugno. A quel punto inizieremo a lavorare per migliorare il sistema attuale.

Avete anche cambiato sede operativa…
Sì, ci siamo trasferiti a Piazza Borghese. La nuova sede è articolata in due strutture, una che ospita la parte direzionale e una per la parte informatica, il back office e la vigilanza. Questa dovrebbe essere completata entro giugno.

Al 15 marzo risultano 932 istanze di iscrizione sospese e 303 irregolari. Quali sono le irregolarità riscontrate con maggior frequenza?
Molte irregolarità sono risultate collegate a versamenti non corretti o ad anomalie di varia natura che hanno richieste un controllo della documentazione e del materiale inviato dai richiedenti.

Ci sono stati anche 39 rifiuti a domande di iscrizione. A cosa sono stati dovuti?
I rifiuti, ovviamente, sono stati tutti relativi ai requisiti di onorabilità e professionalità previsti dal D. Lgs. 141/10 agli articoli 14 e 15.

Nell’anno passato avete avuto 16 sessioni d’esame. Il 62 per cento degli iscritti hanno superato le prove. Come giudica questo risultato?
Assolutamente positivo. Ci aspettavamo un percentuale decisamente più bassa. Evidentemente c’è un preparazione maggiore di quanto pensassimo e questo ci rallegra.

Veniamo al 2013. Le cose da fare sono ancora molte. Quali tra queste giudicate prioritarie?
Innanzitutto la vigilanza. Tutta la relativa struttura va definita nel dettaglio e resa concretamente operativa. In questo senso siamo al lavoro da parecchio tempo. Come le ho già detto abbiamo nominato un responsabile; ad esso dovremo aggiungere un team ad hoc. Altre priorità riguardano i nuovi elenchi degli agenti nei servizi di pagamento e dei cambia valute, che richiedono specifici controlli e una gestione studiata su misura. Tutto questo comporterà chiaramente una crescita dell’organico, che fino ad ora è stato a ranghi ridotti. Da questo punto di vista prevediamo circa 30 risorse di cui 6 con funzioni direttive e 24 operative.

A proposito di vigilanza, è in fase di attuazione un protocollo di intesa con la Guardia di Finanza. A che punto siete?
Un nostro team ha avuto una serie di incontri con i rappresentanti della Guardi di Finanza e sono stati stesi dei documenti comuni. È chiaro che l’Organismo si accinge a diventare un punto di riferimento in materia di vigilanza, che avrà tra i suo poteri quello di richiedere interventi diretti da parte della Finanza. Il protocollo dovrebbe essere sottoposto al comitato di gestione a giugno.

Vi doterete anche di un ufficio stampa?
Per il momento dei rapporti con la stampa si occupa la segreteria generale. Per il futuro però abbiamo pensato di investire anche in questo settore. Il nostro intento è quello di mantenere rapporti aperti e costanti con i mezzi di informazione e di fornire quante più notizie possibili sul nostro operato e le nostre iniziative.

Si può ipotizzare per il 2014 una riduzione delle quote di iscrizione?
Come abbiamo scritto nelle considerazioni conclusive del budget ufficiale, noi reputiamo che il 2013 sia ancora una fase caratterizzata da una grande incertezza finanziaria e dunque le quote non saranno ridotte. Per il 2014, invece, se non ci sono sorprese, prevediamo una revisione delle stesse.

Un’ultima domanda, di servizio per i lettori. Pubblicherete il bilancio sul sito?
Il bilancio verrà pubblicato sul sito nei prossimi giorni, non appena ricevuta la documentazione notarile per il cambio sede e relativa modifica statutaria.

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Vittorio Francoli, comitato di gestione dell’Oam: “È la vigilanza la grande sfida del 2013” ultima modifica: 2013-05-23T22:14:47+00:00 da Flavio Meloni

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